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Frazione di Casalzuigno, in provincia di Varese, Arcumeggia è un borgo davvero unico. È infatti un “paese dipinto“, un piccolo villaggio che – negli anni Cinquanta del Novecento – ha combattuto l’abbandono con l’arte.

Perché Arcumeggia è diventato il paese degli affrescatori

Sito a 560 metri sul livello del mare, e distante tre chilometri dal centro di Casalzuigno, Arcumeggia ha cambiato il suo destino nel 1956. Quell’anno, l’Ente Provinciale per il Turismo decise di trasformarlo in un borgo dipinto. Una sorta di galleria d’arte a cielo aperto, nel cuore della Lombardia, con gli affreschi a colorare le facciate della case. A dipingere Arcumeggia, dunque, furono chiamati alcuni tra i più celebri artisti italiani dell’epoca: il primo affrescatore del borgo Ferruccio Ferrazzi, e poi Aldo Carpi de’ Resmini, Achille Funi, Gianni Dova, Innocente Salvini e decine di altri nomi. I primi dipinti sono datati 1956, l’ultimo risale al 2006 (“Cattedrale” di Alberto Reggiori). Tutti realizzati, questi, non sulle pareti delle case ma dentro telai poi murati nelle nicchie. Un po’ come se Arcumeggia fosse l’antenato dei tanti borghi d’Italia che, oggi, richiamano gli street artist.

Arcumeggia - Una via di Arcumeggia, detta "Via degli Allievi" perché vi sono esposte le opere degli allievi delle Accademie di Belle Arti
Via degli Allievi è così chiamata perché vi sono esposte le opere degli allievi delle Accademie di Belle Arti, Wikipedia (credit Corradox – CC BY-SA 3.0)

Venire ad Arcumeggia significa davvero fare un salto nell’arte. S’ammirano i dipinti passeggiando tra le case, e salendo verso la chiesetta con la sua Via Crucis dipinta da 11 artisti. Ma c’è molto di più. Gli affreschi, qui, hanno tutti una storia da raccontare. A cominciare da quei primi anni di lavori, in cui tutto procedette veloce per via dell’entusiasmo della popolazione. Furono proprio i cittadini di Arcumeggia, ad aiutare l’architetto varesino Bruno Ravasi a portare a termine la Casa del Pittore.

Cosa vedere

Oggi, ad Arcumeggia, si viene per l’arte. Per divertirsi a scovare gli affreschi sulle sue facciate, come ad impegnarsi in una particolarissima caccia al tesoro. Ma, a stupire il visitatore, è anche l’anima rurale del borgo. Basta guardare alle sue abitazioni, che hanno tutte la stessa disposizione: al piano terra stalla e cucina, al primo piano camera da letta, una scala esterna a collegarli e un cortile per affaccio. Alcuni di questi cortili è possibile visitarli, per godersi da vicino quella straordinaria commistione tra arte e storia. Chi lo volesse, poi, può partecipare ai corsi di pittura che l’Accademia di Belle Arti di Brera organizza periodicamente all’interno della Casa del Pittore.

Arcumeggia - Vista Vi
Vista di Arcumeggia, Wikipedia (credit Emilio1953 – Public Domain)

Sul sito della Pro Loco Arcumeggia è possibile scaricare una mappa disegnata: seguendola, si andranno a scoprire passo dopo passo i tanti affreschi del borgo. Se poi ci si ferma per il weekend, durante la bella stagione, poco lontano dal villaggio si può andare alla scoperta delle montagne Nudo e Colonna, amate da chi va in mountain-bike ma perfette anche per un trekking guidato.

Foto in evidenza: la chiesa con la Via Crucis dipinta da 11 artisti, Wikipedia (credit Emilio1953 – Public Domain)

Arcumeggia, alla scoperta del “borgo dipinto” ultima modifica: 2021-09-06T15:30:00+02:00 da Laura Alberti

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