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Sperlinga è uno dei borghi più suggestivi della Sicilia centrale, la cui particolarità è data dalle costruzioni rupestri. Il borgo si trova in provincia di Enna, tra le Madonie e i Nebrodi, ed è oggi composto da poco più di mille abitanti. L’etimologia del nome “Sperlinga” deriva dal greco antico “spelìno” e significa appunto “spelonca” (grotta). Sono infatti circa cinquanta le grotte artificiali che si trovano nel borgo, tutte scavate nella pietra arenaria. Queste, in parte, compongono anche la struttura del Castello di Sperlinga, costruito proprio sull’alta rocca che sovrasta il territorio. Questo piccolo borgo medievale, conserva ancora oggi la sua autenticità ed è visitato da molti turisti, specialmente durante la Sagra del Tortone (il dolce tipico della zona). Sperlinga, proprio per la sua unicità, è stata inoltre inserita nel circuito I borghi più belli d’Italia.

Storia di Sperlinga

Nonostante si hanno notizie certe sul borgo a partire dal XII secolo, la storia di Sperlinga è molto più antica. I primi insediamenti dei Siculi nel territorio risalgono all’epoca pre-greca. Le grotte scavate nella roccia arenaria sono state ricavate proprio nel periodo siculo (XII-VIII secolo a.C.). Nel corso dei secoli, oltre ai siculi, il territorio è stato abitato anche dai popoli lombardi, arrivati in Sicilia. Solo nel 1082 si avrà la prima documentazione storica in cui viene citata la città di Sperlinga. Si tratta di un privilegio concesso dal Conte Ruggero. Un documento del 1132 denomina la città come “castrum”, proprietà della famiglia Russo Rubeo. Durante i Vespri Siciliani, nel 1282, Sperlinga fu l’unica città a non ribellarsi ai francesi (Angioini), ma ne divenne una roccaforte. Nel corso dei secoli molte nobili famiglie si susseguirono nel dominio di Sperlinga, ovvero i Ventimiglia, i Natoli, gli Oneto e i Nicosia.

Sperlinga - I Vespri Siciliani (Francesco Hayez)

Francesco Ventimiglia (già signore di Geraci Siculo) controllerà il castello di Sperlinga dal 1296. I Ventimiglia ne rimarranno proprietari fino alla fine del Cinquecento, quando questo passerà in mano a Giovanni Forti Natoli, dopo avergli venduto la baronia per 31mila scudi. Con Natoli, Sperlinga passa a principato per concessione di re Filippo IV. Questo è il periodo di maggiore splendore per Sperlinga, con l’ingrandimento del feudo e l’edificazione della nuova chiesa di San Giovanni Battista fuori dalla cinta del castello. Nel 1658 Francesco Natoli vendette il feudo di Sperlinga (ma non il titolo) a Giovanni Stefano Oneto, che ne divenne duca. La famiglia Oneto controllò Sperlinga fino alla seconda metà dell’Ottocento. Nel 1862, infatti, il castello passò nelle mani del barone Nunzio Nicosia da Nicosia. Un secolo più tardi, nel 1973, i Nicosia donarono il castello al comune di Sperlinga, di cui è tutt’oggi proprietario.

vista delle grotte di Sperlinga
Foto: © Azotoliquido – Wikimedia Commons (CC BY 3.0)

Il Castello di Sperlinga

Il Castello è il simbolo di Sperlinga. Come già menzionato, in precedenza, è costituito in parte dalle grotte scavate dai Siculi. Furono i Normanni, all’alba del XII secolo, a costruire la struttura sulla cima della rocca per scopi difensivi. Il Castello di Sperlinga, oltre per la sua particolare struttura, passò alla storia anche per aver dato riparo ai soldati francesi durante i Vespri Siciliani. Per ricordare l’evento, nel Cinquecento, venne inciso sull’architrave d’ingresso del castello la frase in latino “Quod Siculis placuit sola Sperlinga negavit” (ciò che piacque ai Siciliani fu negato dalla sola Sperlinga).

Il Castello di Sperlinga è costituito da un ponte levatoio all’ingresso e da diverse zone, la cui sala principale è chiamata “Sala del Principe”. Nelle grotte artificiali scavate nell’arenaria si trovano le scuderie, il granaio, il carcere, la fucina e altre sale usate come abitazione. Infine, in alto si trova la torre di guardia, per poter meglio vedere i nemici in arrivo. Oggi in una delle grotte che si trovano ai piedi del Castello si trova il Museo etno-antropologico di Sperlinga, in cui sono conservati oggetti e attrezzi della civiltà contadina del luogo.

La Sagra del Tortone

L’evento più importante di Sperlinga è di sicuro la Sagra del Tortone. Si tratta di un dolce tipico simile ad una frittella, con zucchero e cannella. Questa Sagra è comunque collegata anche ai Vespri Siciliani. Ogni 16 agosto viene fatta una rievocazione storica con un corteo di dame, artisti di strada e sbandieratori provenienti anche dai borghi siciliani che presentano castelli. Ogni dama rappresenta un comune. Tra queste verrà scelta poi la Dama dei Castelli di Sicilia. Oltre al tipico tortone, durante l’evento si possono gustare anche prodotti tipici del territorio, come formaggi e salumi o acquistare oggetti degli artigiani locali.

Questo meraviglioso borgo scavato nella roccia si rivela essere una bella scoperta, anche per il turista più scettico. Il castello ha una struttura unica nel suo genere e colpisce già dal primo sguardo. Il miglior momento per visitare questo splendido borgo è sicuramente durante i festeggiamenti per la Sagra del Tortone, soprattutto per gli appassionati di storia medievale. La sua vicinanza ai parchi delle Madonie, dei Nebrodi e dell’Etna la rende una località interessante anche per chi volesse fare delle escursioni. Sperlinga è un viaggio unico dall’epoca sicula al Medioevo, che riempie gli occhi e il cuore di meraviglia e stupore. Provare per credere.

Foto di copertina: © Lahiri Cappello – Wikimedia Commons (CC BY 2.0).

Sperlinga: il borgo medievale siciliano scavato nella roccia ultima modifica: 2021-07-24T09:00:00+02:00 da Antonello Ciccarello

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