Il calcio italiano sta vivendo una fase di forte tensione sul tema arbitrale e sull’utilizzo del Var. Negli ultimi mesi diversi episodi hanno scatenato polemiche e critiche verso la gestione tecnica e organizzativa del noto sistema di controllo video. La Federazione Italiana Giuoco Calcio, guidata dal presidente Gabriele Gravina, sta valutando degli interventi strutturali per modificare l’assetto arbitrale, e per migliorare l’utilizzo della tecnologia. Le decisioni potrebbero arrivare entro la prossima stagione sportiva, con l’obiettivo di ridare fiducia e credibilità ad uno strumento che prometteva di risolvere i problemi, invece di crearne di nuovi.
Tra errori, polemiche e voglia di cambiare
Gli errori recenti hanno avuto un peso rilevante nel dibattito pubblico. La mancata espulsione di Ramon durante Como-Napoli ha riacceso le discussioni sulla coerenza delle valutazioni disciplinari. Il caso di Napoli-Inter, con un rigore giudicato controverso, ha rappresentato un simbolo delle difficoltà legate all’interpretazione delle immagini e alla comunicazione tra arbitro e sala Var. In entrambe le situazioni la tecnologia non ha eliminato le contestazioni, ma ha sollevato forti dubbi sulla sua applicazione pratica. Il problema non riguarda soltanto l’errore tecnico, ma coinvolge la gestione complessiva delle procedure.
In una stagione che vede l’Inter calcisticamente protagonista, oltre che favorita per la vittoria dello scudetto secondo le quote sul massimo campionato italiano, si sta dunque giocando una partita che col pallone c’entra poco. Il tutto con la prospettiva di rivoluzionare non solo la metodologia d’utilizzo del Var, ma anche ranghi e posizioni all’interno del mondo arbitrale tricolore. La figura di Gianluca Rocchi, attuale responsabile della Commissione Arbitri Nazionale per la Serie A, è infatti finita al centro delle critiche.
Diverse società hanno evidenziato una gestione ritenuta poco uniforme e un utilizzo del Var considerato non sempre efficace. Rocchi ha difeso il lavoro della struttura arbitrale, ma il numero degli episodi discussi ha alimentato (e continua ad alimentare) la percezione di una mancanza di coerenza. La federazione sta analizzando la situazione con grande attenzione, perché la credibilità del campionato dipende anche dalla trasparenza delle decisioni.
Le possibili modifiche all’assetto arbitrale
Gabriele Gravina considera l’ipotesi di affidare il ruolo di designatore della Serie A a Daniele Orsato, che attualmente ricopre il ruolo di designatore in Serie C. La sua esperienza internazionale rappresenta un elemento di garanzia tecnica, ma ci sono dei punti di domanda. Alcune valutazioni interne riguardano infatti il suo profilo caratteriale, ritenuto meno incline al confronto aperto con club e dirigenti (un aspetto oggi fondamentale). La scelta di Orsato segnerebbe un cambio netto nella gestione, con una linea più rigorosa e centralizzata.
Ma la federazione studia anche degli interventi tecnologici per rendere il Var più chiaro e funzionale. L’International Football Association Board valuta l’estensione della revisione video anche a casi come le seconde ammonizioni decisive, che oggi restano escluse dal protocollo standard. Questa eventuale modifica consentirebbe di intervenire sugli episodi che incidono in modo diretto sull’andamento di una partita. Un’altra proposta riguarda l’introduzione delle “chiamate” a disposizione delle squadre, così come accade in altri sport. Ogni formazione potrebbe richiedere la revisione di un’azione controversa entro un numero limitato di tentativi.





