Il patrimonio architettonico italiano è senza dubbio uno dei più affascinanti al mondo. Migliaia di monumenti sparsi lungo tutto lo Stivale che – nel corso dei secoli – sono divenuti sinonimo di storia e di bellezza. E tra le città simbolo dell’arte italica spicca senza dubbio Roma. Nella Capitale trovano infatti dimora alcune delle opere più conosciute e famose. Basti citare il Colosseo, i Fori Imperiali o la Basilica di San Pietro in Vaticano. Quest’ultima compie proprio oggi, 18 aprile, la bellezza di 512 anni. Ma quanto ne sappiamo su questo gioiello tutto italiano?

L’Antica Basilica di San Pietro

I lavori della Basilica di San Pietro iniziarono ufficialmente il 18 aprile del 1506 sotto il pontificato di papa Giulio II. Tuttavia la storia del complesso è molto più antica, risalente al IV secolo d.C. quando venne firmato l’editto di Milano (o editto di Costantino). Tale accordo prevedeva la libertà di culto per tutti i cittadini dell’Impero romano d’Oriente e d’Occidente, e fu un passaggio chiave nella diffusione del Cristianesimo. Dopo il 313 (anno dell’editto) vennero realizzate chiese e basiliche per ospitare le varie funzioni religiose. A Roma Costantino fece costruire la prima chiesa monumentale: la Basilica di San Giovanni in Laterano. Ma la struttura, benché sede della diocesi, non fu la più importante. Il complesso simbolo della cristianità venne infatti realizzato nel 333 sul sito di Circo Caligola dove fu crocifisso Pietro (anche se, secondo alcuni, il luogo sarebbe a ridosso della Chiesa di San Pietro in Montorio).

la Basilica di San Pietro dalla piazza

Per secoli l’Antica Basilica di San Pietro in Vaticano accolse tutti quei fedeli che, ogni anno, si recavano a Roma in pellegrinaggio. L’originalità della basilica stava nel fatto che, sin dalla sua apertura, fu il luogo dove vennero sepolti i martiri cristiani. Questo le donò un significato ancora più profondo e importante nel panorama religioso.

La nuova casa del Papa

Con la fine dell’Impero romano d’Occidente e le invasioni barbariche, Roma attraversò un lungo periodo di crisi. Le varie opere dell’urbe furono deturpate, abbandonate e lasciate in balia degli eventi. Tra queste anche la Basilica di San Pietro, preda di saccheggi, scarsa (se non nulla) manutenzione ed un violento incendio. All’alba del XV secolo, dopo la Cattività avignonese – quel periodo in cui il papato fu trasferito ad Avignone – il Vaticano tornò ad essere la residenza ufficiale del Papa. A seguito di tale evento, Nicola V promosse diversi lavori di restauro nella Basilica. La struttura, tuttavia, era troppo malmessa. L’unica soluzione fu la demolizione della chiesa per realizzarla ex-novo. Gli interventi di ricostruzione, però, si fermarono dopo la morte di Nicola V.

Piazza San Pietro davanti la Basilica

Nel 1506 papa Giulio II, dopo oltre 50 anni, ordinò la ripresa dei lavori. Il progettò fu assegnato a Donato Bramante che demolì completamente la vecchia basilica, per sostituirla con una struttura a croce greca ed una cupola centrale. Dopo la morte di Bramante, la reggenza papale affidò i lavori a tre architetti: Fra’ Giocondo, Antonio Sangallo e Raffaello. Questi modificarono il progetto iniziale sostituendo la struttura a croce greca con quella latina, utile per avere più spazio dinanzi la facciata. Nessuno dei tre vide però – a causa della loro morte – l’opera compiuta. I lavori passarono così nelle mani di Michelangelo Buonarroti che tornò al progetto di Bramante. Il papato, tuttavia, non vide di buon occhio il disegno di Michelangelo a causa dell’assenza degli spazi secondari come la sacrestia, le cappelle ed il vestibolo. Ciò nonostante i cantieri continuarono sotto la guida del Buonarroti, che riuscì a realizzare parte della cupola prima di morire.

La fine dei lavori

Dopo l’artista toscano si susseguirono numerose figure di spicco del periodo: Jacopo Vignola, Giacomo Della Porta, Domenico Fontana e Carlo Maderno. Quest’ultimo aggiunse un innesto nella sezione centrale, dando al complesso la forma – definitiva – a croce latina. Alla Basilica di San Pietro lavorò anche Gian Lorenzo Bernini realizzando il Baldacchino e la famosa piazza antistante alla chiesa: Piazza San Pietro. La struttura venne consacrata da papa Urbano VIII il 18 novembre del 1626, ma l’intero complesso (compreso di piazza) fu ultimato solo nel 1667. Un’opera maestosa che ha richiesto il genio di numerosi artisti, migliaia di operai e oltre 150 anni di lavoro. E noi non possiamo che ammirarne la bellezza dopo oltre mezzo millennio di storia.

il Baldacchino della Basilica di San Pietro
Il Baldacchino realizzato da Bernini
Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

La Basilica di San Pietro: la storia del gioiello del Vaticano ultima modifica: 2018-04-18T09:30:47+00:00 da Gabriele Roberti

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