Il Forte di Bard si trova tra le montagne della Valle d’Aosta. La sua storia è ormai secolare. Fatto sorgere sulle rive della Dora Baltea nel VI secolo durante l’epoca di Teodorico, il Forte si sviluppò molto nel corso del medioevo. Venne definito “inexpugnabile oppidum” per la sua forza difensiva e la sua posizione. Alla metà del XIII secolo la dinastia dei Bard venne a mancare e il complesso terminò nelle mani dei principi di Savoia.

Nel corso dell’epoca moderna vere e proprie battaglie segnarono il destino della nostra penisola e del complesso. Agli inizi del XVIII secolo, durante la Guerra di Successione Spagnola, il Forte fu teatro di una delle più grandi resistenze armate di Casa Savoia. Vittorio Amedeo II riuscì a bloccare la discesa dei francesi in Italia.

Napoleone si fermò al Forte di Bard

Nel maggio del 1800, l’episodio più famoso di tutta la storia del Forte di Bard. Sotto le direttive del capitano Stockard von Bernkopf il Forte si trovò, all’alba del 14 maggio, a dover fronteggiare l’arrivo dell’armata francese. 40 mila soldati che anticipavano l’arrivo di Napoleone, diretto in Italia per la sua campagna di conquista.

Resistendo strenuamente agli attacchi e costringendo i francesi a deviare per superare l’ostacolo costituto dal forte, il capitano Stockard von Bernkopf riuscì a resistere all’assedio delle truppe napoleoniche fino al primo giugno di quell’anno, firmando un’onorevole resa.

Dopo una tale resistenza però, Napoleone Bonaparte scelse di far radere al suolo il forte. In questo modo nessuno avrebbe potuto impedire il suo passaggio negli anni a venire.

forte di bard

La ricostruzione l’epoca contemporanea

Trent’anni dopo la vicenda napoleonica, casa Savoia scelse di ricostruire il Forte per difendersi da eventuali attacchi dei francesi. La ricostruzione richiese ben otto anni, con l’ingegnere militare Francesco Antonio Olivero alla direzione di un progetto mastodontico. Quest’ultimo optò per la realizzazione di diversi corpi di fabbrica disposti su piani differenti. Poste più in basso, su due distinti livelli e ideate a forma di tenaglia, l’Opera Ferdinando e l’Opera Mortai; nella parte centrale, l’Opera Vittorio; più in alto, l’Opera Gola e l’Opera Carlo Alberto.

Nonostante le 283 stanze e i 176 locali di servizio, il Forte venne abbandonato nel corso del XIX secolo, per poi essere utilizzato dall’Esercito Italiano durante i conflitti mondiali come carcere militare e polveriera.

Negli anni novanta del secolo scorso venne acquisito dalla regione autonoma Valle d’Aosta, che dal 2000 al 2006 avviò un’opera di ricostruzione e conservazione atta a riaprire al pubblico il complesso.

The Avengers e mostre contemporanee

Oggi il Forte di Bard è adibito a diverse attività: oltre a temporanee esposizioni di arte antica, moderna e contemporanea, ospita saltuariamente esposizioni fotografiche, completando il tutto con percorsi costruiti ad hoc per il complesso. Sono ben tre i percorsi in questione: Il museo delle Alpi, Alpi dei ragazzi e Le prigioni, oltre a un quarto in corso di completamento (Il museo del Forte).

Tra le curiosità relative al Forte di Bard, spicca sicuramente quella legata all’universo Marvel. The Avengers: Age of Ultron e parte della saga di grandissimo successo con protagonisti i super-eroi creati da Stan Lee sui fumetti e il Forte di Bard è stato scelto come location di apertura del film. Sede della famigerata organizzazione HYDRA, il Forte di Bard viene attaccato dagli Avengers nella scena di apertura, in cui gli eroi si trovano nell’immaginaria nazione europea di Sokovia.

Fonte fotografie: Facebook Forte di Bard

Forte di Bard in Val d’Aosta, un luogo da supereroi ultima modifica: 2022-02-10T12:30:00+01:00 da Claudio Cafarelli

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