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Sei motivi per raccontare il borgo pugliese di Cisternino: Comune gioiello d’Italia, Borgo più bello d’Italia, Città slow, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Bandiera Verde, Città per la Pace. La natura, il paesaggio, i trulli e l’architettura spontanea del centro storico di questo borgo pugliese in provincia di Brindisi, poco lontano dalla città bianca di Ostuni, sono le sue attrattive principali.

Veduta Cisternino

Cisternino è un’affascinante cittadina immersa nel verde della campagna della Valle d’Itria, quest’ultima patrimonio dell’umanità tutelata dall’Unesco. Dove i tradizionali trulli pugliesi, singolari costruzioni a secco con la cupola a forma di cono, disegnano il panorama. Siamo in un angolo di Puglia particolare e ricercato, a cavallo tra le province di Bari, Brindisi e Taranto. Le sue campagne sono disseminate di queste tradizionali costruzioni che hanno reso la Valle d’Itria famosa in Italia e nel mondo come la “terra dei trulli”. Non solo i trulli di Alberobello, ma anche tutti gli altri, e sono moltissimi, che caratterizzano questa valle.

L’architettura spontanea della bianca Cisternino e le sue origini antiche

Cisternino è abbarbicata su un colle, un gradone calcareo della Murgia orientale a circa 400 metri di quota, e questo spiega il saliscendi delle sue vie in un alternarsi di vicoli e piazzette. La contraddistingue un contesto urbano non particolarmente importante da un punto vista architettonico, ma affascinante proprio per questa sua architettura spontanea non pianificata. Cinque rioni caratterizzano l’area urbana che è bianca e luminosa come se fosse una località greca. E d’altra parte la Grecia è poco lontana, giusto di là del mare. La storia di questa borgo è antichissima, ce ne raccontano le origini i tanti reperti archeologici rinvenuti in zona.

Tracce di utensili di vario genere ci fanno pensare che fin dall’età del bronzo gli insediamenti in questa valle fossero diffusi e numerosi. Il nome del borgo deriverebbe probabilmente da un eroe troiano, Sturnoi, che avrebbe fondato la vicina Ostuni. Passando per l’epoca romana e quella successiva delle invasioni barbariche (l’abitato preesistente sarebbe stato saccheggiato dai Goti), il borgo torna a nuova vita in epoca medievale. Lo testimonia un’area archeologica sotto la chiesa madre di Cisternino, dedicata a San Nicola Patara, che conserva ancora i resti di un antico tempio databile intorno all’anno Mille.

Cisternino Madonna Ibernia
Il santuario della Madonna d’Ibernia

E poco lontano, sotto la bellissima chiesa romanica della Madonna di Ibernia a tre chilometri dal centro storico, sono stati rinvenuti ceramiche e reperti di età romana e medievale, fra cui anche un capitello bizantino. Del tardo Medioevo è Palazzo Amati con la sua torre, da dove l’occhio spazia sulle antiche mura e sullo splendido panorama della Valle d’Itria. L’austera quadrangolare Torre Grande, un manufatto normanno-svevo alto circa 17 metri, si trova all’antico ingresso del borgo.

Il borgo impreziosito da 200 ettari di macchia mediterranea e pineta

Ma al di là di queste pregevoli testimonianze architettoniche, è la natura quella che fa di Cisternino un piccolo gioiello. Il borgo possiede il più grande bosco della Provincia di Brindisi, circa 200 ettari di macchia mediterranea e pineta sottoposti a vincolo forestale. Altra caratteristica di questo territorio, l’unicità della pietra locale con cui si sono realizzati nei secoli i muretti a secco, i trulli, le masserie storiche.

Cisternino - abitazioni

E poi gli splendidi panorami sulla valle, dipinta dal rosso della terra, dal verde di ulivi e fichi, dal bianco delle case. Il posto migliore per ammirare questi panorami è il Belvedere alle spalle della Villa Comunale. Nei territori di Cisternino passa la ciclovia dell’acqua che con i suoi quasi undici chilometri è il secondo ciclabile su acquedotto d’Europa. Questo percorso attraversa la macchia mediterranea tra masserie, case rurali, trulli e piccoli borghi.

Orecchiette, friselle, carne e verdure alla griglia, mandorle: all’insegna della buona tavola

Cisternino è anche buona tavola. Non si possono dimenticare le immancabili orecchiette con le cime di rapa o con sugo di pomodoro e pecorino. Il purè di fave con la cicoria, tipico di queste parti ma anche del Salento. Le friselle, accompagnate dal pomodoro e condite con l’ottimo olio extravergine di queste terre.

orecchiette al pomodoro

Poi la carne, da consumare appena scelta nel negozio e cotta sui fornelli pronti, le griglie fuori dalle macellerie: salsicce, bombette (involtini di maiale ripieni di formaggio) e spiedini di interiora di agnello da accompagnare con verdure grigliate e un buon bicchiere di vino. Per le preparazioni dolci, mandorle a volontà. Da queste parti sono di rigore le mandorle tostate e cosparse di zucchero. Cisternino e la Valle d’Itria, da godere per i paesaggi, per le bellezze ambientali, per le testimonianze storico-artistiche, per i sapori. Un valore aggiunto, quest’ultimo, assolutamente da non trascurare.

Cisternino, borgo dagli splendidi panorami sulla Valle d’Itria ultima modifica: 2021-03-14T09:14:54+01:00 da Cristina Campolonghi

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