Palermo. Terra rossa e aspra. Eco e nostalgia di oasi, compiaciuta di bellezza.  Rigogliosa, miscellanea di culture e culla d’identità siciliana. Bella e immensa. Le montagne d’agata la incorniciano e il mare, cangiante di toni, la bacia. La luce filtra interi quartieri, adombra cumuli di case e ne illumina altre. Alla scoperta di Palermo dalla storia plurimillenaria. Capitale Italiana dei Giovani 2017 e capitale italiana della cultura per il 2018.

Il fascino di Palermo

Palermo affascina e seduce. Crocevia di secoli, mescolanze di culture (che qui vivono e convivono da secoli) e splendore di monumenti. La Cattedrale, il Palazzo dei Normanni, un tempo sede imperiale e oggi dell’Assemblea regionale siciliana con i suoi mosaici della Cappella Palatina. Le cupole rossastre della chiesa romanico-orientale di San Giovanni degli Eremiti, il palazzo della Zisa e il duomo di Monreale. Per scoprire la città vi consigliamo di partire dai Quattro Canti (o piazza Villena, o Ottagono del Sole, o Teatro del Sole).

Cappella palatina a Palermo
Cappella Palatina all’interno del Palazzo dei Normanni – Foto di Pistillo99

La piazza è di forma ottagonale, si trova all’incrocio di Via Maqueda e il Cassaro, oggi via Vittorio Emanuele. I Quattro Canti, inoltre, segnalano i quattro quartieri principali. Alberghiera, La Loggia (al suo interno ospita il mercato più importante di Palermo: la Vucciria. Vi consigliamo di ammirare il quadro dedicato alla Vucciria di Palermo di Renato Guttuso presente a Palazzo Steri, a piazza Marina), il Capo e la Kalsa. A pochi metri dai Quattro Canti si trova: Piazza Pretoria detta anche piazza della Vergogna con la bellissima fontana di Francesco Camilliani.

facciata vista dal parco della Zisa di Palermo
La Zisa palazzo fortificato medievale a Palermo, costruito da maestranze arabe

Continuando alla scoperta della città di Palermo non si può proprio non fermarsi ad ammirare il Teatro Massimo in Piazza Verdi (alla fine di via Maqueda). Una curiosità: si racconta che durante la costruzione del Teatro, la tomba di una suora fu profanata. Da quel momento il fantasma vaga e abita il teatro. Oppure il Teatro Politeama in piazza Ruggero Settimo. Al quartiere della Kalsa, invece, fermatevi alla Chiesa dello Spasimo, al Foro Italico e fate un giro per tutto il quartiere. Qui è un pullulare di arte e di storia.

Palermo - interno della Chiesa dello Spasimo
Santa Maria dello Spasimo – Foto di Francesco Virzi’ – Opera propria, CC BY-SA 4.0

E ancora…

Non perdetevi le Catacombe dei Cappuccini (all’interno la mummia della piccola Rosalia Lombardo, morta a due anni di polmonite nel 1920 e considerata uno dei migliori esempi di mummificazione). Il Monte Pellegrino e le Grotte dell’Addaura. Il Santuario di Santa Rosalia, la patrona della città (il 14 e il 15 di luglio di ogni anno si svolge la festa con processioni e carri e il 4 settembre, invece, si celebra la festa liturgica). Oltre al mercato della Vucciria fate un salto a quelli di Ballarò, Capo e Borgo Vecchio.

immagine di Pane e panelle a Palermo
Pane e panelle, frittella di farina di ceci, tipico cibo da strada della cucina palermitana – Foto di Dedda 71

Lasciatevi tentare dallo street food. Panino ca meusa (pane con la milza, pane e panelle (le panelle sono piccole frittate fatte con farina di ceci), il cannolo con la ricotta e le “arancine” (si chiamano arancini nella parte orientale dell’isola). Per un tuffo al mare? Non solo Mondello, ma anche Capogallo, Addaura, Sferracavallo, Isola delle Femmine, Cefalù, Casteldaccia, Altavilla Milicia e tantissime altre ancora. Palermo è uno scrigno di bellezze «ornata di tante eleganze che i viaggiatori si mettono in cammino per ammirarne le bellezze di natura e di arte».

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Palermo: una storia di bellezza plurimillenaria ultima modifica: 2019-02-04T09:00:34+00:00 da Cristina Gatto

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