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Il presepe di San Francesco, da sempre è legato a tenerezza e ricordi romantici annodati all’infanzia.

il presepe di San Francesco - un affresco
fonte foto – Pixabay

E ciò non si discosta dalla leggenda che vuole San Francesco desideroso di ricreare un’atmosfera mistica e spirituale al tempo stesso.

Il presepe di San Francesco

Il presepe, inteso come oggi lo vediamo in tante case, con capanna o grotta, fatto di materiale povero, è nato per volontà del poverello d’Assisi. Era il 1209 quando San Francesco per la prima volta si recò a Greccio, dove era riuscito a mettere fine a gravi calamità. Il paese tra l’altro aveva patito terribili assalti dei lupi. In questa località appenninica, l’assisiate si era costruito una capanna sul Monte Lacerone, detto appunto di San Francesco. In seguito lì fu edificata una cappellina nel 1712.

il presepe di San Francesco - quadro della sacra famiglia
fonte foto – cleanpng.com

Dall’anno 1217, il nobile Giovanni Velita di Greccio, divenne buon amico di San Francesco, e gli chiese d’avvicinarsi alla città per predicare alla gente. In questi luoghi nacque nel santo il desiderio di rievocare la nascita di Gesù. Probabilmente questo desiderio era maturato dopo il 1223, dopo il viaggio compiuto in Palestina. Sembra che Greccio ricordasse molto Betlemme, al Santo di Assisi.

Il presepe di Greccio

Il figlio di Pietro Di Bernardone fattosi povero, espresse così il desiderio di celebrare in quei luoghi la notte di Natale. Francesco rievocò la nascita di Gesù, organizzando il primo presepe vivente. Secondo i racconti, durante la Messa, si compì un prodigio. San Francesco incaricò quindi Giovanni Velita di scegliere una grotta, dove avrebbe fatto costruire una mangiatoia, e di condurvi un bue e un asinello. Francesco, in memoria del Natale di Cristo, ordinò che si assemblasse il primo presepe fatto di stracci. Desiderò che si portasse del fieno, un bue e un asino e un bambolotto fatto di pezze.

il presepe di San Francesco - tondo in vetro di murano
fonte foto – cleanpng.com

Il santo predicò sulla natività del “Re povero”, e, mentre pregava e contemplava la natività, accadde qualcosa. Il cavaliere scorse il Gesù Bambino in luogo di quello che il santo aveva portato, muoversi e animarsi. Quindi tutto avvenne durante la notte di Natale del 1223 a Greccio, oggi provincia di Rieti.

Gesù Bambino

Sarebbe apparso un bambino in carne ed ossa, che Francesco avrebbe preso in braccio. Da questo episodio ebbe origine la tradizione del presepe diffusa oggi in tutto il mondo. La scena è rievocata da Giotto in un noto dipinto, che però pone la scena nel presbiterio, che ricorda la Basilica inferiore di Assisi. La scena, oltre che una delle più famose, è uno straordinario documento dell’epoca. Lo spettatore osserva dalla parte di solito riservata ai soli sacerdoti, dove sono rappresentati con minuzia e vivacità le caratteristiche dell’ambiente. Una folla di persone assiste alla scena, e in primo piano c’è San Francesco con il santo Bambino tra le mani. A Greccio non si sono mai perdute la tradizione e il ricordo del poverello di Assisi e del bambolotto di pezza. Quel mucchio di stracci si animò davvero suscitando meraviglia. Oggi a Greccio si tiene ancora in vita la tradizione santa.

Il presepe di San Francesco rievocato a Greccio

Dal 1972 si allestisce anche un presepe vivente curato dalla Pro Loco del piccolo centro in provincia di Rieti. Alcuni dei dialoghi sono stati estrapolati dai testi del primo biografo di San Francesco, Tommaso Celano. La rappresentazione è divisa in sei quadri viventi, nei quali ogni peculiarità è curata nel dettaglio. Tutto è coerente all’epoca in modo minuzioso, dai costumi del 1200, che arrivano dal Teatro dell’Opera di Roma. Anche le scenografie sono molto curate, pregne di spiritualità e incanto, tra luoghi toccati dal divino. La rievocazione religiosa del primo presepe della storia, è per Greccio non solo motivo d’orgoglio, ma anche un momento di coesione tra paesani. Si tratta ogni anno di un evento imperdibile e uno spettacolo davvero unico al mondo.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
Il presepe di San Francesco che illuminò Greccio ultima modifica: 2019-12-02T09:00:00+01:00 da Simona Aiuti

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