Si sente sempre più spesso parlare di inquinamento, di mari in condizioni precarie e di ecosistema sull’orlo del collasso. In tempi in cui l’attenzione all’ambiente rappresenta un pensiero costante, c’è da chiedersi quanto si stia facendo davvero per preservare il nostro pianeta. Ebbene, esistono alcuni episodi eclatanti in cui la mano dell’uomo e (chissà) la buona sorte, hanno letteralmente portato in salvo un paesaggio naturale. È il caso del Lago d’Orta, nel novarese. Scopriamo il segreto delle sue acque cristalline!

Il famoso Lago d’Orta: la sua storia

Quello che oggi appare come un luogo ameno, persino balneabile, una volta era l’emblema dell’orrore più angoscioso. Si, perché un tempo il Lago d’Orta altro non era che una pozza in condizioni terminali. Sembra assurdo pensarlo oggi, dove basta un semplice sguardo per ammirare la sua brillantezza e trasparenza. Stranamente, questo meraviglioso specchio d’acqua in passato fu gravemente inquinato dagli scarichi di solfati di rame e ammonio dell’industria tessile Bemberg. Quest’azienda, che produceva rayon con il processo cupro-ammoniacale, rese il lago invivibile in pochi anni per i suoi piccoli e grandi abitanti. Purtroppo questo episodio non fu l’unico a rendere il Lago d’Orta un contaminato coacervo di sporcizia. Infatti, al nefasto evento del 1926, seguì molti anni dopo il riversamento dei metalli nel lago, a causa delle attività elettrogalvaniche che si praticavano nella zona.

Lago d'Orta - Al pari di un paesaggio quasi immaginario, il Lago d'Orta è una gioia per gli occhi
Al pari di un paesaggio quasi immaginario, il Lago d’Orta è una gioia per gli occhi

La sempre crescente industrializzazione mise in ginocchio il povero lago, accentuando ulteriormente l’acidificazione dell’intera massa lacustre, provocata dai processi di ossidazione biochimica dell’ammonio a nitrato. Paradossalmente, se oggi il Lago d’Orta è famoso per essere un’oasi di ricercata bellezza, in quegli anni divenne celebre per essere uno dei più inquinati bacini d’acqua a livello mondiale. Divenne, per questa ragione, oggetto di svariati studi, effettuati anche a livello internazionale. Fortunatamente, gli anni ’80 segnarono una svolta: il Lago d’Orta vide interventi massivi di liming, effettuato dall’Istituto per lo studio degli ecosistemi di Pallanza. Diversi interventi di bonifica riportarono il lago al suo antico splendore, facendolo ripopolare di pesci e di uccelli acquatici.

Il Lago d’Orta e la sua vecchia fama letteraria

Moltissime sono le testimonianze, in letteratura, del Lago d’Orta. Scrittori di ogni dove si sono avvicendati a narrare le tristi vicende di questo malcapitato lago, primo fra tutti Eugenio Montale. Il celebre poeta, infatti, dedicò al Lago d’Orta versi malinconici, che esprimevano tutto il dispiacere per la sua infelice condizione: È strana l’angoscia che si prova/ in questa deserta proda sabbiosa erbosa/ dove i salici piangono davvero/ e ristagna indeciso tra vita e morte/ un intermezzo senza pubblico. Trapela dalle sue parole, tutta l’inquietudine di un paesaggio senza speranza. Alle lande desolate di Montale, fanno da eco sorridente le parodie di Gianni Rodari. Lo scrittore racconta infatti una storia buffa, ma anche colma di positività. Il ragioniere-pesce del Cusio, dolce fiaba ecologista, prospetta per il Lago d’Orta un futuro diverso da quello palesato dal Montale.

Lago d'Orta - Le spiagge del Lago d'Orta sono un felice esempio di pulizia e splendore naturale
Le spiagge del Lago d’Orta sono un felice esempio di pulizia e splendore naturale

Rodari immagina che un ragioniere si trasformi in pesce, allo scopo di combattere il dilagante inquinamento del lago, che allora veniva dato per morto. Sulla scia di questa luce, basta guardare il Lago d’Orta com’è oggi! Infatti il celeberrimo specchio d’acqua novarese farebbe invidia a qualsiasi località turistica. Diventa sempre più limpido, e le sue creature sono finalmente libere di godere della sua naturale bellezza. Che altro aggiungere, se non lo stupore per un luogo che era sull’orlo del baratro, e che oggi rappresenta un’eccellenza italiana? Andate a scoprire anche voi quanto è fantastico il Lago d’Orta, che porta i delicati segni di una speciale rinascita!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Lago d’Orta: l’acqua più pulita d’Italia ultima modifica: 2018-09-13T09:00:09+00:00 da Marcella Calascibetta

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