Le due torri e Bologna, un binomio – e un’immagine – inscindibile. La Torre degli Asinelli e la Torre della Garisenda sono universalmente riconosciute come il simbolo del capoluogo dell’Emilia Romagna. La prima, con i suoi oltre 97 metri, è la torre medievale pendente più alta al mondo. La seconda, alta quasi 48 metri, è ancora più pendente, con uno strapiombo di oltre tre metri. Si trovano entrambe nel centro di Bologna. Al punto di ingresso dell’antica via Emilia, una delle più importanti strade consolari di epoca romana che collega Rimini a Piacenza.

veduta delle torri degli Asinelli

La torri degli Asinelli e della Garisenda sono le più famose, insieme ad un’altra ventina ancora esistenti che raccontano la storia di una Bologna città turrita che, in epoca medievale tra XII e XIII secolo, di torri ne contava addirittura un centinaio. Perché? Certamente rappresentavano un simbolo di prestigio e ricchezza, di potere, per le nobili famiglie che le facevano costruire. Ma erano anche un utile strumento – subito fuori la prima cinta di mura e quindi in posizione strategica – di difesa e/o di offesa nel caso in cui questo fosse necessario.

La torre medievale pendente più alta al mondo

La Torre degli Asinelli, la più alta, è stata costruita nell’arco di dieci anni tra il 1109 e il 1119. E’ alta 97 metri e venti centimetri. Era stata voluta, secondo la tradizione, dal nobile cavaliere ghibellino Gherardo Asinelli, da cui prende il nome. Fra alterne vicende, quando la famiglia Asinelli perse il potere e la posizione che occupava in quegli anni, la torre verso la fine del Trecento venne acquistata dal Comune di Bologna che la destinò a prigione. Nei secoli fu colpita da numerosi incendi, per la verità poco dannosi se non per le scale di legno, e addirittura nel Cinquecento da un palla di cannone sparata per festeggiare l’elezione a papa di Leone X. I suoi veri nemici però furono i fulmini, che la colpirono tante volte fino a che, nel 1824, venne installato un parafulmine.

torri degli Asinelli  - particolare della torre
Le due torri (ph credit: Libera latino CC BY-SA 4.0)

Un tesoro e una storia d’amore tessono la leggenda più nota legata a questa torre. Il tesoro fu “scoperto” da due asini, scalciando lo fecero emergere da sotto terra. Gli asini appartenevano ad un umile contadino che lo nascose. Quando, anni dopo, suo figlio si innamorò di una bella ragazza di nobili origini fu respinto dal padre di lei perché di un altro ceto sociale. Avrebbe potuto ripresentarsi per chiedere la mano di sua figlia solo se fosse riuscito a costruire la torre più alta di Bologna. Ci riuscì, grazie al “tesoro degli asinelli” che il padre mise a sua disposizione.

Oltre 97 metri per 498 gradini

La storia di oggi ci dice che la Torre degli Asinelli ha una scala interna di 498 gradini (senza ascensore!). Che la sua pendenza è di due metri e 32 centimetri, e che dalla sua sommità si gode di una vista bellissima. Una leggenda moderna sconsiglia agli studenti della storica università di Bologna di salire quella scala prima della laurea. C’è il rischio che poi non si arrivi più, o comunque si arrivi con grande fatica, all’ambito diploma.

La Garisenda e la sua pendenza: ne parla anche Dante nella Divina Commedia

E la Torre Garisenda? Bella storia pure la sua. E’ alta 48 metri, anche la sua costruzione risale all’inizio del XII secolo (intorno al 1109) e si deve ai ghibellini Garisendi, facoltosa famiglia bolognese. Inizialmente questa, che pare fosse una torre di avvistamento, era più alta almeno di una decina di metri. Ma venne presto ridotta (per questo è detta anche “torre mozza”) per cedimenti strutturali. Evidenti anche nella sua pendenza con una sporgenza di tre metri e 22 centimetri e un angolo di quattro gradi. Che oggi è più o meno uguale a quella del passato. Apparentemente meno famosa, in realtà fu citata ben due volte da Dante. In un sonetto e nella Divina Commedia, qui in riferimento proprio alla sua pendenza. Tanti i passaggi di proprietà fino a quando, nel 1904, non passò sotto la tutela del Comune di Bologna.

Fonte fotografia in evidenza Lisavit CC BY-SA 4.0.

Le due torri degli Asinelli e della Garisenda, simbolo di Bologna ultima modifica: 2022-02-23T15:30:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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