Sabato 10 e domenica 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno, alla quindicesima edizione. Il Fondo per l’Ambiente Italiano aprirà oltre 700 luoghi in 350 città, molti dei quali di solito chiusi al pubblico o poco conosciuti. Quest’anno il tema è dedicato all’artigianato italiano e al Made in Italy, con più di 75 aperture e visite speciali. Come scrive il FAI, il patrimonio culturale non è fatto solo di monumenti, ma anche di «botteghe e imprese, prodotti e storie». È un invito a guardare l’Italia da un’altra porta: quella dei laboratori, delle fabbriche e degli atelier dove il «saper fare» italiano è nato ed è cresciuto.
In Calabria, i telai dal 1873
A Soveria Mannelli apre il Lanificio Leo, fondato nel 1873 e oggi la fabbrica tessile più antica della Calabria. Il suo museo d’impresa custodisce macchinari costruiti tra il 1890 e il 1965, ancora funzionanti. Qui la tradizione non è un ricordo: è un rumore di telai che continua da oltre centocinquant’anni.
A Lucca, l’alta sartoria tra volte affrescate
Nel centro storico di Lucca, dentro il seicentesco palazzo Orsetti-Cittadella-Mazzarosa, apre l’Atelier Ricci. È un pezzo di storia della grande sartoria italiana, tra sete, tessuti e soffitti dipinti. L’atelier si potrà visitare domenica 11 ottobre.
A Napoli, la scuola che custodisce la porcellana di Capodimonte
Il Polo delle Arti Caselli-Palizzi nasce dall’unione di due istituti storici: l’Istituto artistico industriale «Palizzi» e l’Istituto per l’artigianato della porcellana «Caselli». Quest’ultimo, dal 1961, custodisce la tradizione di Capodimonte. Ha sede in un ex collegio della Marina borbonica e conserva un museo con migliaia di ceramiche e maioliche. È uno dei luoghi dove l’arte italiana continua a essere insegnata, oltre che conservata.
A Roma, il palazzo del Made in Italy
Apre anche Palazzo Piacentini, oggi sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Fu costruito tra il 1928 e il 1932 da Marcello Piacentini e Giuseppe Vaccaro, e conserva opere di grandi artisti del Novecento italiano, tra cui una vetrata policroma di Mario Sironi.
Le curiosità
- Nel Vicentino si potranno visitare le Cave di Arcari a Zovencedo, gallerie sotterranee da cui per decenni si è estratta la Pietra di Vicenza. Tra il 2010 e il 2018 l’architetto David Chipperfield le ha trasformate in uno spazio per concerti ed eventi.
- A Trento apre la Sala Depero, la sala da pranzo di un albergo che il futurista Fortunato Depero trasformò in un’opera d’arte tra il 1953 e il 1956.
- A Fiorenzuola d’Arda c’è il MAE, il primo museo dedicato alla storia della fibra acrilica e della sua trasformazione in fibra di carbonio.
- A Collegno, vicino a Torino, apre la Fabbrica Leone, fondata nel 1857 per produrre pastiglie e poi fornitrice della Casa Reale. Nel 2026 ha inaugurato un museo di 7.000 metri quadrati.
- A Pietragalla, in Basilicata, il Parco Urbano dei Palmenti raccoglie circa duecento ambienti scavati nella roccia, dove un tempo si pigiava l’uva.
- A Tolentino, nelle Marche, riapre il Cappellone della Basilica di San Nicola, con affreschi della scuola giottesca del Trecento restaurati dopo il terremoto del 2016.
Come partecipare
Le visite sono a contributo libero, a sostegno della missione del FAI. Per alcuni luoghi serve la prenotazione. L’elenco completo e le modalità di accesso sono sul sito fondoambiente.it. Per chi vive in Italia, è l’occasione di scoprire luoghi che si aprono raramente, a volte a pochi chilometri da casa. Per chi vive lontano è un motivo di orgoglio, e forse il suggerimento per il prossimo viaggio. Dietro ogni oggetto italiano che il mondo ammira c’è un posto preciso: un telaio in Calabria, un banco di sartoria a Lucca, un forno per la porcellana a Napoli. Il 10 e l’11 ottobre quelle porte si aprono, e si capisce che il Made in Italy non è solo un marchio. È il lavoro di mani che si passano un mestiere da una generazione all’altra.





