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Tra astrazione e figurazione, Maria Helena Vieira da Silva alla Guggenheim

Una pittrice che nella sua arte ha saputo/voluto cogliere la via di mezzo tra l’astrazione e la figurazione, con un particolare desiderio di dipingere l’architettura”. Così la curatrice Flavia Frigeri sintetizza la parabola artistica di Maria Helena Vieira da Silva, protagonista e una delle voci più originali dell’arte del XX secolo, cui la Collezione Guggenheim di Venezia ha dedicato la personale Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio, aperta fino al prossimo 15 settembre. Una mostra che racconta il linguaggio visivo e l’approccio unico allo spazio dell’artista portoghese. Ma anche il suo legame con Guggenheim: non solo nel 1937 il Solomon Guggenheim Museum acquista una delle sue opere, ma l’artista viene anche inclusa nella Exhibition by 31 Women organizzata nel 1943 da Peggy Guggenheim nella galleria-museo di New York “Art of This Century”.

Una delle voci più originali dell’arte del XX secolo

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Storia marittima tragica o Naufragio (CAM – Centro de Arte Moderna Gulbenkian, Lisbon
© Maria Helena Vieira da Silva, by SIAE 2025)

L’organizzazione di questa mostra è stata un processo appassionante”, spiega la curatrice. Un processo durato tre anni e che ripercorre i momenti salienti della carriera di Maria Helena Vieira da Silva (1908-1992), da Lisbona dove nasce, a Parigi dove si trasferisce nel 1908. E da dove è costretta a fuggire, destinazione Rio de Janeiro, causa le origini ebraiche del marito, il pittore ungherese Arpad Szenes: “Ero nel panico – raccontava l’artista – pensando che potessero arrestare Arpad”. Una fuga forzata che Vieira da Silva vivrà con sofferenza. Sono proprio di questo periodo le opere dedicate alla tragedia della seconda guerra mondiale. Forse le più importanti esposte in mostra perché raccontano un dramma collettivo, non un semplice punto di vista. Una tragedia vissuta da lontano, con poche e scarse notizie, ma che comunque l’artista riesce a tradurre in opere drammatiche. Sono tele che rappresentano la vita, la disperazione, il pianto, la lotta per non morire di chi vive direttamente il conflitto.

In mostra anche un’opera dedicata a Venezia

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Festa veneziana (Francia, Collezione privata. Courtesy Galerie Jeanne Bucher Jaeger, Parigi-
Lisbona © Maria Helena Vieira da Silva, by SIAE 2025)

Maria Helena Vieira da Silva inizia la sua carriera artistica come scultrice, ma si rende conto subito che la scultura non fa per lei, anche se della scultura le resterà la passione per la tridimensionalità. Dopo la parentesi bellica, nel 1947 l’artista torna a Parigi (“Sono una donna di città”, afferma), e in questo periodo la sua arte si apre proprio alla rappresentazione delle città. Quelle vere che conosce, come Parigi e Lisbona. Ma anche le città della sua immaginazione, che dipinge traendo ispirazione da semplici cartoline. Così non sarà per Venezia che visita e conosce fin dal 1928, e a cui dedica Festa veneziana (1949). Una tela che, in un trionfo di blu e di azzurro, celebra forse la Festa del Redentore, forse la Regata Storica. Il titolo è vago.

Il profondo legame con il marito Arpad Szenes

Foto Matteo De Fina
(© Photo Matteo De Fina)

Dopo quella prima visita del ’28, Vieira da Silva sarà nuovamente a Venezia alla XXV e alla XXVII Esposizione Biennale Internazionale d’Arte, nel 1950 e nel 1954. Sono gli anni in cui l’artista portoghese è ormai celebrata a livello internazionale, con mostre a Lisbona, New York, Parigi, Rio de Janeiro, Stoccolma. Sempre con il marito. E anche di questo dà conto la mostra aperta a Venezia. Sottolineando il profondo legame che l’artista ebbe con Arpad Szenes e la loro vita insieme. Un rapporto simbiotico che si tradusse in una relazione artistica e professionale fatta di ritratti reciproci, di studio, di tanti percorsi, luoghi, storie insieme.

La mostra si chiude con una mini retrospettiva dedicata al colore bianco, colore prediletto che ha avuto un ruolo fondamentale in tutta la ricerca artistica di Maria Helena Vieira da Silva. E’ la sezione Sfumature di bianco, perché il bianco percorre tutti i momenti della carriera di questa artista le cui opere, dopo la mostra di Venezia, si sposteranno al Museo Guggenheim di Bilbao, dal 17 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026.

(foto in evidenza: autoritratto, Comité Arpad Szenes – Vieira da Silva, Paris © Maria Helena Vieira da Silva, by SIAE 2025)

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