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Immaginate un percorso tra i sentieri dove un tempo si nascondevano i briganti e che collegavano vecchie mulattiere. Strade che uniscono vallate, passi e cittadelle medievali. Vie da attraversare in compagnia del proprio amato Fido, con bussola alla mano, godendosi la cornice di una natura selvaggia. Un itinerario che sa di brullo, del sapersela cavare, del lasciarsi trasportare da luoghi dove riecheggia l’eco della storia. Si trova in Abruzzo, lungo il confine con il Lazio, e si chiama Il Cammino dei Briganti.

Sulle orme dei briganti

Un percorso non convenzionale che di certo non gode di quelle comodità tipiche di un tour organizzato. Servono spirito d’avventura e capacità di gustarsi “il vento tra i capelli” per poter affrontare questo tipo di itinerario. Noto a tutti come “Cammino dei Briganti” il suo nome parla chiaro. Lungo queste vie passavano, si nascondevano e attaccavano i briganti. Una parola che nell’immaginario collettivo evoca una sensazione di paura. Li “vediamo” assalire una carrozza, derubare malcapitati passanti e commettere le più varie barbarie.

Il Cammino dei Briganti. Immagine del Lago della Duchessa, Abruzzo
 Fonte foto: Matteo Regazzi Creative Commons CC BY 2.0

Ma alle volte questi personaggi necessitano di essere riscattati. Così è per i briganti della Valle di Cartore. Insediati lungo il confine dell’allora Stato Pontificio e del Regno Borbonico, sposavano ideali simili a quelli dei partigiani. Riottosi pronti ad essere tali con lo scopo di respingere gli attacchi dei Sabaudi di cui non condividevano i progetti di controllo sul territorio e sul popolo. In quanto spiriti liberi si capirà perché, per poter vivere in modo autentico questo itinerario, bisogna calarsi nel giusto mood.

Passo per passo

Ma quali sono le tappe? E cosa si incontra lungo il cammino? Anzitutto va detto che è bene arrivare preparati! Esiste infatti una guida propedeutica a questo tipo di “viaggio” che raccoglie tutte le indicazioni utili in proposito. Partiamo dunque da principio. L’itinerario è lungo ben 100 km ed è percorribile in una settimana a piedi o in bicicletta. Si può partire da Sante Marie, in prossimità di Tagliacozzo, un paese in provincia dell’Aquila. Facilmente raggiungibile in auto o in treno, permetterà già di godere di un primo assaggio del luogo. L’indomani si inizia il cammino in direzione Nesce, un borgo medievale al quale si giunge attraverso la valle del Salto.  Il terzo giorno si prosegue verso Cartore, la località dove viveva la famosa banda dei briganti. Un cammino che per un tratto è accompagnato dalle sponde del fiume Salto.

Il Cammino dei Briganti. Dipinto di G. Fattori rappresentante un episodio della campagna contro il brigantaggio
Fonte Foto: Giovanni Fattori – Pubblico dominio – Episodio nella campagna contro il brigantaggio.

Il mattino successivo si riparte per arrivare al Lago della Duchessa, il cui nome già ci fa volare d’immaginazione! Gli ultimi tre giorni sono invece dedicati ai tratti che permettono di chiudere “l’anello” del percorso. Passando per Rosciolo e  Casale Le Crete si torna nuovamente al “capolinea”, ovvero a Sante Marie. Lungo tutto il cammino è possibile soggiornare in agriturismi e ristoranti tipici, preventivamente prenotati! Ma c’è chi per viversi appieno la sensazione di avventura preferisce l’uso della tenda! Inoltre in base alla stagione scelta è raccomandato equipaggiarsi per bene, specie nei mesi invernali. Viste le quote comprese tra gli 800 e i 1300 metri  è possibile “incontrare” la neve, per tanto sono vivamente consigliate le ciaspole per facilitare il passo.

Il Cammino dei Briganti: il percorso di tutti

Tra le caratteristiche più singolari di questo itinerario c’è sicuramente il sentimento che sarebbe bene impiegare per vivere questa esperienza! È risaputo che lungo i cammini di montagna è diffuso il saluto e lo scambio di un sorriso tra i passanti. Ma lungo il sentiero dei briganti accade qualcosa in più! Sviluppa infatti uno spirito di aiuto collettivo. Quello che i “pellegrini” di queste vie donano alla natura e alla terra. Così tra gli oggetti da mettere nello zaino occorre non scordare una forbice e qualche sacchetto.

Il Cammino dei Briganti. Immagine di una ragazza con zaino sulle spalle in cammino lungo un sentiero
Fonte foto Pixabay

Tagliare erbacce, rovi e piante spinose che possono disturbare il cammino. Aiutare a conferire alla vegetazione che tratteggia l’itinerario un aspetto più ordinato. Raccogliere eventuali rifiuti che nulla c’entrano con il paesaggio pastorale. Riporre il tutto in sacchetti da gettare nei paesini attrezzati. E poi cooperare nella segnaletica. Il sentiero infatti non ha ottenuto pubblici finanziamenti, per questo è indispensabile la collaborazione di tutti. Costruire un ometto di pietre, conficcare un paletto di legno per favorire i prossimi camminatori. Ovviamente facendo tutto questo con sapienza e intelligenza! Ecco quindi che il Cammino dei Briganti non è solamente un comune percorso. Unisce in sé spirito di avventura, voglia di conoscenza del territorio, nel suo aspetto più agreste, e soprattutto rispetto e gentilezza verso il prossimo e l’ambiente.

Sabrina Cernuschi

Autore: Sabrina Cernuschi

Laureata in Scienze Storiche lavoro da anni nel campo della didattica culturale. Amo curiosare dietro i perché delle cose per scoprirne le origini, le storie e rimanerne entusiasta un po’ come capita ai bambini quando esplorano! Per questo prediligo scrivere articoli a tema cultura: sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui indagare!
Il Cammino dei Briganti: itinerari bucolici dal sapore passato ultima modifica: 2019-11-28T09:53:00+01:00 da Sabrina Cernuschi

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