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Aumentano i nuovi casi, diminuisce l’età media dei contagiati. Però “il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto”. Una notizia che in molti forse non vorremmo mai conoscere e che purtroppo fa nascere nuove paure e timori per un ritorno all’emergenza Coronavirus. I nuovi dati sono quelli diffusi dal report dell’Iss, l’Istituto superiore di sanità, pubblicati ieri. Il report ha analizzato i vari casi di contagio nel periodo dal 10 al 16 agosto. Un periodo si potrebbe dire preso non a caso, perché quello più problematico sul rispetto delle regole sul distanziamento sociale per il Ferragosto. Ma analizziamo cosa emerge dal report.

Il distanziamento per emergenza Coronavirus in aeroporto
L’emergenza fa paura nei luoghi di maggiore affollamento

Emergenza Coronavirus, il report dell’Iss

Il report diffuso dall’istituto indica alcuni fattori alla base dell’Emergenza Coronavirus. “In Italia, come in Europa e globalmente- emerge dal report-, si è verificata una transizione epidemiologica dell’epidemia da Sars-CoV-2. Con un forte abbassamento dell’età mediana della popolazione che contrae l’infezione. L’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana è di 30 anni”. A emergere, quindi, che il virus si diffonde in questo periodo tra i giovani, cosa che nei mesi scorsi non avveniva.

Emergenza Coronavirus, file di persone
La gente con le mascherine cerca di rispettare le regole

E poi “un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione – spiega il report -(con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all’estero). E una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici”. C’è stato anche un aumento dei ricoveri e dei decessi, ma non si sarebbe registrato almeno per il momento un sovraccarico nelle strutture ospedaliere.

Maggiori controlli tra chi rientra dall’estero per fronteggiare l’emergenza Coronavirus

A incidere sarebbero il rientro dopo periodi di vacanza “in Paesi a più elevata circolazione virale”. E poi i sintomi si presenterebbero in meno giorni. “La riduzione nei tempi – aggiunge il report –  tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento è uno dei motivi che permette una più tempestiva identificazione e assistenza clinica delle persone che contraggono l’infezione“. I casi importati dall’estero sarebbero sul 28,3%. “L’indice di trasmissione nazionale Rt – spiegano gli esperti -, calcolato sui casi sintomatici e riferito al periodo 30 luglio-12 agosto 2020, è pari a 0,83 (0,67-1,06). Questo indica che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento dei contatti, e dei casi importati da Stato estero il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro Paese è stato sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane”.

Le regioni con maggiore indice di contagiosità

Le regioni che superano la soglia di 1 sono: Abruzzo (Rt 1,24), Campania (1,02), Lombardia (1,17), Umbria (1,34) e Veneto (1,21). Un invito quindi alla cautela. “Sebbene il numero di nuovi casi in molte Regioni rimanga contenuto – sottolineano gli esperti – in altre realtà regionali continuano ad essere segnalati un numero elevato di nuovi casi. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-CoV-2 è ancora rilevante“. Nella settimana presa in considerazione dall’istituto ci sono stati 1.077 focolai attivi di cui 281 nuovi. E solo nella giornata di ieri si sono registrati 845 nuovi casi.

cellula del virus

Un appello al rispetto delle regole

Per evitare che i casi aumentino, e che il contagio si diffonda, non mancano gli appelli e gli inviti che sono sempre importanti. Innanzitutto a rispettare i provvedimenti di quarantena – chiariscono gli esperti -. Anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso”. Un appello a comportamenti responsabili. “Si raccomanda inoltre – aggiunge il rapporto – di prestare attenzione al rischio di infezione durante periodi di permanenza in Paesi con una più alta circolazione virale. In questi casi, si raccomanda al rientro in Italia di rivolgersi ai servizi di prevenzione per le indicazioni del caso e di prestare responsabilmente particolare attenzione alle norme comportamentali di prevenzione, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili”.

“Bisogna continuare a mantenere le misure precauzionali – consiglia Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, commentando i dati -. Distanziamento fisico, l’uso della mascherina e l’igiene personale. La sanità pubblica da parte sua deve intervenire, come sta facendo, per identificare rapidamente i focolai e circoscriverli”.

Emergenza Coronavirus, cresce la diffusione tra i trentenni ultima modifica: 2020-08-21T16:10:00+02:00 da Federica Puglisi

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