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Covid-19 e mobilità delle persone. Due dati inequivocabili sono emersi dallo studio del Laboratory of Data Science and Complexity dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il fatto che il lockdown imposto dalla diffusione della pandemia del Coronavirus abbia danneggiato, da un punto di vista economico, soprattutto le aree economicamente più povere. E l’importanza, ormai ribadita, della necessità del distanziamento sociale, in particolare tra giovani e anziani, per arginare la diffusione dell’epidemia.

Li evidenzia il professor Walter Quattrociocchi, alla guida del gruppo cafoscarino DSC-Lab, coinvolto nella task force web data designata dal Ministero dell’Innovazione per analizzare e valutare gli aspetti socio-economici provocati dall’emergenza Coronavirus in Italia. “Il nostro pane quotidiano – spiega il ricercatore – sono le reti e lo studio delle connessioni, che ci consentono di analizzare diverse tipologie di fenomeni. Si tratta di tecniche che offrono un’ampia possibilità di ricerca. Quando si è presentata questa emergenza, abbiamo spostato la nostra attenzione su reti e connessioni che in qualche modo avrebbero potuto spiegarci qualcosa sul Coronavirus. Il punto di partenza è stato lo studio dei dati sulla mobilità delle persone in rapporto al Covid-19”. Lo studio di reti e connessioni è diventato quindi uno dei tanti strumenti per dare supporto alla risoluzione dell’epidemia.

primo piano del professor Walter Quattrociocchi
Walter Quattrociocchi del DSC-Lab di Ca’ Foscari

L’attenzione di DSC-Lab si è concentrata in particolare sui dati messi a disposizione da Facebook relativamente ai movimenti delle persone. “Le informazioni che Facebook ha deciso di condividere con università, istituti e gruppi di ricerca fra cui il nostro – spiega il professor Quattrociocchi – provengono da iscritti al social network che hanno acconsentito all’uso dei loro dati di localizzazione”. E come vi siete regolati con la privacy dei singoli utenti? “Non esiste alcun problema di privacy in quanto nessuno degli elementi in nostro possesso ci porta all’identità delle persone. Le informazioni sono fornite in maniera aggregata e assolutamente anonima”.

Si ricerca sui dati di spostamento di quattro milioni di utenti

Su che numeri e come state lavorando? “Lavoriamo su un data set fra i più popolati, relativo a circa quattro milioni di persone. Un lavoro complesso che, spiegandolo in parole semplici, ci ha consentito di analizzare le indicazioni sugli spostamenti come se potessimo vederle al microscopio. Abbiamo lavorato con informazioni relative agli spostamenti in diverse fasce orarie e parcellizzate in piccole aree. Ovviamente in questo periodo, soggetto allo stress creato dal lockdown, si sono ridotte le tracce a lungo raggio e sono aumentate quelle sulle distanze brevi. Abbiamo poi incrociato queste informazioni con dei dati econometrici e su questa base è stato creato un modello di analisi. Il nostro è un metodo fisico informatico computazionale che ci consente di trasformare i dati in dinamiche di processo. Da qui anche il risultato sul maggior stress subito, in questo periodo, dalle aree più povere”.

Walter Quattrociocchi - persone che camminano sulle strisce pedonali

Riconoscimento di Zuckerberg ai ricercatori cafoscarini

I due primi studi definitivi del DSC-Lab di Ca’ Foscari sono già stati trasmessi alla comunità scientifica internazionale che li sta valutando con interesse. A questo si è aggiunta la soddisfazione per il riconoscimento di Facebook al lavoro dei ricercatori cafoscarini. Lo stesso Mark Zuckerberg, immagine simbolo oltre che co-fondatore del social network, di recente ha espressamente menzionato l’importanza della ricerca che collega i dati sulla mobilità a quella relativi alla povertà. Attualmente il gruppo sta lavorando ad un allargamento dello spettro di indagine per approfondire un ampliamento degli scenari. “Siamo di fronte ad una realtà molto complessa – precisa Walter Quattrociocchi – I dati di per se stessi non possono fornire delle risposte. Comunque, attraverso i nostri modelli matematici si potrebbero avere indicatori utili, di grande supporto anche per capire come tenere bassa la diffusione del virus”.

Nuova indagine sulla diversa resistenza al lockdown di Italia, Francia e Inghilterra

Dall’Italia all’Europa, un ulteriore passo del gruppo di ricerca è volto a studiare e conoscere la resilienza dei diversi Stati al lokcdown imposto dalla pandemia. “Per questo, ora stiamo confrontando la resistenza del sistema Italia in rapporto a quella di Francia e Inghilterra. Cercando di capire le diverse reazioni dei tre Paesi presi in esame”. A proposito di spostamenti e mobilità delle persone, cosa pensa il professor Quattrociocchi dell’app Immuni? “Il mio gruppo non sta lavorando specificatamente a questo, in quanto l’app evidenzierà i movimenti delle persone in rapporto ai loro contatti più che alla loro mobilità. Credo comunque sia un ottimo strumento di contrasto se abbinato ad altri, nel caso specifico alla necessità di effettuare i tamponi”.

Covid-19 e mobilità sociale. La ricerca veneziana lodata da Zuckerberg ultima modifica: 2020-05-15T09:00:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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