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Il grande Andrea Camilleri alla domanda, “cosa ti manca della Sicilia”, rispose “U scrusciu du mari” (Il rumore del mare). Terra di mare, sole e lava. Terra di storia antica e tradizioni. Nove province, nove dialetti, centinaia di piatti tipici, milioni di luoghi e borghi affascinati. Proprio in Sicilia, in un piccolissimo comune in provincia di Trapani nasce il museo del sale.

Museo del sale a Trapani

È inutile sottolineare quanto il mare possa essere importante per lo sviluppo di una terra, ed è ancora più ovvio, quanto questi possa essere importante per un’isola. Il mare dà, il mare prende. La prima cosa che immediatamente viene in mente quado si parla di mare, è la pesca. Ma c’è un elemento che nella storia dell’uomo ha inciso addirittura più del pesce. Stiamo parlando del Sale. Basti pensare all’uso infinito che facciamo del sale, ancora oggi, alle parole che usiamo, alle definizioni importanti che la lingua italiana ha associato al sale. Il Salario, il Sale della terra, per citarne alcune. Il sale è fonte di vita e di ricchezza.

Il museo del sale e le saline

Siamo a Paceco, Sicilia occidentale, dove tra mare e terra, la tradizione ha reso noti questi luoghi per saline. Il museo, che per essere precisi si trova in contrada Nubia, è stato fortemente voluto dal suo proprietario, signor Alberto Culcasi. Immerso nelle suggestive saline di Trapani, e circondato da immense vasche per la lavorazione del sale, racconta secoli di storia attraverso reperti, foto, attrezzi, sfuggiti alla sorte del tempo. Un’altra caratteristica peculiare del luogo e rappresentata dai “Molini a vento”. I Mulini, fanno parte della tradizione, ed erano utilissimi per la lavorazione del sale, oltre ad essere rifugio e capanno per gli attrezzi. La zona è bellissima e suggestiva, tant’è che “Le saline” sono di divenute riserva paesaggistica di competenza del WWF dal 1995. Recarsi in luoghi come il museo del sale, vi farà fare un tuffo nel passato.

Le Saline di Trapani
Le Saline di Trapani – luogo che ospita il museo del sale

I Mulini

Le guide vi faranno percorrere i sentieri che separano le vasche, vi porteranno all’interno dei Molini, e vi illustreranno gli attrezzi utilizzati per secoli per la lavorazione. Non vi sfuggira’ sicuramente quanto il microclima sia diverso in quelle zone. Infatti, la presenza costante di acqua, il sole cocente della Sicilia ed il vento creano, una vera incubatrice per il sale, con una percentuale di umidità elevatissima e delle temperature sopra la media. Grazie ad Archimede ed alle sue scoperte, e sfruttando con maestria le correnti d’aria, gli artigiani del si servivano dei mulini per l’estrazione dell’acqua necessari a riempire le vasche del sale. Oltre alla funzione di “pompaggio”, il movimento delle pale azionava un meccanismo di macina. Enormi e pesantissime ruote in pietra, venivano fatte girare per frantumare il sale, e renderlo più fine e idoneo alla vendita.

Museo del Sale: incredibile risorsa e tradizione ultima modifica: 2019-08-06T13:30:40+02:00 da Dalia Grasso

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