Il Bacio Perugina è un simbolo affermato del made in Italy nel mondo. Esportato in 55 Paesi, nei decenni è diventato il cioccolatino rappresentativo dell’amore, scambiato dalle coppie di tutto il mondo soprattutto in occasione della ricorrenza di San Valentino. Non tutti sono a conoscenza che ad inventare il Bacio fu una delle donne italiane più intraprendenti, visionarie e creative del ‘900. Luisa Sargentini meglio nota come Luisa Spagnoli, molto prima di avventurarsi nell’industria tessile, rilevò insieme al marito Annibale una drogheria situata nel centro storico di Perugia. La Drogheria Spagnoli nella quale Luisa si dedicò alla sua passione per la pasticceria producendo inizialmente confetti, nel tempo acquisì sempre più pregio ed importanza. Luisa iniziò a farsi strada in un mondo imprenditoriale che all’epoca era prerogativa maschile, attirando le attenzioni di Francesco Buitoni, titolare dell’omonimo pastificio, che in seguito divenne suo socio ed amico. Nel 1907 col marito Annibale, Francesco Buitoni, Francesco Andreani e Leone Ascoli fondano la Perugina, affiancando ai confetti la produzione di caramelle e cioccolatini. Nel 1922 dall’intuizione di Luisa Spagnoli, alla ricerca di un metodo per riciclare gli scarti di lavorazione delle nocciole, nasce il Bacio inizialmente chiamato “Cazzotto” per la forma che ricorda un pugno.

Luisa Spagnoli – Fonte foto Wikipedia

Nell’anno della ricorrenza del centenario del Bacio, noi di italiani.it abbiamo incontrato la pronipote di Luisa Spagnoli, omonima, che a Perugia ha aperto un laboratorio, la “Spagnoli Confiserie Du Chocolat Perugia” nel quale continua con amore e passione la tradizione di famiglia dell’arte della cioccolateria.

Forse non tutti sanno che Luisa Spagnoli, una delle grandi firme della moda italiana, creò il cioccolatino più famoso del mondo: il Bacio Perugina. Sua bisnonna Luisa è stata una delle donne più visionarie, intraprendenti, creative del 1900. Simbolo della forza d’animo e di spirito di quei tempi. Come si sente a portare il suo nome?

Ne vado fiera, sono molto orgogliosa che mi abbiano dato questo nome ma allo stesso tempo è una grande responsabilità perché è stata una donna straordinaria.

Luisa Spagnoli

Quando ha iniziato ad apprendere, e successivamente, cosa l’ha spinta ad intraprendere l’arte della cioccolateria?

Nella mia famiglia il cioccolato è di casa, quindi è stato normale che ad un certo punto della mia vita, mio padre ha iniziato ad insegnarmi a fare i cioccolatini Spagnoli. Abbiamo iniziato nella mia cucina con i miei figli intorno che chiedevano di fare i compiti ed io e lui alle prese con i cioccolatini che portano la storia della famiglia Spagnoli.

Intervista a Luisa Spagnoli -contenitore con nocciole e zucchero

Quest’anno cade il centenario del Bacio, scambiato dalle coppie di tutto il mondo. Ci racconta la storia del “Cazzotto” e di come è divenuto il cioccolatino simbolo dell’amore?

Il Bacio nasce da uno scarto di impasto venuto male. Infatti finché le nocciole non rilasciano il loro olio che funge da legante, sembra sabbioso e dunque inutilizzabile. Continuando a mescolarlo la mia bisnonna vide che questo impasto si legava, fece la pallina, lo mise sul palmo della mano e disse: “lo chiameremo Cazzotto”. Infatti la pallina con la nocciola sopra ricordava un pugno, però il Signor Buitoni precisò: “Ma no Luisa, non possiamo far in modo che una signora quando va al bar chieda un cazzotto, è più bello che chieda un bacio”. E così nacque il Bacio.

Suo nonno Aldo è stato l’ideatore della campagna pubblicitaria che ha lanciato la Perugina con le figurine dei quattro moschettieri. Ci condivide qualche ricordo?

Io ancora non ero nata però dai racconti di famiglia sono a conoscenza che aveva ideato questa trovata pubblicitaria. Ho anche una foto che raffigura una mongolfiera che atterrava a Milano con i Tre Moschettieri. Mia madre raccontava che era molto divertente perché tutti cercavano il feroce Saladino, figurina pressoché introvabile.

La sua Confiserie è prettamente a carattere artigianale e si ispira alle ricette originali di nonna Luisa. Si può affermare che all’interno si respira il profumo del cioccolato del secolo scorso?

Assolutamente sì. Io produco i cioccolatini proprio come li facevano all’epoca per rispecchiare i sapori e i profumi di una volta.

Anche il packaging è particolarmente curato e si ispira a quello originale. Come si arriva a tali livelli di fedeltà con l’operato di sua nonna?

Noi siamo stati educati prima all’assaggio della materia prima e del cioccolatino finito, ma anche a come si presenta. Il cioccolatino è tutto questo, è come lo presenti, è ciò che ti racconta mangiandolo. E’ una tradizione che si tramanda e una delle doti della famiglia Spagnoli è anche avere la fantasia di presentarlo e confezionarlo.

Intervista a Luisa Spagnoli - carta di cioccolatino

Nel menù della Confiserie i prodotti hanno i nomi dei suoi antenati. Nonna Luisa, Annibale, Giovanni, Sor Aldo, ogni volta che si sfoglia è un po’ come aprire il cassetto dei ricordi?

Ogni cioccolatino raffigura i membri più importanti della famiglia, infatti il Bacio è “Nonna Luisa”.  La Pomona, un vecchio cioccolatino molto profumato e ricercato nel nostro menù si chiama “Gianni” perché ricorda mio padre che aveva un palato molto raffinato.

Da dove trae ispirazione per le frasi per i “Nonna Luisa”?

Possiedo ancora il libro dal quale mio nonno Aldo prendeva ispirazione per le frasi d’amore che venivano stampate sui cartigli del Bacio.

Anche i suoi figli proseguono con la tradizione di famiglia?

Io ho cinque figli e due di loro lavorano nell’attività di famiglia, Carlotta nella comunicazione ed Anna nella preparazione dei prodotti.  

Fonte fotografie: Luisa Spagnoli

Bacio Perugina, intervista a Luisa Spagnoli pronipote dell’ideatrice del famoso cioccolatino ultima modifica: 2022-02-14T16:54:50+01:00 da Domenico Tropeano

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