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Le città d’Italia sono ricche di miti e leggende. Se si volge lo sguardo a metropoli antiche come Roma, poi, il numero di storie tramandate nei secoli cresce in maniera esponenziale. Nei pressi del Pantheon è possibile individuare via di Sant’Eustachio, la cui forma triangolare conferisce l’idea di uno slargo. Ciò ha spinto i romani a riferirsi a questa piccola area come piazzetta.

Questo non è però il nome ufficioso completo. A Roma tutti si riferiscono a questa piccola fetta di città come piazzetta alchemica. La seconda parte del nomignolo deriverebbe da un’antica credenza popolare. Si narra che qui vi fosse l’abitazione di un mago alchimista molto abile, celebre per le sue grandi imprese.

Il mito della piazzetta alchemica

Chi era il mago alchimista che si presume abbia abitato in una casa in via di Sant’Eustachio, ovvero piazzetta alchemica? Il mito vuole che il suo nome fosse Francesco Giustiniani Bono. Un nome fasullo, alter ego di Giuseppe Francesco Borri, noto e celebre alchimista vissuto nel Seicento. Un personaggio a dir poco inviso alla Chiesa cattolica, considerando il gran numero di imprese pseudo scientifiche.

piazzetta alchemica - la chiesa
Basilica di Sant’Eustachio – Roma – Fonte: Wikipedia, Autore: LPLT CC BY-SA 4.0

Una figura ben nota, il cui nome è ben legato a una lunga serie di attività occulte. Basti pensare alla porta alchemica di villa Palombara, riportata in un resoconto di Francesco Girolamo Cancellieri. Questi citava una figura inquietante, un alchimista ospite della villa. Il mito vuole fosse proprio Borri. Ad oggi la piazzetta alchemica è nota anche per delle presunte apparizioni dell’oscuro figuro, che si aggirerebbe ancora nell’area, portando avanti i propri esperimenti.

La leggenda di Sant’Eustachio

In cima alla facciata della chiesa di Sant’Eustachio vi è posto il simbolo del santo. Si tratta della testa di un cervo, tra le cui corna si distingue una croce. È questa la visione che ebbe un soldato romano, il cui nome era Placido.

La leggenda vuole fosse un semplice soldato o un generale dell’esercito romano. Non vi sono fonti storiche a supportare il mito. Durante una battuta di caccia riuscì a colpire un cervo con una freccia. Ne scaturì un inseguimento tra l’uomo e l’animale. Una volta raggiunto l’animale in fuga, Placido ebbe modo di osservare per bene le sue corna maestose, notando al loro centro una croce. Una visione mistica e, stando alla leggenda, il soldato udì una voce nella propria mente: “Placido, perché mi perseguiti? Io sono il Cristo che tu onori senza saperlo”.

Chiesa Sant'Eustachio, simbolo del cervo
Chiesa Sant’Eustachio, simbolo del cervo – Fonte – Wikipedia, Autore: Carlomorino Pubblico dominio

Un evento che spinse il soldato a convertirsi al cristianesimo, prendendo il nome battesimale di Eustachio, disertando l’esercito romano. L’Imperatore Adriano lo fece catturare, conducendolo al circo per essere sbranato dalle belve. Queste, però, si mostrarono mansuete dinanzi all’uomo. Adriano fece dunque rinchiudere l’uomo con moglie e figli in un grande toro di bronzo, dando ordine di arroventarlo con braci ardenti sotto al ventre. Un martirio che viene riportato nel grande dipinto di Francesco Ferdinandi, custodito all’interno della chiesa romana.

La leggenda della piazzetta alchemica di Roma ultima modifica: 2021-06-23T09:00:00+02:00 da Luca Incoronato

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