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L’Italia è terra di santi, poeti, navigatori, ma anche di castelli. Da Nord a Su dello Stivale è possibile infatti ammirare dei castelli più o meno grandi, con caratteristiche particolari (come quello di Sperlinga scavato nella roccia) o noti al grande pubblico o meno noti. A quest’ultima categoria appartiene il Castello di Gernstein, sito nel territorio di Chiusa (in provincia di Bolzano), comune annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Questo castello non si trova esattamente all’interno della città, ma pochi chilometri più a nord, nella valle di rio Tina, accanto al paesino di Latzfons. Proprio per la sua ubicazione, questo castello è anche conosciuto come Castel Tina.

Storia del Castello di Gernstein

Il Castello di Gernstein (Schoss Gernstein in lingua tedesca) venne edificato intorno al XII secolo. Il suo nome deriva dal ministeriale di Bressanone, Heinrich Garre, primo proprietario. Oltre ad essere una splendida abitazione, il castello aveva funzione di proteggere le miniere di rame adiacenti (come la miniera di Villandro). Il rame era infatti un metallo molto prezioso e richiesto per il commercio. Inoltre il Castel Tina si trova sull’antica via principale della Val d’Isarco, una delle valli principali dell’Alto Adige, che collegava Bolzano a Bressanone. Ciò permetteva alla famiglia Garre di poter controllare l’intera zona. Il castello presenta infatti piccole torri adatte a questo scopo.

Castello di Gerstein innevato
Foto: © Martin Ruepp – Castelli d’Italia (pagina Twitter).

Nella prima metà del XIV secolo comincia già la decadenza del Castello di Gernstein. L’intero feudo venne acquistato dal principe vescovo di Bressanone, Matthäus an der Gassen, il quale lo diede come feudo alla famiglia Von Voitberg. Nel 1356 avvenne la rivolta dei sudditi dei Voitberg, con conseguente assedio del castello da parte del principe vescovo, che ne riprese il controllo. Nel 1389, Castel Tina passò nelle mani dei signori di Villandro. Questi ne rimasero proprietari fino alla metà del Cinquecento, quando divenne proprietà dei conti Heydorf. Castel Tina venne comunque poco a poco dimenticato, cadendo in rovina. Solo verso la fine dell’Ottocento tornò a nuova vita, grazie al generale prussiano Friedrich von Gerstein-Hohenstein. Questi decise infatti di ricostruirlo, dandogli un aspetto neogotico. Nel 1919, dopo la fine della Prima guerra mondiale, il Castello di Gernstein divenne proprietà dello Stato italiano, fino al 1970, quando divenne proprietà privata.

Chiusa: storico borgo a pochi km da Castel Tina

Come già accennato, il Castello di Gernstein fa parte della città di Chiusa (Klausen in tedesco). Si tratta di una piccola cittadina di poco più di 5mila abitanti a circa 30 km di distanza da Bolzano. La sua storia è più antica di quella del castello. La prima testimonianza risale al 547 d.C. ed è relativa ad un monaco che viveva a Sabiona (il monastero omonimo che tutt’oggi sovrasta la città verrà fondato poi nel 1686). La prima menzione della città risale invece ad un documento di re Corrado II di Franconia del 1027 (con il nome di Clausa). Nel XIV secolo, grazie al commercio di rame, la città vede il suo periodo di massimo splendore. La città continua comunque a prosperare nei secoli successivi anche grazie alla tratta della ferrovia del Brennero (inaugurata nel 1867), che rese più accessibile l’arrivo in città.

Castello di Gerstein - Chiusa e Monastero di Sabiona
Foto: © rachel_thecat – Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0).

Cosa vedere a Chiusa

Il fascino di Chiusa sta proprio nella sua struttura medievale ancora intatta. Dalla metà dell’Ottocento fino ai primi anni del Novecento fu meta di pellegrinaggio di molti artisti. Questi erano attratti dalla magia del luogo e dal fatto che fosse la città natale del poeta medievale tedesco, Walther von der Vogelweide. Ciò portò Chiusa ad essere conosciuta anche come la città degli artisti. Chiusa è una città affascinante non solo per le sue case pittoresche e la sua struttura medievale, ma anche per i monumenti storici. Oltre Castel Tina, la città è conosciuta anche per il monastero di Sabiona, fino allo scorso 7 maggio sede di una comunità di monache benedettine. Di chiaro interesse sono anche la Torre del Capitano (parte dell’ormai perduto Castel Branzoll), la chiesa di Sant’Andrea e il Museo Civico. Quest’ultimo si trova nei locali dell’ex convento dei Cappuccini, risalente alla metà del XVII secolo.

Castello di Gerstein - Monastero di Sabiona a Chiusa

Anche se il Castello di Gernstein non è accessibile al pubblico, se si ci trova in vacanza a Bolzano, vale la pena visitare anche Chiusa, soprattutto durante il periodo invernale, per godersi i suggestivi mercatini natalizi e provare i piatti tipici tirolesi, come salumi, formaggi, i canederli o i ravioli della Val d’Isarco, magari accompagnati da un buon bicchiere di vino locale. Provare per credere.

Foto di copertina: © Piqsels.

Chiusa e il Castello di Gernstein: il fascino della Val d’Isarco ultima modifica: 2021-11-10T13:30:00+01:00 da Antonello Ciccarello

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