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Ha le sue radici nell’antica Repubblica Cispadana il tricolore italiano: verde, bianco e rosso. Il bianco e il rosso sono i colori che comparivano nell’antico stemma comunale di Milano. Il verde quello delle uniformi della guardia civica milanese. Sono passati esattamente 225 anni da quel lontano 7 gennaio 1797. Quando, nella sala consiliare del Comune di Reggio Emilia, la Sala Patriottica, nacque la bandiera nazionale italiana. Riferisce il verbale redatto quel giorno che, alla riunione del Congresso Cispadano, parteciparono cento deputati, in rappresentanza delle principali città della Cispadana: Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia.

bandiera della Repubblica Cispadana
Bandiera della Repubblica Cispadana

In quella fredda giornata di gennaio del 1797, a Reggio Emilia, i tre colori verde, bianco e rosso divennero rappresentativi dell’Italia e vennero adottati non solo per la bandiera ma anche per le coccarde che tutti i convenuti avrebbero dovuto appuntare sulla giacca. La proposta, del deputato Giuseppe Compagnoni, recitava infatti “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti“. La Repubblica Cispadana era stata costituita nel 1796 per riunire le principali città che Napoleone aveva reso indipendenti dagli antichi governi. Nel 1797 si fuse con la Repubblica Cisalpina, comprendente gran parte dell’antico Ducato di Milano e della Lombardia.

Quando il tricolore era un simbolo di speranza per i patrioti italiani

Erano però anni ancora di grandi turbolenze. La campagna d’Italia condotta da Napoleone aveva portato alla nascita di numerose repubbliche giacobine di impronta democratica. Ma i tempi non erano ancora maturi. Il congresso di Vienna (1814-15) e la restaurazione avevano soffocato le prime istanze di libertà. Eppure quella bandiera era diventata l’immagine e il simbolo dell’Italia. Sventolava sulle barricate dei primi moti risorgimentali. Era diventata un segno di libertà che accendeva gli entusiasmi del popolo e degli eroi risorgimentali. Un simbolo di speranza. Che fece scrivere a Goffredo Mameli in quello che diventerà l’inno nazionale Il canto degli italiani “Raccolgaci un’unica bandiera, una speme. Questa speranza si realizzò nel 1861 con l’Unità d’Italia, anche se già nel 1848 i Savoia avevano adottato il vessillo verde, bianco e rosso per il regno di Sardegna. “Personalizzandolo” con al centro lo croce bianca in campo rosso.

I “vivissimi, generali, prolungati applausi” all’Assemblea Costituente che ratifica la bandiera italiana

Tra alterne vicende, bisogna arrivare alla nascita della Repubblica perché la bandiera italiana diventi definitivamente quella attuale. Un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì come doveva essere la nuova bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all’articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. Il linguaggio ufficiale dell’Assemblea Costituente riporta: “La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni“. (E’ approvata. L’Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.)”. E quei “vivissimi, generali, prolungati applausi” la dicono lunga sull’emozione che deve avere attraversato in quel momento i cuori di tutti i partecipanti al voto della seduta. Scrive Paolo Peluffo, autore di un saggio sul Tricolore per la Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Sembra banale ma dietro queste poche, semplici, parole è racchiusa la grande storia risorgimentale del nostro Paese che portò all’Unità d’Italia, di cui la bandiera fu il principale elemento di aggregazione”.

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Verde, bianco e rosso perchè? La versione più diffusa vuole che il verde rappresenti quello delle valli, il bianco la neve delle nostre montagne, il rosso il colore del sangue dei martiri che hanno combattuto per l’unità d’Italia. Una interpretazione dal significato più strettamente religioso intende invece leggere nel bianco la fede, nel verde la speranza, nel rosso la carità, le tre virtù teologali. Sia come sia, il Tricolore ha un significato di estrema importanza. Rappresenta infatti uno dei tre simboli dello stato repubblicano, insieme all’Inno Nazionale e al Capo dello Stato. Come dire, uno dei nostri pilastri più rappresentativi.

Festeggiamo la nascita della bandiera italiana ultima modifica: 2022-01-07T09:00:50+01:00 da Cristina Campolonghi

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