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A Keiji Haino e Sarah Davachi i Leoni della Biennale Musica

“Sono due personalità di innovazione e di visione i due Leoni d’Oro della Biennale Musica 2026. Grazie anche al percorso di crescita costruito dalla direttrice artistica Caterina Barbieri“. La sua Biennale Musica, A Child Of Sound, racconta“La cifra esatta del domani in un contesto in cui l’arte non è ornamento ma disciplina intellettuale, dove la coralità contiene emozioni, sentimenti, emozione, e la musica offre un sentimento di gioia”. Il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, ha aperto la cerimonia di premiazione dei Leoni della Biennale Musica 2026. Leone d’Oro alla carriera al compositore e performer giapponese Keiji Haino, poeta del rumore, per il suo contributo pionieristico ai linguaggi dell’improvvisazione e della sperimentazione contemporanea. Leone d’Argento alla compositrice e organista canadese Sarah Davachi, una delle voci più interessanti e coerenti della scena musicale contemporanea, incentrata sull’ibridazione innovativa di linguaggi elettronici e acustici.

La poetica musicale di Keiji Haino 

Cinquant’anni di carriera per Keiji Haino, percorsi da una poetica musicale dove “La performance estemporanea assume un valore imprescindibile e il suono si trasforma in esperienza corporea, primordiale e catartica. Questa indagine sonora investe una grande varietà di strumentazioni e tecniche, sia compositive che performative”, come si legge nella motivazione. “La sua opera, deliberatamente svincolata da appartenenze stilistiche, attraversa ambiti eterogenei – dal noise al free jazz e al blues, dal rock alla sperimentazione elettroacustica, dal folk alla drone music creando un genere nuovo e inimitabile“. “La chitarra, la voce e le percussioni si affiancano spesso all’uso di elettronica, sintetizzatori e tecniche di campionamento ma anche la ghironda e altri strumenti della tradizione popolare appaiono spesso nelle sue esibizioni”.

La ricerca timbrica di Sarah Davachi

“L’opera di Davachi si colloca in un territorio in cui convergono le strutture del minimalismo, le concezioni intervallari e affettive della musica antica, e le pratiche sperimentali di produzione in studio, spesso incentrate sull’uso di strumentazione elettronica analogica e dell’organo a canne” spiega la motivazione del Leone d’Argento. Ed è proprio l’organo a canne lo strumento preferito dalla premiata, i cui “Lavori attraversano formati solistici, cameristici e acusmatici, integrando strumenti acustici ed elettronici in un dialogo che non è mai decorativo ma profondamente strutturale. La sua ricerca timbrica, sostenuta da una solida formazione musicologica e da un’attenzione critica all’organologia, si traduce in un suono che è al tempo stesso materico e metafisico, concreto e contemplativo”.

Oltre 40 appuntamenti fino al 24 ottobre

La Biennale Musica di quest’anno, 70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, si è aperta lo scorso 10 ottobre e si chiuderà il prossimo 24 ottobre. Centotrenta artisti per oltre 40 appuntamenti – con 23 novità, di cui 18 in prima assoluta – daranno vita a lavori site-specific coinvolgendo alcune delle voci più interessanti e multiformi della musica contemporanea. Al di là di una rigida distinzione di genere, epoca e geografia, in linea col percorso di curatela già intrapreso da Caterina Barbieri l’anno scorso. Il programma include molte commissioni originali e opere collettive, che esplorano modalità di ascolto dinamiche e partecipative.

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