Non c’è niente di più bello di approfittare del periodo natalizio per visitare qualcosa di speciale. Con la fortuna di un clima ancora mite come solo il Salento sa offrire a Dicembre. Oggi dunque faremo un viaggio in un luogo mozzafiato: la Grotta Zinzulusa. Un paradiso perfettamente visitabile, si accede infatti comodamente tramite una piccola scalinata e un breve percorso del tutto agevole. Cosa ci può essere di meglio di un’ampia grotta ricolma di bellezze naturali che non richiede particolari prestanze fisiche per essere esplorata? Venite con noi, non ve ne pentirete!
L’ingresso a Grotta Zinzulusa
L’orizzonte, l’amore e il mare: perdersi nella vista dell’intensità della corrente e nel tepore del moto delle onde. I suoi colori e la sua profondità che sa di trasparenza, acque limpide in cui tutto è visibile agli occhi. Il vescovo di Castro, Antonio Francesco del Duca, scopre la Grotta Zinzulusa nel 1793. Il nome della grotta trae ispirazione dalle formazioni carsiche in essa presenti, perlopiù stalattiti, che paiono richiamare visivamente la forma di zinzuli (stracci). Internamente si compone di tre grandi aree: l’ingresso, la cripta e il fondo.

Preceduti dalla guida ammiriamo le bellezze naturali che si susseguono ai nostri occhi. A partire dall’ingresso, composto da un lungo corridoio di stalattiti e stalagmiti ricoperte di bianco candore salino. Compare più avanti un laghetto attraversato da acque marine e da sorgenti d’acqua dolce. Continuando a percorrere la grotta giungiamo in una grande cavità chiamata Duomo. In essa sono evidenti sulle pareti delle frasi scritte, lasciate dagli operai che negli anni ’40 ripulirono la grotta dal guano. Il guano depositatosi nel tempo per un volume di 5-7 metri, prodotto dai numerosi pipistrelli che vi abitavano.
Castro, la grotta e le sue magie
La grotta Zinzulusa, situata in località Castro, è uno dei maggiori sistemi carsici del mondo e anche uno tra quelli più a rischio. Una leggenda narra del Barone di Castro come di un uomo assai avido a cui interessava soltanto arricchirsi. Egli decise di risparmiare sulle spese di mantenimento della sua figliola privandola dei beni di prima necessità compresa la vestigia. Un giorno, una fata, scorgendo il dolore della bambina, le regalò un abito meraviglioso, pietrificandosi.

Nacquero così le stalattiti che oggi vediamo e che – sembrando appunto degli stracci – assumono la denominazione di zinzuli. Al contempo stracciò via quello vecchio, i cui brandelli – portati dal vento – finirono appesi all’ingresso della grotta. Il nostro viaggio nei colori dell’anima è terminato con la felicità di aver visitato un altro anfratto di Salento. Per visitare la grotta occorre acquistare il biglietto presso la biglietteria presente in Piazzale Zinzulusa, al costo di 6 euro. Le foto e l’immagine di copertina sono di Antonella Marchisella © .





