Condividi:

Kimi Antonelli, ad Austin il primo match point per il Mondiale

Domenica 25 ottobre, sul circuito di Austin, in Texas, si corre il Gran Premio degli Stati Uniti. Per Andrea Kimi Antonelli potrebbe essere un appuntamento con la storia. Il pilota bolognese della Mercedes arriva in America in testa alla classifica, con 340 punti e 102 lunghezze di vantaggio sul compagno di squadra George Russell. I numeri parlano di una prima occasione per chiudere il campionato, ma qui ci fermiamo: gli italiani sanno bene che certe parole, prima del tempo, è meglio non pronunciarle.

Limitiamoci allora all’aritmetica. Perché tutto si decida già in Texas serve un incastro preciso. Antonelli deve vincere la gara, Russell non deve andare oltre il nono posto e Lewis Hamilton, con la Ferrari, non oltre il quinto. Altrimenti, nessun dramma, dopo Austin restano altre cinque gare, e il margine costruito in questa stagione permette a Kimi di guardare avanti con serenità.

Quello che sta accadendo, però, merita già di essere raccontato. Kimi Antonelli ha vent’anni, è nato a Bologna il 25 agosto 2006 ed è figlio d’arte. II padre Marco ha corso a lungo con le vetture sport e oggi guida una propria scuderia. Kimi è cresciuto tra kart e circuiti. Ha bruciato le tappe nelle categorie minori ed è arrivato in Formula 1 nel 2025, quando la Mercedes gli ha affidato il sedile lasciato libero da Lewis Hamilton. In meno di due stagioni ha raccolto otto vittorie, sei pole position e diciassette podi. L’ultimo è il terzo posto di Singapore, conquistato l’11 ottobre con un guizzo a otto giri dalla fine.

Anche il suo nome ha una piccola storia. Molti pensano che «Kimi» sia un omaggio al campione finlandese Räikkönen, ma lui stesso ha spiegato che non è così. Fu l’ex pilota Enrico Bertaggia a suggerirlo al padre, che desiderava accostare ad Andrea un nome straniero.

Il motivo per cui tutta l’Italia guarda al Texas con il fiato sospeso sta in una data: 1953. È l’ultima volta che un pilota italiano ha vinto il Mondiale di Formula 1, quando Alberto Ascari conquistò il suo secondo titolo consecutivo con la Ferrari. Da allora sono passati settantatré anni, e generazioni di appassionati hanno sperato senza mai rivedere un connazionale in cima al campionato. In palio c’è anche un altro primato. Antonelli potrebbe diventare il più giovane campione del mondo di sempre, superando Sebastian Vettel, che vinse il titolo nel 2010 a ventitré anni. Per gli italiani che vivono negli Stati Uniti questo fine settimana ha un sapore particolare. Arriva proprio nel mese che l’America dedica al patrimonio italoamericano, e non sarebbe strano vedere tanti tricolori sulle tribune del Circuit of the Americas, accanto alle bandiere a stelle e strisce.

Domenica, molti italiani faranno tardi o punteranno la sveglia, e ognuno ripeterà il proprio piccolo rito: la maglia fortunata, il divano di sempre, le dita incrociate. Nessuno dirà quella parola ad alta voce. Ma quando Kimi abbasserà la visiera sulla griglia di partenza, ci sarà un intero popolo sparso per il mondo a spingere con lui, curva dopo curva. Comunque vada, questo ragazzo di vent’anni ci ha già regalato qualcosa di raro. La sensazione di essere tutti, per una domenica, sulla stessa linea di partenza.


Immagine di copertina generata con IA

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto