Condividi:

Dall’Isola di Manoel oltre il Mare sino a Peschici riscoprendo Lucio Dalla il 4 marzo di ogni anno

Il Giro d’Italia fece scoprire la Perla del Gargano, che torna di attualità prorompente con i primi profumi di mimosa in vista della Primavera. Tutti i punti in comune del Mediterrano, che risalgono lo Jonio e l’Adriatico sino alle spiagge di Vieste, Manaccora, Zaiana, San Nicola e … Peschici, appunto. E più in là si intravvedono le Isole Tremiti dove “Memena” portava le melanzane ripiene al suo Lucio.

Isola di Manoel, Gzira, Malta, mercoledì 4 marzo 2026.

Profumo di mimosa ovunque. La Primavera è ormai dietro l’angolo.

Il solito giro con Hugo, che è sempre assetato di novità e stavolta si rivela incuriosito più che mai dai multicolori animali della colonia di gatti che impreziosisce un angolo da rilanciare.

A metà mattina, i pachistani già sono diretti alle mansioni lavorative quotidiani. Le loro partire di cricket senza fissa dimora e senza tempo riprenderanno magari nel corso del week-end quando Manoel ha ripreso ad essere assediata dagli amanti delle attività sportive – dal running in su e in giù – e da coloro che sono smaniosi di fare attività fisica per temersi in forma.

Camminando verso il Forte, la Marina è sulla destra e Marsamxmett Harbour è davanti a noi e Valletta si erge maestosa come sempre. 

Raggiunto il Forte, si svolta a sinistra e da lì la penisola di Sliema porta lo sguardo a scrutare il Mar Mediterraneo bel oltre Fort Tigné.

… ”Come è profondo il mare”, verrebbe da canticchiare sottovoce per non scalfire quel capolavoro di Lucio Dalla, che ne richiama alla mente altri 100 altri e più: fu prodotto presso gli Stone Castle Studios di Carimate, ad un passo da Lentate sul Seveso e Cantù dove ho radici profonde. Otto tracce prodotte dalla Premiata Ditta Colombini&Cremonini.

I ricordi, anche se sopraggiungono sottovoce, alla fine si fanno prorompenti e un mercoledì qualsiasi si trasforma in un giorno da incorniciare perché srotola idealmente davanti agli occhi lo Jonio e l’Adriatico sino a raggiungere Peschici, la Perla del Gargano, che rimane con le Isole Tremiti e con Vieste un pilastro del trittico dell’amore di Dalla per la Puglia.

E mercoledì 4 marzo 2026 riporta – ovviamente – a 4 marzo 1943, data di nascita di Lucio Dalla a Bologna.

Lui, il cantautore eclettico se ne è andato chissà dove il 1° marzo 2012, spiccando il volo da Montreux (Svizzera). Se ne è andato il suo corpo, s’intende. La sua anima è sempre qui, un po’ ovunque e per quel che ci riguarda è soprattutto a Peschici, provincia di Foggia, anche se una volta ci togliemmo la voglia di vedere dove è sepolto presso la Certosa di Bologna. Là, riposa dal 23 ottobre 2013 in una tomba con la sagoma della copertina di “DallAmericaCaruso” figlia dello scatto fotografico di Luigi Ghirri alle Isole Tremiti. A quel sepolcro, volendo, ci si arriva dopo aver sfiancato i luoghi di altri bolognesi di chiara fama come Patrizio Roversi, Ottorino Respighi e – soprattutto – Giosuè Carducci. Ma è la frase di congedo tratta da “Cara”, che si legge a chiare lettere sulla tomba a rimanere impressa: “Buonanotte anima mia, adesso spengo la luce e così sia”. L’idea di Stefano Contaroni ha trovato in Antonello Paladino, scultore e molto altro, l’interprete di volontà ampiamente condivise.

La Bologna di Dalla è storia che non finisce mai. 

La Peschici di Dalla è un frammento personalissimo dei passaggi dell’artista felsineo in Capitanata.

E ogni 4 marzo quel frammento scritto e musicato nel 1971 con la Nuova Equipe 84 si concretizza perché, diciamocelo con schiettezza, è parte sempre viva di un racconto che la “Perla” dipana per importanza dopo l’assalto delle cavallette (neutralizzato da colui che poi è diventò Sant’Elia patrono di quel luogo, che è un raggio di sole sul Gargano) e dopo …le quattro tappe del Giro d’Italia andate in scena in un paesino di appena 4.000 residenti. Tutti record. Quante altre località così minuscole e così fuorimano rispetto alle capitali del grande ciclismo possono vantare quattro arrivi della corsa più amata dagli italiani?

Ebbene, un fil-rose unisce il Castello di Carimate a Fort Manoel e a Fort Tigné fino ad arrivare sino al Castello di Peschici dove da artista non ancora conosciuto Lucio Dalla passava di tanto in tanto durante le permanenze in Capitanata e, prendendosi gioco dei passanti (per lo più turisti perché i locali conoscevano bene quell’omino già stempiato da ragazzo) chiedendo loro l’elemosina durante le camminate nel Centro Storico a tratti lastricato di marmo!

4 marzo 1943 era nata come Gesubambino. Per arrivare al Festival di Sanremo venne adottata la data di nascita dell’autore, che si era dato un gran daffare nella stesura del testo collaborando con Paola Pallottino. E, Paola… per Paola, guarda la coincidenza: la canzone venne cantata la prima volta durante il Ferragosto del Tirreno a… Paola, in Provincia di Cosenza, dove sua madre, la ragazza madre, aveva lavorato. 

Tutto, comunque, era sbocciato a Peschici, su un altro Mare. L’Adriatico, appunto. Ciò è testimoniato da un sacco di persone, non ultima quella Rossella che ha fatto grande l’albergo Orchidea e che ha imparato i segreti del mestiere da mamma Filomena, che di cognome faceva Salcuni e che gestiva la pensione incollata alla Trattoria “Pescatrice”.

Lucio Dalla prese a frequentare Peschici e Filomena nel 1966: aveva 23 anni. Era orfano dall’età di 7. Ed era in cerca d’…autore come molti in quegli anni e che facevano quel mestiere. Il suo nuovo Mare non era l’Alto Adriatico, che in linea d’aria è a un centinaio di chilometri dalla sua Bologna percorrendo la via Emilia verso Est. Il suo Mare d’elezione era il Basso Adriatico, che bagna le baie di Peschici, di Procinisco, di San Nicola, di Zaiana, di Manaccora, di Calalunga e via discorrendo sino a quelle “aristocratiche” Vieste. E’ lo stesso Mare che più ad ovest abbraccia le Isole Tremiti, patria d’adozione di Lucio sino a quando l’amministrazione pubblica gli voltò le spalle.

Riepilogando… “Memena” Filomena era mamma di Raffaella e sul posto era nota anche per quel seno esagerato, ma così esagerato da strappare i fischi ai ragazzini ad ogni suo passaggio in paese. E Raffaella è moglie di quel Pepito, già praticone sulle navi da crociera e poi pescatore a tempo pieno persino sui pedalò “ormeggiati” sulla spiaggia di Peschici e spinti di notte in mare per liberare i pesci rimasti imbrigliati nelle reti tirate di notte prima di dormire qualche ora nel chiosco che dà sull’acqua.

All’alba, nei periodi consoni, e generalmente in settembre, Pepito si spinge in barca sino alla Baia di Manaccora e sveglia i miei amici Loreta e Domenico sbattendo i polipi contro le sponde del natante sino a farli morire. Oppure pesca gli Sbarroni, che sono – per dirla alla maltese – una sorta di Lampuki dei poveri.

Lasciano Pepito al proprio destino con quella barba bianche che arriva al basso ventre, si può volgere lo sguardo a “Memena” che spesso e volentieri riempiva la borsa di leccornie e specialità locali cucinate a “La Pescatrrice” per portarle al protetto Lucio alle Tremiti con le melanzane ripiene su tutto. E quel piatto quanto piaceva a Lucio e al suo amico Ron…

Il Giro ci ha fatto scoprire Peschici “dove il mare luccica” e ce la fa amare ogni volta che scendendo la Monte Pucci il bianco skyline si staglia nel cielo generalmente azzurro. E Peschici ci ha fatto scoprire l’amore dei locali per quel Dalla che “si vede” dall’Isola di Manoel e che ogni inizio di marzo si fa ricordare sempre di più e sempre meglio perché, si sa, 4 marzo 1943 non è soltanto una data di nascita. E’ l’inizio della genialità calata in un uomo.

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto