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C’è qualcosa di Maradona che rimarrà in eterno. E non solo la carrellata di immagini e di gol con cui ha trascinato la sua Napoli sul tetto di Italia e d’Europa o l’Argentina al titolo mondiale. Ma qualcosa di più. Qualcosa che ha a che fare con tutti noi e con lo spirito e l’anima di chi ama il calcio. Maradona è una leggenda che ti accompagna per tutta la vita. Col sorriso e l’entusiasmo, quasi sempre sfrontati, di chi conosce la sua forza ma è dalla parte più debole della Storia. Era arrivato alle nostre latitudini in una calda giornata di inizio estate, quando a metà anni Ottanta Corrado Ferlaino aveva piazzato il ‘colpo del secolo’. Da fuoriclasse inimitabile era subito entrato in simbiosi con un intero popolo, quello napoletano, a cui in pochi anni aveva regalato due scudetti, Coppa Uefa, Coppa Italia e Supercoppa italiana. Facile immaginare quanto fosse diventato il simbolo e il condottiero di una stagione che sembrava non dovesse finire mai, danzando con spregiudicatezza un ritmo tutto meridionale che macinava vittorie e avversari.

Diego Maradona

Lanciò in orbita Napoli e una modesta Argentina sul tetto del mondo, con l’irriverenza tipica di un talento sconfinato, di un uomo che era intanto diventato un immenso monumento calcistico. Palloni d’oro, sfide e gol indimenticabili, tifosi in visibilio per lui e per la naturalezza con cui regalava magie, sia che giocasse nello stadio più grande del mondo o su un campo fangoso di periferia. 

A pensarci oggi, nel giorno della sua scomparsa, le parabole della vita sono proprio come quelle che lui aveva spiegato in campo, col pallone tra i piedi: vibrano in aria, sembrano toccare il cielo e poi, più in alto o in più in basso, trovano posto in quell’angolo della porta che solo gli eterni campioni sanno raggiungere. Difficile non perdonargli i peccati di una vita dissoluta che gli hanno accorciato la carriera e forse la vita. É stato eccentrico e controverso, ma un rivoluzionario come lui non muore mai. E Maradona illuminerà sempre la fantasia di tutti coloro che hanno amato il calcio con la lealtà di un fuoriclasse unico, i suoi piedi incantati e le braccia rivolte al cielo. E a noi toccherà immaginarlo ancora così, mentre dribbla l’ennesimo avversario e corre verso la porta, con lo stupore dei suoi occhi e il carisma con cui abbiamo vissuto emozioni incancellabili e creduto che la vita fosse sempre come ce l’aveva fatta immaginare. 

Si ringrazia dell’articolo Sante Roperto

Ho visto Maradona… ultima modifica: 2020-11-25T20:18:25+01:00 da Redazione

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