Condividi:

L’armadio della vergogna dei Misteri d’Italia custodisce l’atto di nascita del nuovo ciclismo

Il Giallo della scomparsa di David Rossi si arricchisce di capitolo inedito: la scomparsa del marzo 2013 sarebbe imputabile ad “una costrizione”. Gli approfondimenti dei RIS di Roma dicono cioè che il caso sempre caldo legato al nome del responsabile della comunicazione di MPS sia da attribuire a omicidio e non a suicidio. Lui aveva immediatamente capito perché le Strade Bianche avrebbero fatto storia nello sport e nel cicloturismo attraverso la bicicletta…

C’è un giallo in più nel fin troppo ricco elenco dei misteri d’Italia. Si incanala nei casi riaperti. Proprio così: come era facile prevedere, la Commissione Parlamentare d’Inchiesta delle Camere del Parlamento ha rivelato i dati del nuovo esame approfondito dei RIS – i Reparti Investigativi Scientifici dei Carabinieri – di Roma circa la morte di David Rossi, il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena trovato cadavere la sera del 6 marzo 2013 nel vicoletto su cui si affaccia quel che fu il suo ufficio a Palazzo Salimbeni.

Noi da quell’ufficio ci passammo anni prima.

La fresca perizia corredata da simulazioni virtuali sottolinea come la caduta dal terzo piano del “Palazzo” non sia compatibile cin un gesto volontario. In altre parole: si passa dal suicidio all’omicidio, dando credito alle tesi perorate da oltre dodici anni dalla vedova Rossi e dai familiari più stretti di colui che era considerato come il genio delle pubbliche relazioni.

Che cosa porta alle nuove e forse neppure definitive conclusioni? Il cinturino dell’orologio avrebbe lasciato sul polso tracce di strette di mani così vigorose da ingenerare la tesi secondo cui Rossi sia stato costretto al gesto estremo, se non addirittura tenuto sospeso nel vuoto fuori dal davanzale e poi lasciato cadere tre piani più sotto.

Per l’opinione pubblica non si è sicuramente davanti ad un grande mistero tipo la strage alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969 (la ricorrenza ogni anno getta tristezza su Santa Lucia e sul Natale che si avvicinano) con 17 morti e una novantina di feriti,  tipo la strage di Ustica del 27 giugno 1980 dell’aereo DC9 dell’Alitalia precipitato nel Mediterraneo con 81 persone a bordo, o tipo la strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 con 85 morti e 200 feriti.

La vicenda di Rossi si incanala nel filone di Peppino Impastato, di Giorgina Masi, di Emanuela Orlandi, di Willy Branchi e ancor più in quello di Enrico Mattei e Michele Sindona. E nell’armadio dei casi irrisolti continuano ad esserci anche le vicende del mostro di Firenze, dove storie sinistre si intrecciano a testimonianze dai contorni incerti o inaccettabili.

Nel lungo elenco della vergogna dei fatti mai chiariti in toto non possiamo attingere a testimonianze dirette. Di David Rossi, invece, qualcosa di speciale ci portiamo dietro dalla prima decade del Duemila. Rossi fu lo sponsor dell’Eroica dei professionisti, che nel 2007 godette, appunto, del patrocinio della Banca di Siena e dieci anni più tardi è diventata appuntamento fisso del calendario di eccellenza del ciclismo mondiale, l’UCI World Tour.

 Ricordiamo bene quell’incontro al piano superiore di Palazzo Salimbeni, che un tempo era stato Ufficio del Sale e delle …gabelle. Poi rimaneggiato in stile neogotico come il resto dei palazzi che incorniciano Piazza del Campo – sede del Palio dei cavalli più celebre e recentemente anche della classica inventata a tutto vantaggio di RCS sotto il marchio della Gazzetta – quel Palazzo ospita la sede centrale della Banca dei Paschi di Siena, che da sempre è al centro di sfide in campo finanziario dai Medici a Rolo Banca, da Mediobanca a Generali.

Lì, in un’open-space, quasi sospeso nel nulla all’ombra di un soffitto con travi a vista, sotto la regia fattiva della dottoressa Patrizia Sega, nacque il progetto che voleva cavalcare una corsa ciclistica mitica della Gazzetta come la Milano-Sanremo, accompagnare la Tirreno-Adriatico per via dell’attraversamento di aree di estremo interesse per la Banca e sperimentare il passaggio dal cicloturismo all’élite della bicicletta grazie all’Eroica-Pro grazie a cui richiamare l’attenzione e promuovere nel 2007 l’antesignana delle carte di credito/debito ricaricabili.

Fu un successo quell’anno e … per sempre, grazie anche alla felice intuizione di rilanciare il ciclismo dei pionieri attraverso le tappe del Giro d’Italia (tipo Montalcino 2010) in grado di proporre alla platea mondiale le sfide sugli sterri e sul crete della provincia di Siena e aree limitrofe.

Ebbene: scrutando con perizia il progetto di Gazzetta – sì, perché la matrice era Made in Rosea e non in capo a RCS – dietro quegli occhialini particolari, le pupille di David Rossi si dilatarono e quando ci accompagnò nel suo ufficio al terzo piano per un colloquio privato già aveva deciso che quell’operazione si doveva fare. E così il ciclismo di eccellenza entrò a far parte del paniere di eventi patrocinati e sponsorizzati da MPS al pari dei massimi campionati di calcio e basket con Siena Football Club e Mens Sana Basketball Siena. E, s’intende, con le due edizioni annuali del Palio.

In altre parole: ogni volta che torna d’attualità quel suicidio, che nel 2025 ha preso i contorni dell’omicidio, torna d’attualità si si para davanti agli occhi la figura minuta di Rossi e ci conforta il fatto che il turismo sportivo sia stato sposato dalla finanza, che poi fu costretta a prendere sottobraccio i Mondiali di Toscana 2013 semplicemente perché MPS era anche l’esattoria delle tasse della Regione.

Rossi aveva immediatamente capito come il ciclismo delle radici potesse creare un indotto economico di estremo interesse per il territorio dove la sua banca la faceva da padrona. Il turismo sportivo ne è la testimonianza più diretta. Lo sport della bicicletta, e a maggior ragione quello delle origini, genera valore, attira turismo, crea identità territoriale e rilancia aree rurarli: tutto ciò è stato certificato nel 2025 (e cioè 18 anni dopo la felice intuizione di Rossi!) dal Politecnico di Torino che ha messo la lente di ingrandimento su una delle Granfondo storiche, vale a dire la Fausto Coppi, ora sponsorizzata Generali, puntualmente proposta in provincia di Cuneo.

Dalla relazione del Politecnico si evince come la Granfondo più recente con i suoi “2.450 partecipanti provenienti da 69 Province italiane e 42 Nazioni” abbiano “determinato 7.812 presenze del week-end” di effettuazione della gara “con spesa media giornaliera di 77,42 euro e una permanenza variabile da 1 giorno (per i locali) a oltre 3 (per i partecipanti stranieri). L’impatto sulla ricettività è evidente: hotel scelti dal 44,9 per cento dei partecipanti italiani, B&B preferiti dal 44,4 per cento degli stranieri e campeggio indicato come opzione privilegiata dall’11 per cento, soprattutto tra gli ospiti internazionali”.

Attenzione: le due Granfondo legate alle Terre Bianche fanno ciascuna quasi il triplo delle partecipazioni della Fasto Coppi e così l’indotto ogni volta sale a milioni di euro, oltre a:

  • Ridurre le emissioni di CO2;
  • Produrre benefici ambientali;
  • Fidelizzare italiani e stranieri verso il territorio;
  • Promuovere il processo di identificazione dei locali;
  • Etc. etc.

Non è dato sapere se e come si risolverà la sciarada del suicidio di Rossi diventato omicidio. Ogni volta che “quel fatto” viene citato in televisione, in Italia e anche all’estero, oltre a scoperchiare il pentolone mai spento dei grandi misteri d’Italia, prende a borbottare anche il lascito che le sue azioni hanno determinato nel tenere in vita la tradizione del Palio, nel salvare il calcio e il basket d’élite in città e nel lanciare quella che è divenuta nel tempo la “Classica del Nord disputata più a Sud del mondo del ciclismo”. E cioè il nuovo ciclismo che piace di più, che è uscito dai confini della Provincia di Siena per irrobustire eventi nei Cinque continenti dello sport attraverso anche il Tour de France e il Giro di Spagna.

Il grazie è da tributare anche a David Rossi.

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto