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Ruggiscono i Leoni della Biennale Danza

Questo Leone è pesante e poco diverso da quello che è la danza, un riconoscimento che fa parte del lavoro. Tutti quelli che lavorano con me sono i veri guardiani del Leone. Oltre al pubblico, ai colleghi, agli insegnanti e ai direttori”. Così Twyla Tharp, Leone d’oro alla carriera della Biennale Danza, alla cerimonia di consegna del premio. La leggendaria coreografa americana ha accolto il Leone come un riconoscimento collettivo, perché “Il ballo è una comunità. Tutti lavorano per trovare un terreno comune e farlo innovare. Quindi questo premio non è solo mio ma di tutti”. Twyla Tharp, come ha sottolineato il direttore artistico di Biennale Danza, Wayne McGregor, “E’ a dir poco un fenomeno. I suoi contributi rivoluzionari al pensiero della danza non hanno eguali. Grazie a un lavoro che combina rigore e gioco, disciplina classica e tecnica del balletto con danza moderna e movimenti naturali. Per coreografie radicalmente innovative destinate sia al teatro che al cinema”.

Il Leone d’oro alla carriera

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Twyla Tharp

Cresciuta alla scuola dell’American Ballet Theater e poi negli studi di Martha Graham e Merce Cunningham, con un passaggio nella formazione di Paul Taylor, Twyla Tharp fonda la propria compagnia nel 1965. Non c’è alcuna forma di spettacolo a cui la Tharp non si sia applicata lasciando il suo segno d’autore.

Dai templi della danza, entrando nel repertorio di grandi compagnie internazionali (Joffrey Ballet, American Ballet Theater, Balletto dell’Opéra di Parigi, Royal Ballet, New York City Ballet, Boston Ballet, Martha Graham Dance Company), al mondo del cinema (uno su tutti: Hair di Milos Forman). E quello del musical (reinventando, per esempio, il classico dei classici Singin’ in the Rain). Ma anche dei video, del pop e del rock (con Frank Sinatra, Billy Joel, David Byrne). Infine della moda e della televisione, collezionando premi e successi (un Tony Award e due Emmy Awards, fra gli altri). E’ molto amata dal pubblico, dalla critica e dagli artisti come il divo Baryshnikov.

Il Leone d’argento

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Carolina Bianchi

Sorpresa ed emozionata il Leone d’argento Carolina Bianchi, performer, regista e scrittrice brasiliana di stanza ad Amsterdam: “E’ il riconoscimento – ha detto in occasione della consegna del Leone – ad un lavoro dove il corpo ha un ruolo centrale”. Affermazione in linea con la motivazione del Premio: “Bianchi impiega il proprio corpo come elemento centrale del suo lavoro, radicandosi saldamente nella tradizione della performance femminile e allo stesso tempo mettendola in discussione”.

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