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Il “Cristo di Lecco” è di Leonardo Da Vinci: la conferma

Il “Cristo di Lecco” è un’opera realizzata dal grande Leonardo Da Vinci. Dopo anni di studi e dibattiti sull’attribuzione di questo bozzetto a sanguigna di proprietà della famiglia Gallo-Mazzoleni di Lecco, adesso è arrivata la conferma. Grazie ad uno studio condotto dall’esperta di Leonardo Da Vinci, Annalisa Di Maria, della matematica Nathalie Popis e dal professore emerito della Sorbonne di Parigi Jean-Charles Pomerol (i cui risultati sono poi stati pubblicati da “OpenScience”, una delle più importanti riviste scientifiche al mondo), è stato possibile dimostrare come anche nel Cristo di Lecco vi sia lo stesso sistema di proporzioni che si ritrova nelle altre opere di Leonardo Da Vinci. Lo studio conferma ciò che Di Maria ha da sempre sostenuto, ovvero che dietro questo meraviglioso bozzetto vi sia la mano del maestro fiorentino.

Cristo di Lecco -Leonardo Da Vinci
Cristo di Lecco (Leonardo Da Vinci)

Il maestro condivideva con i suoi discepoli le sue conoscenze e la sua esperienza. Per questo motivo oggi anche i più esperti fanno fatica a distinguere ad occhio nudo i lavori di Leonardo da quelli degli allievi. Tuttavia il genio fiorentino possedeva e utilizzava una maggiore padronanza tecnica e scienza della misura e delle proporzioni, che rendevano uniche le sue opere. Nel suo primo periodo fiorentino Leonardo utilizzò le stesse proporzioni che usava il Verrocchio, suo maestro. Ciò è riscontrabile ad esempio nel ritratto di Ginevra de Benci. Uno studio matematico effettuato dalla specialista Nathalie Popis e dal professore emerito Jean-Charles Pomerol ha infatti dimostrato come vi siano misurazioni identiche tra il dipinto di Leonardo e il busto in marmo di Ginevra de Benci realizzato del Verrocchio (la “Dama col mazzolino”). Leonardo insegnò ai suoi allievi queste proporzioni, ma le modificò per i suoi lavori nella sua ricerca della perfezione.

Cristo di Lecco - Dama con il mazzolino del Verrocchio e ritratto di Ginevra de Benci di Leonardo.
Dama con il mazzolino del Verrocchio (a sinistra) e ritratto di Ginevra de Benci di Leonardo (a destra).

Cristo di Lecco: la perfezione matematica come prova di autenticità

Nonostante le forti somiglianze, lo studio matematico, di grande precisione, ha permesso di evidenziare differenze nella concezione dei ritratti realizzati da Leonardo da Vinci e quelli dei suoi discepoli. Tra queste spicca la distanza degli occhi. Nei ritratti realizzati dai discepoli del maestro questa è più accentuata e porta a rettangoli aurei che scendono fino al livello del mento. Questi rettangoli, in Leonardo, si fermano invece al limite del fondo della bocca, qualunque sia la morfologia e la corpulenza del modello.

Cristo di Lecco - Opere dei discepoli di Leonardo e opere di Leonardo
Opere dei discepoli di Leonardo (a sinistra) e opere di Leonardo (a destra)

Leonardo nei suoi lavori ha sempre ricercato la perfezione matematica e ciò lo ha portato alla riscoperta del rapporto aureo. Tra le opere più esemplari in questo senso vi sono “L’uomo Vitruviano” e il “Cavallo ideale”, recentemente scoperto in una collezione privata. Se sovrapposte, questi due disegni mostrano infatti proporzioni identiche, iscritte in rettangoli aurei, dove i loro membri sono collocati nello stesso posto.

 Cavallo ideale e Uomo Vitruviano - Leonardo Da Vinci
Sovrapposizione del Cavallo Ideale e dell’Uomo Vitruviano (Leonardo Da Vinci).

Le due opere di Leonardo testimoniano le sue convinzioni neoplatoniche, che presuppongono un legame tra tutti gli esseri che proviene da un’unità comune di natura divina. Il desiderio di evidenziare l’unicità divina, incarnando perfezione e armonia si ritrova in tutti i suoi ritratti, tra cui il Cristo di Lecco. Leonardo Da Vinci seguiva delle regole precise, che lo differenziano dai suoi discepoli. Le misure universali ideate e utilizzate dal maestro fiorentino per la realizzazione dei suoi ritratti sono uniche e non sono mai state riprese da altri pittori. Queste sono state riscontrate anche nel Cristo di Lecco e hanno quindi dimostrato come l’opera sia stata realizzata senza dubbio dalla mano di Leonardo Da Vinci.

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