Oggetto di fiabe e di miti di un passato lontano, i castelli costituiscono l’elemento principale di ogni racconto che si rispetti. Maestosi, possenti, e dall’aspetto antico, riescono ad affascinare anche dopo secoli qualsiasi visitatore. Ci riportano indietro nel tempo, grazie alla loro immagine misteriosa ed evocativa. Possiedono un’aura quasi magica, e, talvolta, anche sinistra. Oggi vi parliamo della suggestiva storia del Castello di Miramare, in quel di Trieste, le cui vicende tuttora appaiono inspiegabili!

Il Castello di Miramare, tra progetti e tristi epiloghi

Il meraviglioso Castello di Miramare venne edificato per volere di Massimiliano d’Asburgo-Lorena, arciduca d’Austria. Egli desiderava una dimora da poter condividere con la moglie Carlotta, che fosse simile ai castelli spagnoli che affacciavano sull’Atlantico (da qui il nome Miramare, cioè mirar el mar, guardare il mare).

Castello di Miramare, veduta aerea del golfo

La storia del Castello di Miramare affonda le sue radici in tempi remoti, precisamente nel 1855, quando Massimiliano si rese conto di voler costruire un castello nei pressi della baia di Grignano.

Inizio dei lavori

L’anno successivo si diede inizio ai lavori, e il progetto venne affidato all’architetto Carl Junker. Da principio Massimiliano non ne fu entusiasta, tanto da richiedere anche il bozzetto di un altro architetto, Giovanni Berlam. Questo lavoro apparve migliore agli occhi dell’arciduca, sebbene il progetto definitivo rimase quello di Junker. Lo stile del castello è prettamente neomedievale, e inizialmente doveva contemplare tre piani e un mezzanino. Ciò non trovò l’appoggio di Massimiliano, il quale preferì eliminare uno dei piani previsti. Quando nel 1859 l’arciduca perse la carica di governatore del Regno Lombardo-Veneto, si trasferì assieme all’amata consorte nel castello. Qualche tempo dopo partì alla volta del Brasile, e ne approfittò per catalogare le splendide piante che impreziosivano il giardino del castello.

Castello di Miramare, scorcio laterale
Per quanto la storia del Castello di Miramare sia a tratti tragica, la sua bellezza è indiscutibile

Tornò alla sua affezionata dimora, ma nel 1864 decise nuovamente di partire, questa volta con Carlotta, per raggiungere il Messico. Gli anni che i due vissero nel Castello di Miramare furono felici, fin quando Massimiliano non morì fucilato a Querétaro.
Questo tragico esito non fu l’unico per la nobile famiglia. Poco dopo la dipartita del caro consorte, Carlotta perse la ragione, dando chiari segni di instabilità mentale. Si fece rinchiudere per diverso tempo nel castello, prima di tornare in Belgio. Nel frattempo, parte dell’imponente edificio venne completata.

Storie di spettri e di maledizioni

La rabbia di Carlotta per la perdita dell’amato marito fu talmente cieca che la donna maledì il castello e chiunque ci avesse soggiornato. Ironia della sorte, diverse furono le vittime che trovarono una funesta morte proprio in questo incantevole ma spietato luogo. Dopo Massimiliano, anche l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria venne brutalmente ucciso nel famoso attentato di Sarajevo, responsabile dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Poi toccò ad Amedeo Duca d’Aosta, il quale perì durante la Seconda Guerra Mondiale, costretto in un campo di prigionia. Medesima sorte per il generale Charles Moor, decorato statunitense morto nella Guerra di Corea.

Castello di Miramare, veduta del parco
Tantissimi turisti affollano lo splendido parco del Castello di Miramare

Scomparse anche il suo collega, Vernice Musgrave Mac Fadden. L’uomo perse la vita in un incidente stradale mentre si stava dirigendo verso Livorno, per tornare in America. Seguì Friedrich Rainer, politico austriaco, che occupò il castello durante l’ultima guerra, venendo barbaramente trucidato dai partigiani. Medesima sorte per il generale Charles Moor, decorato statunitense morto nella Guerra di Corea. Scomparse anche il suo collega, Vernice Musgrave Mac Fadden. L’uomo perse la vita in un incidente stradale mentre si stava dirigendo verso Livorno, per tornare in America. Seguì Friedrich Rainer, politico austriaco, che occupò il castello durante l’ultima guerra, venendo barbaramente trucidato dai partigiani.

Castello di Miramare, in cui si può ammirare il profilo architettonico
Il Castello di Miramare affaccia sul golfo di Grignano

Fantasmi amichevoli e turisti innamorati

In tutta questa scia di disperazione, si colloca una storia che fa paradossalmente sorridere. Il colonnello neozelandese Bowman, superstizioso oltre ogni immaginazione, credette alla sanguinosa leggenda, e preferì dormire in una tenda nel parco del castello. Così ebbe salva la vita, a dispetto della maledizione. Un’altra leggenda che aleggerebbe intorno al tetro ma al contempo fiabesco maniero, vorrebbe che i fantasmi di Carlotta e Massimiliano infestino ancora le sue mura. In realtà, quest’ultimo sarebbe incline alla bontà e alla pacatezza, tanto da essere interessato solo a godere della pace della sua dimora. In barba a qualsiasi credenza, il Castello di Miramare viene costantemente visitato da triestini e non, e il suo solenne fascino è rimasto immutato nei secoli. Visitate anche voi il Castello di Miramare, e diteci se anche a voi è capitato di inciampare in qualche spettro!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!
L’imponente Castello di Miramare, tanto bello quanto maledetto ultima modifica: 2019-04-18T09:00:59+02:00 da Marcella Calascibetta

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