Appartenere ad un luogo come l’Italia, dove l’arte e la cultura si possono ammirare in ogni dove, è davvero una fortuna. Non ci rendiamo sempre conto di quanto la bellezza della nostra penisola sia sconfinata, e soprattutto quanto sia importante il nostro patrimonio immateriale. Oggi vi portiamo nel Museo egizio di Torino, uno dei più apprezzati musei del mondo. Grazie alla pregevolezza dei suoi reperti e delle sue fantastiche collezioni, viene considerato secondo solo dopo quello del Cairo!

Il Museo di Torino: la storia degli antichi Egizi a due passi dal centro città

Si sa, la cultura egizia ha da sempre attratto l’immaginario collettivo non solo degli italiani, ma anche degli altri abitanti d’Europa. Nell’Ottocento, a seguito degli scavi archeologici francesi in Egitto, il collezionismo di antichità egizie divenne una vera e propria moda. Ogni signorotto e blasonato voleva qualcosa che ricordasse le tradizioni di questo popolo così peculiare: Bernardino Drovetti, console generale di Francia durante l’occupazione in Egitto, era solito collezionare statue, sarcofaghi, mummie, papiri, amuleti e monili vari, tanto che arrivò a possedere circa 8000 pezzi. Non solo. Nemmeno i re erano immuni al fascino del paese delle piramidi! Nel 1824, il re Carlo Felice decise di acquistare una collezione egizia per la ragguardevole cifra di 400.000 lire (che per l’epoca rappresentavano davvero una bella somma!). Il re realizzò, in un secondo momento, il primo Museo egizio al mondo, collezionando anche altre pregiate opere.

Le piramidi, simbolo della civiltà egizia
Le piramidi, simbolo della civiltà egizia

Alla fine dell’Ottocento l’allora direttore del museo, Ernesto Schiaparelli, acquisì ulteriori collezioni, e presenziò personalmente ad importanti campagne di scavo in Egitto. Fu così che il Museo egizio ebbe modo di conservare, al suo interno, oltre 30.000 pezzi. Questi testimoniavano non solo la storia dell’antico Egitto, ma anche la quotidianità delle persone comuni. Il Museo egizio è infatti dedicato interamente all’arte degli Egizi, e vi si possono trovare mummie, papiri e tutto ciò che concerne la cultura di questa civiltà. Infine, questo meraviglioso museo è provvisto anche di un’importante biblioteca, oltre che di ambienti di restauro e di studio. Come se non bastasse, nel 2013 si è classificato tra i cinquanta musei migliori del mondo secondo il Times, famoso giornale britannico.

Il Museo egizio di Torino, orgoglio italiano

Il museo è stato soggetto a lavori di ristrutturazione e ampliamento, per poter garantire il suo ottimale funzionamento e una capacità di carico per un flusso così copioso di turisti. Oggi il museo risulta suddiviso in quattro piani, con un percorso di visita cronologico. Vi sono moltissime opere importanti, tra cui figurano il Canone Reale, conosciuto come Papiro di Torino, una delle più importanti fonti sulla successione dei sovrani egizi. Non mancano poi il tessuto dipinto proveniente da Gebelein e scoperto da Giulio Farina, e le seducenti statue delle dee egizie Iside e Sekhmet. Infine, non potevano non esserci le sculture del fiero Ramesse II, scoperte da Vitaliano Donati nel tempio di Karnak. L’interno del Museo è come caratterizzato da un’aura di mistero e di fascino, che quasi catapulta il visitatore nelle atmosfere tipiche del Regno degli antichi Egizi.

Oggetti della tomba di Kha, nel Museo egizio di Torino (foto di Hans Ollermann)
Oggetti della tomba di Kha, nel Museo egizio di Torino (foto di Hans Ollermann)

La sua importanza è tale che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha assegnato la gestione delle collezioni del Museo alla Fondazione museo delle antichità egizie. Fanno parte di questa iniziativa la Regione Piemonte e la Provincia di Torino, oltre che la Fondazione Cassa Risparmio Torino. Questa manovra permetterà che il Museo egizio di Torino possa essere gestito al meglio, e possa godere dei finanziamenti delle fondazioni bancarie. Che dire, chi non c’è ancora stato deve andarci di certo. Quando ricapiterà di avere un’avventura all’Indiana Jones nel centro storico di una delle nostre città?

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

Il Museo egizio di Torino, un’eccellenza tutta italiana ultima modifica: 2018-05-25T09:00:24+00:00 da Marcella Calascibetta

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