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Treviso è senz’altro una cittadina che merita una visita, ma anche la sua provincia sa regalare scenari naturali e visite culturali da non sottovalutare. Se state programmando un weekend nella provincia, ecco il nostro consiglio: dopo aver dedicato un giorno al capoluogo, godetevi l’angolo nord-ovest della provincia con il nostro itinerario.

Inizio itinerario: il Montello, tra natura e memorie di guerra

Cominciamo il nostro percorso lasciando Treviso in direzione nord fino a Nervesa della Battaglia per raggiungere il Montello. Non lo si può definire né una collina né una montagna. Ospita tuttavia un bosco rigoglioso dove fare una bella passeggiata, magari tra i monumenti dedicati alla prima guerra mondiale, che si arrivò a combattere fin lì. Sul suo fianco settentrionale scorre il fiume Piave, che proprio in quelle zone fu teatro di scontro con l’esercito austro-ungarico. L’alto trevigiano è ricco di storie legate alla Grande Guerra. Una delle più scenografiche ed evidenti si trova proprio sul Montello ed è l’abbazia di Sant’Eustachio. Importante centro monastico a partire dall’anno Mille, fu fondata dai conti Collalto. Pesantemente bombardata durante la guerra, ci resta come splendido monito agli orrori della discordia, dell’egoismo e della volontà di prevaricazione.

Possagno e la memoria del Canova

Proseguiamo l’itinerario in direzione ovest sfiorando le pendici montuose delle Prealpi, ammirando un paesaggio verdeggiante. Giungiamo così a Possagno, piccolissimo comune famoso per aver dato i natali a uno degli artisti più importanti della nostra storia culturale: Antonio Canova.

villa palladiana di colore bianco e giallo con prato verde davanti
Villa Barbaro a Maser – Credit: Giorgia Favero

La vostra sosta a Possagno sarà dunque breve ma ben precisa alla casa museo e gipsoteca dedicata al grande maestro del neoclassicismo. Poiché il termine gipsoteca indica un museo di gessi, non aspettatevi di trovare opere in marmo. Tuttavia potrete conoscere a fondo la storia e il genio del maestro e, proprio grazie ai gessi, potrete scoprire il suo ingegnoso processo di produzione artistica. Il tocco del grande architetto Carlo Scarpa vi conquisterà mentre ammirerete l’allestimento delle tre grazie danzanti. Usciti dal museo tappa obbligata è anche il cosiddetto tempio canoviano. Si tratta di una chiesa neoclassica progettata proprio da Antonio Canova su modello del Partenone di Atene e il Pantheon romano. Al suo interno il maestro trova il suo eterno riposo.

Asolo, il borgo dai cento orizzonti

Si avvicina l’ora di pranzo e il consiglio è di riprendere l’auto per giungere in pochi minuti ad Asolo, borgo storico detto da Carducci “dai cento orizzonti”. Questo perché il borgo è abbarbicato sulla cima di un colle e da lì la vista può correre dalle pendici del monte Grappa fino alla laguna veneta.

spazio con sculture neoclassiche in gesso
La gipsoteca canoviana di Possagno – Credit: Giorgia Favero

Il consiglio è di fare una passeggiata tra le viuzze e di salire in torre civica, al castello della regina Cornaro, per godere del magnifico panorama. Fermatevi in una delle osterie di via Browning per gustare cucina e prodotti tipici. Incamminatevi poi per una passeggiata digestiva lungo via Canova fino alla chiesetta di Sant’Anna, al cui cimitero troverete la tomba di due importanti donne: Eleonora Duse e Freya Stark. Tornando nella piazza principale visitate la cattedrale con due opere di Lorenzo Lotto e Jacopo da Ponte. Non dimenticate la visita al Museo Civico, un ricco scrigno di storia e cultura della città che saprà come stupirvi.

Le ville di campagna dei nobili veneziani

In base al tempo che vi rimane e ai rispettivi orari di apertura, valutate se vi è possibile visitare entrambe le ville che vi proponiamo o aggiungerne solamente una al vostro itinerario. Si tratta di due ville progettate dal grande architetto vicentino Andrea Palladio per due famiglie del patriziato veneziano attorno la metà del Cinquecento. La più vicina ad Asolo (5-10 minuti d’auto) è villa Barbaro a Maser, la seconda è villa Emo a Fanzolo (10-15 minuti d’auto da Asolo).

itinerario - interno di spazio sacro in pietra e pareti scorrevoli di legno stile giapponese
Un interno della Tomba Brion – Credit: Giorgia Favero

In quanto dimore di campagna erano il fulcro di una tenuta agricola produttiva, al cui scopo servivano le ali più lunghe dell’edificio, quelle laterali, che prendono il nome di barchesse. Il corpo centrale invece è quello dell’abitazione e nell’aspetto risente fortemente dell’influenza classica in entrambe le ville, che presentano un elegante colonnato sul fronte. La sobrietà e semplicità dei volumi architettonici si accompagna in entrambi i casi alla ricchezza degli affreschi interni, che recano la firma di Paolo Veronese per villa Barbaro e Giambattista Zelotti per villa Emo.

Fuori itinerario, ma sempre interessanti

Il nostro itinerario prevede da qui un ritorno a Treviso. In caso vogliate apportare variazioni alla nostra proposta, potreste introdurre un piccolo gioiello della campagna trevigiana, la tomba della famiglia Brion progettata da Carlo Scarpa a San Vito d’Altivole (a pochi minuti di distanza da villa Emo). Oppure anche la piccola cittadina di Castelfranco Veneto, che ospita un delizioso museo dedicato al grande artista Giorgione. In alternativa anche Montebelluna offre un ottimo museo dedicato invece alla storia naturale e all’archeologia. Sconfinando fuori provincia potete valutare anche una visita a Cittadella (Padova), cittadina fortificata che permette una passeggiata sulla sommità delle mura storiche. Come ultima proposta citiamo Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, che ospita splendidi musei, una torre civica e il famoso ponte degli Alpini. Non ci resta che augurarvi un buon weekend!

Giorgia Favero

Autore: Giorgia Favero

Sono una toscana veneta di famiglia trapiantata da anni a Treviso. Ho una formazione in architettura e storia dell’arte ma una passione per la scrittura. Lavoro nell’ambito editoriale e della comunicazione digitale, scrivo e sono caporedattrice di una rivista di filosofia pratica. Mi interesso delle dinamiche ambientali e della protezione degli animali, spero che la cultura possa aiutarci a creare un futuro migliore.
Il territorio di Treviso: un itinerario tra natura e bellezza ultima modifica: 2019-11-13T09:00:24+01:00 da Giorgia Favero

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