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La Certosa di San Lorenzo, o Certosa di Padula, è uno straordinario edificio religioso tutelato dall’Unesco. È la prima certosa ad essere stata costruita in Campania, prima ancora di quella di San Martino (Napoli) e di San Giacomo (Capri). Ed è, coi suoi 51.500 metri quadrati, la più grande certosa d’Italia ed una tra le più estese d’Europa. Al di là delle dimensioni, è davvero un luogo unico.

Certosa di San Lorenzo - Veduta dall'alto
Veduta dall’alto – Wikipedia (credit Velvet – CC BY-SA 3.0)

Certosa di San Lorenzo, la storia

La costruzione della Certosa di San Lorenzo cominciò nel 1306 per volere di Tommaso II Sanseverino, ma fu re Carlo II detto “lo Zoppo” a confermare i lavori. Conte di Marsico e signore del Vallo di Diano, Sanseverino donò il complesso all’ordine religioso dei certosini. Il suo obiettivo non era molto religioso, in realtà. Volendo ingraziarsi i Reali angioini del Regno di Napoli, decise di costruire a Padula, in provincia di Salerno, un complesso monumentale su alcuni dei suoi feudi. I terreni fertili dei dintorni ben si prestavano all’agricoltura, tanto che i monaci cominciarono fin da subito a produrre vino e olio e a coltivare frutta e ortaggi, per loro stessi ma anche per venderli. Successivamente alla caduta dei Sanseverino, i certosini di Padula ereditarono la proprietà. E per la Certosa di San Lorenzo cominciò un periodo florido che durò dal XVI al XVIII secolo. Si racconta che persino Carlo V, tornando dalla battaglia di Tunisi, si fermò qui nel 1535. Per lui e per il suo esercito i monaci prepararono una frittata con mille uova, passata alla storia.

veduta della Certosa di San Lorenzo
Il chiostro – Wikipedia (credit Francisp62 – CC BY-SA 4.0)

A cominciare dal 1583, la Certosa di San Lorenzo visse profondi cambiamenti. L’aspetto barocco che oggi il visitatore ammira è frutto degli interventi settecenteschi, così come lo sono i suoi ampliamenti: il chiostro, il refettore, la scala ellittica che disegna il retro. Agli inizi del Milleottocento, però, l’ordine certosino fu soppresso. I monaci furono costretti a lasciare la certosa, molte opere d’arte furono trafugate. Fino a quando, finita la dominazione napoleonica e ripristinato il Regno dei Borboni, i monaci poterono tornare. Sebbene, i danni fatti, rovinarono per sempre il prestigio della Certosa.

La Certosa oggi

Oggi la Certosa di San Lorenzo è un luogo d’incredibile bellezza. Tanti registi l’hanno scelta come set dei loro film, da “C’era una volta” con Sophia Loren ed Omar Sharif a “Cavalli si nasce” con David Riondino. Ispirata come tutte le certose alla forma della graticola su cui bruciarono vivo san Lorenzo, è tutta da scoprire. Il visitatore entra dal lato orientale, e si trova dinnanzi ad ambienti splendidi: il Chiostro della Foresteria coi dipinti barocchi, la chiesa con le sue cappelle, il Chiostro del Cimitero, il refettorio.

Certosa di San Lorenzo - Chiostro del Cimitero
Il Chiostro del Cimitero – Wikipedia (credit Velvet – CC BY-SA 3.0)

Tutt’attorno al monastero ci sono i giardini, col desertum un tempo usato dai monaci di clausura e dal priore durante le loro uscite esterne. Realizzato durante l’espansionismo settecentesco, un tempo ospitava frutteti e vigneti. Oggi è il luogo perfetto in cui passeggiare, dopo una visita alle stanze della Certosa.

Foto in evidenza tratta da Wikipedia (credit Velvet – CC BY-SA 3.0)

Certosa di San Lorenzo, nel Cilento la certosa più grande d’Italia ultima modifica: 2021-08-25T15:30:00+02:00 da Laura Alberti

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