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Dal nostro blog itParigi

Il pane più incredibile di Parigi secondo Le Parisien? Quello di Pane Vivo! Vi accompagniamo nell’universo di grano siculo e lievito madre più cool della capitale. E ne abbiamo parlato con lui, Adriano Farano, ovvero il fondatore di questa boulangerie 100% italienne! Con un passato da giornalista e un vissuto che lo ha portato prima a Parigi e poi in California, Farano è di ritorno nella Ville Lumière. Il suo obiettivo? Dar vita a lui, al pain qui fait du bien! E voi chercheurs d’emploi, rimanete in ascolto: Pane Vivo sta assumendo.

A Parigi sbarca Pane Vivo: le pain qui fait du bien

Diciamocelo, a Parigi di certo il pane non manca. La Francia vanta un’antica tradizione nel campo della boulangerie. Ne è portavoce quel fragrante profumo che ci travolge, per esempio nel 4° arrondissement, a due passi da Notre Dame e in pieno regno baguette. Eppure, il pane così bello alla vista, può celare delle insidie. È per questo che vogliamo farvi riflettere sulla sua digeribilità. Se non riuscite, infatti, a digerire il panino divorato nella pause, occorre interrogarsi sulla causa.

Pane Vivo - Pane Vivo E Adriano Farano
Pane Vivo e Adriano Farano © Pane Vivo

Sarà l’ultima trovata del vostro capo diversamente simpatico? O l’ennesimo imbottigliamento nella metro, in incontri ravvicinati del terzo tipo a temperatura altoforno? Ebbene, no. Quella sensazione di gonfiore o a volte, di mal di stomaco, è determinata dal tipo di farina del vostro sandwich. Di questo e di tanto altro, abbiamo parlato con Adriano Farano, giornalista e fondatore di Pane Vivo, le pain qui fait du bien.

Ciao Adriano! Grazie mille di essere qui con noi di itParigi.it. Raccontaci la tua storia! Da giornalista prima a Parigi e poi negli States e ora di nuovo qui come boulanger. Come mai la scelta di fondare Pane Vivo nella Ville Lumière?

Grazie a voi, è un piacere! Guarda, il pane mi ha folgorato circa tre anni fa. C’è stata poi una congiuntura di altri avvenimenti, tra cui la nascita del mio terzo figlio. Inoltre, avevo da poco venduto la mia start-up in California e dopo nove anni vissuti nella Silicon Valley, avevo bisogno di una nuova sfida. Mettere le mani in pasta mi ha dato altre sensazioni rispetto a quelle delle apps e del giornalismo, ed è così che è iniziata.

Pensa che il primo forno di argilla l’ho costruito con le mie mani e con i piedi dei miei figli! Ho iniziato a vendere il mio pane in California, ma sia io sia la mia famiglia, avevamo nostalgia di Parigi dove pure avevamo vissuto per nove anni. Nella Ville Lumière avevo sviluppato la mia carriera giornalistica, avevo fondato la testata Café Babel. Ci mancava l’Europa, l’arte e la bellezza di Parigi e così ho deciso di fondare Pane Vivo qui. Certo il ritorno non è stato facile: ci siamo ritrovati nel bel mezzo delle proteste per le pensioni e delle manifestazioni dei gilets jaunes. Nonostante questo, ci siamo fatti forza e ci siamo buttati con gioia in questa nuova avventura.

Qui a Parigi hai trovato un ambiente ostile o propositivo per il lancio della tua boulangerie?

La vecchia guardia è stata molto ostile, soprattutto all’inizio. I consumatori invece ci hanno accolti a braccia aperte. Ricordo bene la conversazione con un panettiere insignito del titolo di meilleur ouvrier de France. Mi guardava dall’alto dei suoi trent’anni d’esperienza nella boulangerie, giudicandomi un pivello! Per lui i grani antichi, che io mi ostinavo a proporre, erano troppo costosi. Difendeva le varietà moderne di grano, più redditizie ma anche più dannose per l’organismo. I consumatori invece, hanno capito da subito la novità di Pane Vivo e ci hanno apprezzati da subito. Poi, sai, il pane rievoca delle storie che affondano le loro radici nella spiritualità in generale e nella cristianità in particolare.

Pane Vivo - Pane Vivo Adriano E Il Suo Pane
Adriano Farano e il suo Pane Vivo © Pane Vivo Facebook

Perfino nell’Antico Egitto il pane era venerato come un elemento divino. E se andiamo ancora più lontano nel tempo, il pane ha segnato il passaggio dell’Uomo al Neolitico! Fu proprio l’Homo Sapiens a usare un pestello per schiacciare prima i grani d’avena e poi quelli di grano. L’Uomo ha poi osservato il miracolo della fermentazione ed è così che è nato il pane. Chissà perché però, la magia della lievitazione con grani integrali, conosciuta fin dalla Preistoria, è stata “dimenticata” nei secoli…

Arriviamo ad oggi in cui nel pane ci sono più di quattordici additivi, troppo sale e una lievitazione troppo rapida con lievito di birra! Tutto ciò è dannoso per la nostra salute. Noi di Pane Vivo, invece, vogliamo tornare alla tradizione con una visione futuristica del nostro prodotto. Vogliamo insomma unire la bontà della tradizione con la modernità della scienza odierna, ad esempio facendo appello ad analisi del glutine che abbiamo commissionato prima di scegliere le nostre farine.

Adriano, svelaci ti prego, un ingrediente fisico e uno morale, indispensabili per fare il miglior pane del mondo. O almeno per fare quello di Pane Vivo

L’ingrediente fisico indispensabile è sicuramente la farina. La maggior parte dei panettieri fanno il giro dei grandi mulini industriali e rintracciano la miglior offerta per ricevere finanziamenti utili all’avvio della loro attività. Sono spesso i grandi mulini che finanziano la creazione di boulangeries. Quindi il loro scopo non è reperire la farina migliore per la nostra salute. Il lato nutrizionale del grano passa totalmente in secondo piano. Pensa che, molto spesso, manca del tutto la scheda nutrizionale della farina.

Ho passato tre anni a testare centinaia di farine, per il lancio di Pane Vivo. Poi, ho fatto analizzare quelle che ritenevo più interessanti e la scelta è ricaduta su una farina grano duro di varietà Russello. Si tratta di una farina autoctona siciliana, la cui spiga ha un colore leggermente rossastro. La bellezza di questo grano è che presenta un glutine altamente biodegradabile nel corpo umano, vale a dire al 100% digeribile.

Pane Vivo - Bruschetta
Uno dei prodotti di Pane Vivo : la bruschetta © Pane Vivo Facebook

Il secondo ingrediente indispensabile, quello morale, è la parola. Il pane bisogna spiegarlo ed è quello che facciamo a Pane Vivo. È una magia che oscilla tra il mitos e il logos e la scelta del grano siculo ci riporta alle leggende greche. Diodoro Siculo, uno storico del 90 a.C., racconta che la dea Demetra avesse donato il grano ai sicelioti per averla consolata del ratto di sua figlia Persefone, ad opera di Ade. È bello avvolgere i nostri clienti nell’abbraccio del racconto mitico. È pura luce. Infatti per noi, i nostri commessi non sono semplici vendeurs. Noi preferiamo chiamarli éclaireurs : cioè portatori di quella luce che è il nostro pane, di una vera e propria attività educativa in direzione del consumatore.  

In un post provocatorio in rete, accennavi all’alto tasso glicemico della baguette. Vuoi spiegarci, ancora una volta, perché il pane è spesso indigesto?

Beh, se mi parli di quella baguette di grano bianco che criminalmente si vorrebbe elevare a patrimonio culturale/alimentare della Francia, dico la mia. Il pane bianco è estremamente nocivo all’organismo. Ma se si realizza la stessa baguette con un grano integrale e nobile, il risultato è sensazionale e sano! Riassumendo, i problemi di un pane indigesto sono tre:

  1. Il grano: vengono preferiti grani di varietà moderna che sono più redditizi, ma nocivi alla salute;
  2. La farina: quella bianca viene privata dell’endosperma, del germe insomma, cioè della parte più nobile del grano. Ecco perché nella farina ci sono troppe tracce di zuccheri;
  3. La fermentazione: il lievito di birra è nefasto! Infatti, sviluppa una lievitazione troppo veloce che impedisce all’organismo di assimilare i minerali contenuti nella pianta. Invece da Pane Vivo utilizziamo solo il lievito madre che viene da una molitura integrale. Tutto questo per creare un alimento a tutto tondo, rendendo finalmente giustizia al pane!

Dove possiamo trovarvi a Parigi e quali sono i progetti futuri di Pane Vivo?

Ci trovate nel 20e arrondissement, quartiere Ménilmontant al 49 rue de la Chine. Abbiamo inoltre, circa una dozzina di punti di distribuzione in tutta la capitale francese accessibili sul nostro sito. Per esempio, da RAP, la miglior épicerie italiana di tutta Parigi, distribuisce il nostro pane e ne siamo molto orgogliosi. Tra i progetti futuri di Pane Vivo c’è quello di continuare a realizzare le pain qui fait du bien.

La nostra azienda sta avendo molto successo e siamo alla ricerca di nuovi éclaireurs o éclaireuses, che amino da morire il pane come noi e che siano bilingue in Francese. Perché come ti dicevo prima, il nostra pane va spiegato e raccontato: il cliente merita di essere informato. I nostri consumatori hanno il diritto di conoscere da vicino la magia gustativa e salutare dei nostri prodotti.

Adriano, ti ringraziamo di questa bella chiacchierata e ti auguriamo il meglio per la tua boulangerie

Grazie a voi!

E voi, éclaireurs e éclaireuses in ascolto? Se pensate di essere la perla rara, la persona giusta per emanare la luce dei prodotti di Pane Vivo, la fortunata boulangerie aspetta le vostre candidature. Visitate la pagina Facebook o il sito ufficiale e inviate i vostri CV nella sezione “contatti”.

Bonne chance, alors et bon appétit! E ricordatevi sempre che:

Pane è la più gentile, la più accogliente delle parole. Scrivetela sempre con la maiuscola, come il vostro nome.

(Insegna di un caffè russo)
Pane Vivo: boulanger a Parigi – Italians do it better ultima modifica: 2020-07-14T09:00:00+02:00 da Sarah Jay De Rosa

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