Vi ricordate La gabbianella e il gatto, il film d’animazione diretto da Enzo D’Alò basato sul romanzo di Luis Sepulveda? In una delle scene iniziali una piccola imbarcazione si schianta contro una petroliera, provocando la fuoriuscita del greggio in mare. Un vero e proprio disastro ambientale che porterà alla morte della madre di Fortunata, la piccola gabbianella. Uno scenario immaginato dall’autore, ma molto comune nei nostri mari. Tuttavia, grazie ai ricercatori italiani, probabilmente nulla di tutto ciò si ripresenterà. Come? Con una polvere in grado di mangiare il petrolio.

Polvere magica mangia petrolio: la Minerv Biorecovery

In occasione della Giornata mondiale dell’ambiente è stata presentata Minerv Biorecovery, ovvero una micro-polvere capace di eliminare il petrolio. Un progetto tutto italiano realizzato dalla bolognese Bio-On e dall’Istituto per l’ambiente marino e costiero di Messina. Ma cos’è e come funziona? All’interno di questa polvere sono presenti alcuni microrganismi che sembrano essere ghiotti di oro nero. Dei semplici batteri che si nutrono inizialmente di bioplastica Phas, per poi attaccare il petrolio. Un processo che si attiva entro cinque giorni da loro rilascio e che si conclude in circa venti. Ovviamente il tutto senza inquinare. Questi batteri sono infatti già presenti in natura e la bioplastica Phas (il “mangime” di questi batteri) è totalmente biodegradabile. Questo proietta la Minerv Biorecovery tra le migliori soluzioni nel settore. Gli altri rimedi, nonostante la loro efficacia, non sono del tutto non-inquinanti e spesso creano più danni che altro.

petrolio

Mari inquinati

Nei prossimi mesi saranno effettuati test su larga scala per testare l’efficacia di questa polvere. Il suo utilizzo non riguarderà solo grandi disastri ambientali, ma anche la pulizia di porti e cantieri navali. A ridosso di questi luoghi, infatti, l’ambiente marino viene spesso messo in ginocchio a causa dei riversamenti in mare di sostanze inquinanti. Raffinerie e cisterne sono tra i peggiori nemici per la salute degli oceani, e spesso il problema non viene preso neanche in considerazione. Si spera così, con l’aiuto di questi speciali batteri, di rendere più pulite le acque a ridosso dei grandi porti. Non solo dal petrolio, ma dalla plastica in generale. La ricerca si sta concentrando per rendere questa polvere efficace contro tutte le sostanze inquinanti. Con un solo obiettivo: arginare ed eliminare questo fenomeno che sta mettendo a dura prova Madre Natura.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Petrolio: dall’Italia il rimedio all’inquinamento dei mari ultima modifica: 2017-06-21T08:42:43+02:00 da Gabriele Roberti

Commenti