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Caro Governo, caro signor ministro del Turismo… Comincia così la lettera/decalogo che il sindaco di Firenze Dario Nardella e quello di Venezia Luigi Brugnaro hanno inviato al presidente del consiglio Mario Draghi con dieci proposte per far ripartire le città d’arte. In diretta da Palazzo Vecchio a Firenze e da Ca’ Farsetti a Venezia parte questa iniziativa congiunta, pensata da Nardella e Brugnaro ma aperta a tutte le città d’arte italiane che si riconosceranno nei problemi e nelle proposte avanzate dai sindaci di queste due capitali del turismo. Fatti rapidi conti, nell’ultimo anno, a causa della pandemia, Venezia e Firenze hanno perso centinaia di milioni di euro, a danno dei tanti settori legati al turismo: dai trasporto pubblici e privati agli enti culturali. Dalle guide alle agenzie turistiche. Dalle strutture ricettive a quelle che si occupano di ristorazione. Alle tante attività commerciali che in molti casi sono state costrette a chiudere.

Decalogo Venezia Firenze

Quello del turismo è un settore dell’economia che occupa prevalentemente giovani e donne, proprio le due categorie che da un punto di vista occupazionale sono state maggiormente colpite dalla pandemia. E se si pensa che la scorsa estate una piccola ripresa ci sia stata, questa ha interessato le località di mare e di montagna, non le città d’arte. Che sono quelle che hanno sofferto e soffrono di più, perché sono la meta preferita dal turismo straniero europeo e intercontinentale. Proprio quei turisti che in questo ultimo anno sono venuti completamente a mancare. La loro assenza ha portato il fatturato turistico delle città d’arte a meno 80 per cento rispetto al periodo pre-pandemia.

Città d’arte, le più colpite dalla pandemia. Senza turisti da oltre un anno

La proposta in dieci punti destinata al neo ministro del Turismo Massimo Garavaglia riguarda il turismo delle città d’arte a 360 gradi. Cosa si chiede? Sgravi fiscali per l’acquisto di pacchetti, locazioni e servizi turistici in Italia per rilanciare il settore e bilanciare la diminuzione del reddito degli italiani. Una norma che preveda l’abilitazione specialistica per le professioni turistiche nei centri storici dei capoluoghi metropolitani patrimonio dell’Unesco. Un incremento del Fondo nazionale per il trasporto pubblico perché, in tempi normali, le spese per i mezzi pubblici delle città d’arte sono coperte prevalentemente dai biglietti dei turisti stranieri. Il sistema di trasporto di città come Firenze e Venezia si regge non tanto sugli utenti delle due città, ma piuttosto sulla domanda dei turisti che supera di due/tre volte quella locale.

Dario Nardella e Luigi Brugnaro in video conferenza
Dario Nardella (di spalle) e Luigi Brugnaro in video conferenza per la presentazione del decalogo

Altro settore da riformare, quello degli affitti turistici brevi che i sindaci chiedono di poter governare a livello locale, anche per evitare l’esodo dai centri storici dei residenti. Un capitolo a parte meritano le attività commerciali. Basta con l’invasione di botteghe di souvernirs, Asia market e internet point, va ripristinata un’identità commerciale e artigianale legata alla città e alle sue tradizioni. Servono anche norme speciali per garantire il decoro e la sicurezza urbana di città dove il numero dei presenti è ben più alto dei cittadini che vi risiedono. Basti un dato: in un anno Firenze e Venezia hanno normalmente un flusso turistico 20/30 volte superiore ai residenti.

Per i sindaci di Firenze e Venezia è fondamentale ripartire contemporaneamente al resto d’Europa

Sono tutte proposte, dicono Dario Nardella e Luigi Brugnaro, da pensare ed elaborare da subito attraverso un lavoro pragmatico e operativo. Perché il Paese dovrà essere pronto appena si riapriranno le frontiere e ripartiranno i voli aerei. L’aeroporto intercontinentale Marco Polo di Venezia è il terzo in Italia per traffico aereo. E ripartirà appena possibile. Finita l’emergenza, sarò fondamentale che l’Italia possa muoversi contemporaneamente al resto d’Europa.

Venezia Firenze

Nel frattempo i conti delle città d’arte sono tutti con il segno meno. Nell’ultimo anno Firenze ha incassato 40 milioni di euro in meno derivanti dall’imposta di soggiorno. La Camera di Commercio fiorentina ha stimato un danno, per lo scorso anno, superiore ad un miliardo di euro per l’area metropolitana di Firenze. A Venezia mancano 80 milioni di euro per il trasporto urbano, quelli che portavano i turisti acquistando i biglietti dei vaporetti. E salteranno anche quest’anno le vacanze di Pasqua, fra le più importanti per le città d’arte.

Confermati a Venezia il Salone Nautico, a Firenze Pitti Uomo

Ma Venezia e Firenze sono ottimiste e nonostante tutto programmano il futuro. In laguna è stato confermato l’appuntamento con il Salone Nautico che si terrà dal 29 maggio al 6 giugno. Si farà la Biennale Architettura. A Firenze si spera di confermare Pitti Uomo, la più grande manifestazione di moda maschile al mondo, seppur in modalità mista. Il sistema deve riprendere dalle città d’arte, dicono ad una voce i sindaci di Venezia e Firenze, secondo quanto indicato dal presidente del Consiglio Draghi sulla necessità di rilanciare queste realtà. All’insegna di “Città d’arte? NON metterle da parte” Venezia e Firenze non vedono l’ora di ripartire. Unite da importanti legami storici e dalla consapevolezza di essere il biglietto da visita dell’Italia nel mondo.

Firenze e Venezia, dieci proposte per il rilancio delle città d’arte ultima modifica: 2021-03-19T09:06:47+01:00 da Cristina Campolonghi

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