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Da sempre il rapporto tra uomo e natura è stato uno dei temi centrali della letteratura. Senza dubbio sarebbe interessante, in tempi particolari come questi, analizzare questa dicotomia tra uomo e natura, la quale ha ispirato tantissimi scrittori di fama mondiale. L’attenzione che si sta rivolgendo all’ambiente, in particolar modo negli ultimi anni, ha senza dubbio un fondamento nella crisi ambientale che stiamo vivendo.

Probabilmente, una crisi del genere non si era mai palesata nella storia e ciò ha spinto tanti governi di vari Paesi ad attivarsi nei modi più svariati: oltre a delle limitazioni per quanto riguarda, per esempio, tutto ciò che è legato alla produzione della plastica, sicuramente una delle disposizioni più significative riguarda le detrazioni risparmio energetico, ovvero degli sconti fiscali previsti per migliorare l’efficienza energetica degli immobili.

Insomma, è evidente che il rapporto tra uomo e ambiente sia sempre stato molto travagliato e particolarmente complesso. Ma vediamo come ha potuto questo influire sulla produzione letteraria.

Uomo e ambiente: un rapporto antichissimo

Senza ombra di dubbio, la tradizione classica rappresenta il punto di partenza principale. Le civiltà greche, in particolar modo, sono state le prime a divinizzare alcuni elementi ambientali: per esempio, il mare impersonificato dalla figura di Poseidone; il vento in Eolo, il sole in Elio e così via. Va da sé che la tradizione classifica sia sicuramente legata in maniera indissolubile a quella latina.

È, però, con il cristianesimo che si cominciano ad adottare dei simboli naturali (come la colomba, l’ulivo, l’uva, l’agnello), in modo tale da creare un legame di significati. E questo legame si palesa anche, per quanto riguarda la letteratura, nella lirica provenzale: per esempio, alcuni elementi naturali, come la rosa, vengono accomunati alla figura femminile. Stesso discorso per la poesia stilnovista: ricordate il gioco di parole che vedeva protagonista il lauro?

Dal Romanticismo al Novecento

Il Romanticismo segnerà un altro passaggio fondamentale in tal senso. Questo movimento letterale e filosofico vedeva, difatti, ogni elemento naturale come una vera e propria manifestazione dell’io. La natura comincia ad essere nuovamente al centro delle cose.

Probabilmente altrettanto significativa, per quanto concerne il rapporto tra natura e uomo, sarà l’industrializzazione che comincerà nell’Ottocento. Difatti, in tal caso, si parla di una vera e propria distruzione dell’ambiente, che si riversa inevitabilmente in un annichilimento dell’uomo: l’argomento venne trattato in maniera egregia dai veristi come Verga, in Italia, e da autori stranieri come Charles Dickens.

Le due Guerre Mondiali, oltre a sconvolgere l’animo umano sotto tanti punti di vista, segnarono anche il rapporto con la natura: emblematico è il lavoro di Italo Calvino. Con quest’ultimo, la natura diventerà un luogo di protezione da tutti gli avvenimenti catastrofici della storia.

Potremmo dire che dagli anni sessanta-settanta, fino ai giorni nostri, questo rapporto complesso tra ambiente e uomo si sia sviluppato in un altro modo originale. Si è venuto a creare un filone fantascientifico, che è sorretto in particolare da autori come Philip Dick, i quali hanno cominciato ad immaginare degli scenari apocalittici, pessimistici, legati al declino ambientale cui la società stava andando incontro.

Il rapporto tra uomo e natura nella letteratura ultima modifica: 2021-08-11T16:51:57+02:00 da Emanuele Ferlaino

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