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“La terza ondata è iniziata”, “Siamo all’inizio della terza ondata”, “E’ terza ondata”: la terza ondata di Covid-19 non è più una minaccia ma sta diventando una realtà. Ce lo dicono medici ed esperti, lo confermano i dati più aggiornatati del monitoraggio settimanale del Ministero della Salute. Il professor Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Micrologia dell’Università di Padova, in una dichiarazione all’agenzia Agi prospetta che tra una settimana “Conteremo 30 mila contagi al giorno. La terza ondata è già iniziata. Ci vuole un approccio diverso su tutto: distanziamento, monitoraggio, test, scuole”. In particolare sui vaccini afferma: “Sembrava dovessero arrivare tutti subito. Così si è distolta l’attenzione sul problema dei tracciamenti”.

immagine dell'italia

Un quadro allarmante, confermato dalle ultime notizie secondo cui dal primo marzo Piemonte, Lombardia e Marche passeranno in zona arancione. Bologna e alcuni comuni della regione Emilia Romagna passerebbero in arancio scuro. Molise e Basilicata diventano zona rossa. La Sardegna potrebbe essere classificata in fascia bianca a parte l’area dell’arcipelago della Maddalena.

Per la prima volta da Natale aumentano significativamente i casi di positività

Preoccupa molto la situazione della Lombardia dove i contagi complessivamente sono molto elevati, con oltre 4000 casi in un giorno. Ci sono importanti focolai a Brescia, ma anche a Bergamo, Varese e nell’interland milanese. Proprio in Lombardia è stato modificato il piano vaccinale dando priorità alle zone più colpite dove ormai ci sono tutti i presupposti per parlare di terza ondata.

terza ondata - cellule virus

Nonostante a livello nazionale l’indice RT di trasmissione sia, al momento, ancora stabile allo 0,99, dieci regioni superano il livello 1. Secondo i dati della settimana dal 19 al 25 febbraio sono stati registrati 103.023 casi di positività, il 25,6 per cento in più rispetto al monitoraggio della settimana precedente. È la prima crescita significativa dopo il graduale contenimento avvenuto dal periodo di Natale. E’ in aumento anche la pressione sulle terapie intensiva e si è abbassata l’età dei contagiati con sintomi importanti della malattia.

La terza ondata simile alla prima dello scorso anno

Secondo gli esperti, questa terza ondata inevitabilmente risente dell’elevato grado di trasmissibilità della variante inglese e delle altre varianti. E’ diversa dalla seconda ondata di autunno/inizio inverno scorso che era più omogenea. Si avvicina invece molto, come ha rilevato il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale di Genova, a Tagadà su LA7, alle modalità della prima ondata, quella di un anno fa. Anche questa terza ondata infatti sta partendo a spot, focalizzandosi in particolari zone. E’ quindi necessario un intervento rapido, forti delle conoscenze e degli strumenti che negli ultimi dodici mesi si sono nel frattempo acquisiti. Oggi si fanno tra i 300 e i 350 mila tamponi al giorno, abbiamo l’arma dei vaccini, gli ospedali sono complessivamente più attrezzati.

terza ondata - laboratorio

L’Agenas, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ha messo a disposizione dei medici ospedalieri e del territorio un documento che definisce le caratteristiche cliniche utili per stabilire le modalità di assistenza più appropriate ai pazienti affetti da Covid-19. Ma che consente anche un’adeguata programmazione da parte delle strutture sanitarie. Lo studio, a cui hanno lavorato 23 esperti e che è stato coordinato dallo stesso professor Bassetti, indica i criteri per stabilire, in caso di positività, chi può stare a casa e chi invece deve essere ospedalizzato con differenti intensità di cura, fasi di ricovero e dimissione. Uno strumento che potrebbe rivelarsi fondamentale per affrontare la terza ondata. Affiancato dalle indicazioni di sempre: uso della mascherina, riduzione dei contatti e distanziamento. E tanta attenzione alle varianti. Quelle che, secondo gli esperti, possono maggiormente sfuggire al controllo.

L’Unione Europea prospetta un passaporto vaccinale

Sul fronte dei vaccini, nell’ultimo incontro con i vertici dell’Unione Europea il presidente Mario Draghi ha chiesto la linea dura con le case farmaceutiche inadempienti agli accordi per l’acquisto dei vaccini. I vertici dell’Unione hanno inoltre prospettato la possibilità di un passaporto vaccinale.

Coronavirus: la terza ondata è alle porte ultima modifica: 2021-02-27T14:48:02+01:00 da Cristina Campolonghi

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