Ha inaugurato lo scorso 4 dicembre la mostra Canova Ebe ai Musei Civici di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Si concluderà il 30 maggio 2022 e rientra nel calendario eventi per la celebrazione dei duecento anni dalla morte dell’artista trevigiano Antonio Canova, genio internazionale del Neoclassicismo.

Ebe ritrovata

Il 24 aprile 1945, negli ultimi giorni di combattimenti per liberare l’Italia dal nazifascismo, alcuni ordigni alleati piombano accidentalmente sui Musei Civici di Bassano del Grappa, danneggiando o addirittura distruggendo molte opere d’arte. Tra queste opere c’è anche un gesso della bottega del Canova, la statua Ebe: le bombe la privano di parte della gamba e delle braccia e le mutilano il volto. Allora ai gessi non si riservava la stessa considerazione di oggi. Per questo l’opera è stata riposta nel dimenticatoio fino al 1993, quando il nuovo direttore dei Musei, Mario Guderzo, decise di cominciare a ricomporla con i pezzi originali che si erano salvati.

Pochi anni fa le moderne tecniche di restauro hanno spinto la direzione del Museo a intervenire nuovamente sul manufatto, Così, dopo altri sei mesi di lavoro condotti dalla ditta Giordano Passarella Restauri di Vicenza, Ebe torna a splendere più bella che mai. L’intervento di restauro ha visto l’utilizzo di polimeri duttili rivestiti di polvere di gesso, di modo che le “aggiunte” al contempo si distinguessero dall’originale ma in modo non impattante.

particolare di statua
Dettaglio della statua Ebe dei Musei Civici di Bassano con parte del braccio e delle dita ricostruite (Foto: Giulia Bernardi)

L’altra Ebe

Nella suggestiva sala centrale delle mostra, due Ebe si fronteggiano. Una è quella appena descritta, di proprietà dei Musei di Bassano. La seconda giunge nella città del Grappa in prestito da Palazzo Papafava di Padova ed è del 1806. Un terzo gesso risale invece al 1796, commissionato dal conte Giuseppe Albrizzi e il cui marmo si trova ora alla GAM di Milano. Dallo stesso modello però nascono la Ebe della Nationalgalerie di Berlino e quella dell’Ermitage di San Pietroburgo. L’opera di San Pietroburgo era stata esposta ai Salon parigini nel 1808 ed era stata criticata dal noto intellettuale Quatremère de Quincy. In prima battuta per la nuvola vaporosa su cui poggia la figura e poi per l’utilizzo del bronzo insieme al marmo nella realizzazione degli oggetti e dei gioielli della dea.

Ebe nell’arte

La mostra dei Musei Civici sviluppa un percorso iconografico sulla figura di Ebe a partire anche dalle testimonianze più antiche, quelle che probabilmente lo stesso Canova aveva visto e studiato. Ebe è una figura della mitologia greca, nota come coppiera degli dei prima che venisse sostituita da Ganimede successivamente alle nozze con Eracle. Un versione del mito sostiene proprio che l’eroe acquisì forza e (quasi) immortalità proprio per l’ambrosia che Ebe gli aveva fornito. Tra i reperti più importanti esposti ci sono le incisioni della Collezione Remondini. In particolare quelle a firma di Parmigianino, che raffigura Ebe sostituita da Ganimede, e quella di Rosso Fiorentino, che la ritrae come la dea romana Iuventas.

dettaglio di uno dei monocromi raffiguranti le danzatrici
Mostra Ebe. Canova, dettaglio di uno dei monocromi raffiguranti le danzatrici (Fonte: Giorgia Favero)

Molto importante l’incisione di Cesare Ripa, dalla quale è possibile che Canova abbia preso il modello per la posa della sua Ebe. Particolarmente interessanti sono le grandi tele monocrome realizzate da Canova stesso che raffigurano una serie di danzatrici, anch’esse possibili modelli per Ebe.

Maestro di acconciature

Un particolare interessante che emerge dalla mostra è l’abilità di Canova nel realizzare le acconciature delle statue. Nel momento in cui doveva realizzare un ritratto di donna a figura intera, spesso l’artista ne faceva un busto per studiare al meglio le fattezze del viso. Lo testimoniano le sei teste esposte qui in mostra, di cui però solo una è riconducibile a un’opera nota di Canova. Si tratta del ritratto di Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Queste altre teste però mettono in mostra delle meravigliose e complicate acconciature create in gesso e poi trasposte nel marmo. La realizzazione del modello in gesso, tra le altre cose, permetteva a Canova di cambiare anche solo dei dettagli nel marmo finale, come appunto l’acconciatura oppure la posizione delle braccia o delle dita.

Ebe di Canova - statue esposte
Sala della mostra Ebe. Canova, in primo piano due acconciature, in sfondo la Ebe restaurata (Fonte: Giorgia Favero)
Ebe di Canova: la divinità ritrovata a Bassano del Grappa ultima modifica: 2022-02-18T09:00:00+01:00 da Giorgia Favero

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