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Quando si pensa a Venezia, gli orti e i giardini sono una delle ultime cose che ci possono venire alla mente. Tuttavia il verde nella città lagunare esiste eccome, anche nell’isola di Venezia stessa. Oggi vi portiamo a conoscere il giardino mistico dei padri Carmelitani Scalzi, a due passi (quasi letteralmente) della stazione di Santa Lucia.

I Carmelitani Scalzi

I Carmelitani Scalzi hanno origini lontane nel tempo e nello spazio. L’ordine infatti trova le proprie radici alla fine del XII secolo in Terra Santa, alle pendici del Monte Carmelo, dove eressero la prima chiesetta alla Beata Maria del Monte Carmelo. La “qualifica” di Scalzi deriva dalla loro antica usanza di indossare sandali senza i calzini.

l' "albero della vita" nel giardino mistico dei padri Carmelitani Scalzi
Il melograno, l’ “albero della vita”, separa l’orto dei monaci dal vigneto

Con la caduta del regno latino nel 1291, l’Ordine fu sradicato del tutto dalla Terra Santa: i conventi andarono perduti e i frati dovettero emigrare in Europa. Nel 1521 invece nasce ad Avila (Spagna) grazie a Teresa l’ordine femminile.

L’arrivo dei Carmelitani Scalzi a Venezia

A Venezia i Carmelitani Scalzi si insediarono nel 1633 e poco dopo il Senato accordò loro l’edificazione di una chiesa e del convento. Fu il loro giardino però a renderli particolarmente famosi a Venezia (e non solo) poiché vi coltivavano la melissa. Si tratta di una pianta aromatica da cui dal 1710 (e ancora oggi) realizzavano la cosiddetta “acqua di melissa”, citata anche nelle opere teatrali di Goldoni come rimedio assai popolare.

La chiesa di Santa Maria di Nazareth

Il ponte degli Scalzi è uno dei tre collegamenti pedonali sul Canal Grande e la facciata della chiesa di Santa Maria di Nazareth lo domina dal lato di Cannaregio. Si tratta di una chiesa edificata tra il 1649 e il 1680 su progetto dell’architetto Baldassarre Longhena, autore anche della Chiesa della Salute.

Aiuola delle erbe officinali nel giardino dei carmelitani scalzi
Aiuola delle erbe officinali

Questa è una delle poche facciate veneziane realizzata interamente in marmo di Carrara, materiale che (a differenza della d’Istria con cui Venezia è costruita) risente enormemente dell’ambiente lacustre. Per questo motivo per alcuni anni anche la facciata è stata oggetto di restauro ed è stata riportata alla vista solo in tempi recenti. La chiesa è uno splendido esempio di architettura barocca e raccoglie opere di artisti importanti tra cui Gianbattista Tiepolo, Ettore Tito e Heinrich Meyring. Nel vostro andare e venire frettoloso da Venezia alla stazione di Santa Lucia, prendetevi un momento per entrare ad ammirarla!

Il disegno del giardino mistico

La chiesa fa parte di un complesso che comprende anche il convento dei padri e l’orto-giardino, detto brolo. Il brolo del convento è stato oggetto di un importante progetto di restauro condotto nel 2014 dall’architetto veronese Giorgio Forti. Ciò è avvenuto con il sostegno del Consorzio Vini Venezia, che ha voluto puntare sul recupero della biodiversità viticola lagunare. In esso si ritrovano alcuni elementi formali tipici del giardino veneziano. Essi sono: il pozzo, la cesura (che divide la corte al giardino vero e proprio), il parterre, l’asse prospettico e la costruzione secondo uno schema geometrico (tipica del giardino rinascimentale), la porta d’acqua (ovvero l’approdo dal canale). Il giardino si divide in sette grandi sezioni ma accoglie anche altre aiuole minori ricche di piante e alberi, per esempio il viale coperto da rose bianche che conduce alla cappella dedicata alla Vergine.

Le sette aiuole del giardino mistico

Il brolo si suddivide in sette grandi aiuole: il prato erboso, l’orto delle erbe officinali (hortus semplicium), l’orto delle verdure (hortus holeaurium), il vigneto, il frutteto (hortus pomarium), l’uliveto (o “orto del Getsemani”) e il bosco. L’orto delle verdure era ed è naturalmente importante per la sussistenza interna dei frati mentre quello delle erbe officinali era un elemento altrettanto significativo nei conventi poiché nel Medioevo i frati erano anche depositari di conoscenze mediche. Nel vigneto sono state recuperate le varietà autoctone della laguna come Marzemino, Malvasia e Raboso, così come nel frutteto si riscoprono varietà quasi perdute di frutti.

viale con vite e grappoli d'uva nel giardino dei carmelitani scalzi
Una volta di uva copre i parterre in ghiaia

Il giardino mistico: curiosità e simbologia

Per mistica s’intende la contemplazione della dimensione del sacro che comporta un’esperienza diretta. Un giardino mistico allora si ripropone di indurre la contemplazione e l’avvicinamento a Dio. Il brolo dei Carmelitani Scalzi vuole stimolare i sensi del visitatore: i sapori perduti, gli odori delle erbe officinali, i versi degli uccelli, i colori delle piante e dei fiori e la percezione delle prospettive, il contatto con la ghiaia e le fronde degli alberi. Anche la numerologia ha un ruolo importante nella progettazione del giardino. Sono ricorrenti infatti numeri di grande importanza religiosa come il 3 e il 7. Numerosissimi sono inoltre i riferimenti biblici nascosti nei piccoli dettagli. Per esempio nella simbologia del fiore della passione, nella scelta delle specie arboree, nel numero degli ulivi e tanto altro ancora. Un giardino tutto da scoprire oltre che da godere, per questo vi consigliamo di prenotare una visita guidata attraverso il sito dedicato!

Giorgia Favero

Autore: Giorgia Favero

Sono una toscana veneta di famiglia trapiantata da anni a Treviso. Ho una formazione in architettura e storia dell’arte ma una passione per la scrittura. Lavoro nell’ambito editoriale e della comunicazione digitale, scrivo e sono caporedattrice di una rivista di filosofia pratica. Mi interesso delle dinamiche ambientali e della protezione degli animali, spero che la cultura possa aiutarci a creare un futuro migliore.
Il giardino mistico di Venezia: il gioiello dei Carmelitani Scalzi ultima modifica: 2019-08-23T09:30:22+01:00 da Giorgia Favero

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