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Inaugurata lo scorso 27 ottobre, “Klimt. La Secessione e l’Italia” potrà essere visitata fino al 27 marzo 2022 negli spazi di Palazzo Braschi, a Roma. Così Gustav Klimt, che nel 1911 proprio a Roma fu premiato all’Esposizione Internazionale d’Arte, torna nel nostro Paese con una mostra evento.

“Klimt. La Secessione e l’Italia”, cosa vedere nella mostra romana

Dipinti, disegni, sculture, manifesti d’epoca: “Klimt. La Secessione e l’Italia” è una miscellanea approfondita e completa dell’opera del pittore austriaco. Un percorso che consente d’avvicinarsi ad alcune tra le sue opere più iconiche: Giuditta I, Signora in bianco, Amiche I (Le Sorelle), Amalie Zuckerkandl. Persino La sposa, per la prima volta fuori dalla Klimt Foundation, e l’affascinante Ritratto di Signora. Ed è proprio al Ritratto di Signora, che la mostra dedica un approfondimento. Perché, trafugato in circostanze mai chiarite dalla Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza, è stata ritrovato nella stessa galleria avvolto in una busta. Un vero mistero, che merita d’essere raccontato.

Sono 14 le sezioni in cui la mostra si articola, a ripercorrere l’intera carriera di Klimt come co-fondatore della Secessione viennese e come profondo amante dell’Italia, Paese in cui più volte ha esposto e viaggiato. Accanto alle oltre 200 opere di Klimt, il visitatore può ammirare i lavori di altri artisti del Museo Belvedere, ma anche cartoline autografe a testimoniare le città che lo stesso Klimt visitò: Trieste, Venezia, Firenze, Pisa, Ravenna, Roma e il lago di Garda (a Ravenna si innamorò dei mosaici bizantini, mentre il Garda influenzò la pittura dei suoi paesaggi). Il biglietto d’ingresso a “Klimt. La Secessione” costa 13 euro + 5 di audioguida. ll museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20, il sabato e la domenica dalle 10 alle 22.

La vicenda (misteriosa) del Ritratto di Signora

Tra tutte le opere di Gustav Klimt, Ritratto di Signora è la più misteriosa. Non tanto per come è nata, quanto per la vicenda che ruota attorno alla sua sparizione. Dipinto tra il 1916 e il 1917, il quadro è custodito nelle sale della Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza. Ad acquistarlo fu infatti nel 1925 il collezionista Giuseppe Ricci Oddi (in precedenza, l’opera appartenne a Luigi Scopinich). In realtà, un’analisi a raggi X effettuata negli anni Novanta dalla maturanda Claudia Maga dimostrò che il Ritratto di Signora come lo conosciamo oggi altro non è che una riproduzione dell’opera originale, andata perduta nel 1917. Esposto a Desdra, il quadro che inizialmente Klimt dipinse ritraeva una donna col cappello e s’intitolava Ritratto di Ragazza.

Ufficialmente, il Ritratto di Signora venne smarrito il 22 febbraio 1997 durante i lavori di ristrutturazione del museo piacentino. Sul tetto venne ritrovata la cornice, ma dell’opera non v’era traccia. Poi, dopo il ritrovamento di un falso indirizzato a Bettino Craxi, nel dicembre 2019 ecco che il quadro ricomparve. A scoprirlo furono dei giardinieri, che notarono una busta di plastica nascosta in un incavo della facciata. Un mistero che, ad oggi, non è ancora stato chiarito.

Foto in evidenza tratta dalla pagina Facebook Museo di Roma @MuseoDiRoma  · Museo di storia

Klimt in mostra a Roma con Ritratto di Signora ultima modifica: 2021-11-03T16:00:00+01:00 da Laura Alberti

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