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Faber in amne cudit, olim cartam undique fudit“: è questa la scritta che, sotto l’insegna del comune, racconta ciò che Fabriano è. Un comune devoto alla produzione della carta, poco lontano da Ancona e con una storia tutta sua. La scritta, infatti, si traduce come: “il fabbro sul fiume batte, un tempo la carta ovunque sparse”.

Il legame tra Fabriano e la carta

La carta non fu inventata a Fabriano. La sua invenzione è invece attribuita ai Cinesi, che per primi cominciarono a ricavarla dalla corteccia. Tuttavia il suo uso in Europa fu introdotto dagli Arabi, che scoprirono come lavorarla proprio durante una battaglia con i Cinesi e che la portarono poi in Occidente. Perché il più importante centro europeo di produzione della carta fu proprio Fabriano? Probabilmente per via della sua vicinanza ad Ancona, un porto con cui gli Arabi commerciavano molto. E poi per quell’abilità che, anno dopo anno, gli artigiani di Fabriano acquisirono nella lavorazione della carta. Anche perché, le evoluzioni, al tempo furono davvero molte. Se i Cinesi utilizzavano solo fibre vegetali, gli Arabi cominciarono a triturare e a ridurre in poltiglia stracci di canapa e di tela, su cui applicavano poi una colla vegetale fatta d’amido di riso o di frumento.

Fabriano - Macchinario nella sede centrale delle Cartiere Miliani
Macchinario nella sede centrale delle Cartiere Miliani Fabriano, realizzato sfruttando l’energia elettrica dei corsi d’acqua, Wikipedia (Copyright Fondazione Gianfranco Fedrigoni ISTOCARTA – CC BY-SA 4.0)

Successivamente, le colle vegetali furono giudicate troppo vulnerabili e deteriorabili, tanto che gli atti pubblici – per ordine di Federico II – continuarono ad essere scritti su pergamena. Così, molte delle aziende che avevano aperto sulla costa chiusero bottega. Gli artigiani di Fabriano, al contrario, non si diedero per vinti. E inventarono due tecnologie fondamentali: sostituirono la macina e il mortaio per pestare gli stracci con una pila idraulica a magli multipli, riducendo così i tempi di lavorazione e aumentando la redditività, e cominciarono ad impiegare la colla di carniccio animale.

Il marchio di fabbrica

Tanto fecero i fabrianesi per la carta che, sul finire del Duecento, cominciarono a contrassegnare quanto da loro prodotto con un marchio, la filigrana, che si diffuse in tutto il mondo. E che, in tutto il mondo, testimoniava il prestigio di quel prodotto unico. Le maestranze locali aprirono botteghe all’estero e la carta cominciò a soppiantare la pergamena. Lungo il corso del Giano e nelle zone vicine, nel Trecento si contavano una cinquantina di cartiere. Le innovazioni continuarono fino all’invenzione della stampa a caratteri mobili e, soprattutto, alla sostituzione dei cenci con la cellulosa.

Fabriano - Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano
Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano – Foto tratta dalla pagina Facebook del museo

Poi, ciò che Fabriano visse e creò, fu superato dalla tecnologia: la produzione si spostò nell’Europa del Nord, e le cartiere fabrianesi si avviarono verso la rovina. Fu Pietro Miliani a salvarle, riunendo nel 1782 le tante cartiere sparse per il territorio nelle Cartiere Miliani Fabriano. Che, ora, sono quel Gruppo Fedrigoni di recente acquisito dagli americani. Nulla potrà mai rompere, però, il legame che Fabriano ha con la carta. Un legame che, oggi, conduce visitatori da tutto il mondo nel suo Museo della Carta e della Filigrana. Aperto tutti i giorni tranne il lunedì, il museo regala un viaggio nel passato. Alla scoperta dei tanti e affascinanti segreti che la carta cela (costo del biglietto: 7 euro). Peraltro, Fabriano è uno dei pochi posti al mondo in cui si può acquistare ancora oggi la carta fatta a mano. Un prodotto unico, che non si può non portare a casa.

Foto in evidenza tratta da Wikipedia – ph. Victortorresan – CC BY-SA 4.0

Fabriano, il più importante centro europeo di produzione della carta è in Italia ultima modifica: 2021-10-14T12:30:00+02:00 da Laura Alberti

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