Vi siete mai fermati a Piazza Vittorio Emanuele II conosciuta come con il nome di Piazza Vittorio nella città di Roma? In questo angolo di Rione Esquilino, si annida una meraviglia, una delle testimonianze alchemiche più importanti del mondo. Tra suggestioni e magia campeggia la Porta Alchemica, unica sopravvissuta delle cinque porte di Villa Palombara.

Porta Alchemica, Roma
Rione XV Esquilino, Roma – di Mikhail Malykh, CC BY 3.0

Porta Alchemica: simbolo dell’alchimia occidentale

La Porta Alchemica, chiamata anche Porta Magica, Porta dei Cieli o Porta Ermetica, è stata edificata nella seconda metà del Seicento dal Marchese di Pietraforte, Massimiliano Palombara, personaggio eccentrico e grande appassionato di alchimia, esoterismo e frequentatore della corte romana della Regina Cristina di Svezia. La Regina, infatti, era una grande cultrice di queste materie e possedeva un rivoluzionario laboratorio in cui sperimentare e che veniva gestito dall’alchimista Pietro Antonio Bandiera. In questo clima di magia il Marchese muove i suoi primi passi, partecipa attivamente alle attività dell’Accademia dell’Arcadia fondata da Cristina di Svezia e fa realizzare un laboratorio nel seminterrato della sua villa sul colle Esquilino.

La leggenda

La leggenda narra di un pellegrino che venne ospitato per una notte presso Villa Palombara. Si narra, inoltre, che il nome del pellegrino non fosse altro che quello dell’alchimista Francesco Giuseppe Borri. L’uomo, alla ricerca di un’oscura pianta in grado di produrre dell’oro, fu visto scomparire attraverso la Porta Alchemica. Sempre secondo la leggenda, si racconta che l’alchimista lasciò dietro di se una carta colma di enigmi e simboli magici riconducibili al segreto della pietra filosofale e alcune pagliuzze d’oro, simbolo di una riuscita trasmutazione. Il contenuto del manoscritto venne fatto incidere dal Marchese sulle cinque porte, con la speranza, un giorno, di poterlo fare decifrare. Secondo alcune coincidenze storiche si è ipotizzato che il manoscritto del pellegrino, in realtà potesse essere il Manoscritto Voynich, “il libro più misterioso del mondo”.

Porta Alchemica, Roma
Dettaglio, Rione XV Esquilino, Roma – Di Mikhail Malykh

I simboli e il mistero della pietra filosofale

Sul frontone della Porta Alchemica si trovano due triangoli sovrapposti e delle iscrizioni in latino.  Alla base si trova una parola palindroma “Si Sedes Non Is”; se siedi non vai e che al contrario si può leggere come “Si Non Sedes Is”; se non siedi vai. Sempre sul frontone della Porta Alchemica, una rappresentazione alquanto interessante salta all’occhio. Il sigillo di Davide è circoscritto in un cerchio con la punta superiore impegnata da una croce che si collega ad un cerchio intero. La punta inferiore, invece, è occupata da un oculus, simbolo alchemico che rappresenta il sole e l’oro. Il fregio rappresenta il simbolo dei Rosacroce ed è riportato in molti volumi del Seicento. L’oculos, in particolare, accompagnato dalla scritta Novus Ordo Seclorum richiama la scritta collocata sul frontone: Aureum Seculum Redivivum.

Piazza Vittorio
Monumento ai caduti, a destra Porta Alchemica – di Sailko – Opera propria, CC BY-SA 3.0

La sua forma piramidale ricorda il simbolo utilizzato nelle banconote americane da un dollaro e la figura adoperata dalla setta degli Illuminati di Baviera. I simboli alchemici che adornano gli stipiti sono una successione dei pianeti in associazione ai metalli. Ad ognuno dei pianeti viene accostato un motto di natura ermetica dal basso in alto a destra, per poi andare dall’alto in basso a sinistra, secondo la direzione del motto ebraico Ruach Elohim. La Porta Alchemica, rappresenta un passaggio storico, il rovesciamento dei simboli collegati al cristianesimo verso un nuovo modello spirituale che si stava andando a sviluppare nel corso del Seicento.

Quel che resta di Villa Palombara

Sul finire del 1800 la Villa venne demolita per la riqualificazione del rione. L’unica parte di Villa Palombara che si è salvata, è proprio la Porta Alchemica, ma l’attuale posizione non è quella originaria. Villa Palombara, infatti, sorgeva tra la via Gregoriana, oggi Merulana, e il rettilineo di quella che era chiamata via Felice. Smontata e rimontata tra il 1873 e il 1888, le vennero collocate ai lati due statue. Le figure che ancora oggi sembrano far da guardiani alla Porta Alchemica, vennero rivenute nei pressi del colle Quirinale, dove sorgeva un tempio dedicato alle due divinità egiziane Iside e Serapide. Le due statue rappresentano Bes, divinità egizia, numi e protettori dalle forze del male e tutore della casa.

Cristina Gatto

Autore: Cristina Gatto

Mi chiamano Chinaski e come il Perozzi di Amici miei, ho quasi dimenticato che il mio nome è Cristina. Ho una passione viscerale per il cinema e per la musica, colleziono vinili e oltre i libri leggo parecchi fumetti. Amo i gatti (nomen omen). Cos’altro aggiungere? Non pedalo perché non ho voluto la bicicletta, sono irriverente, sempre pronta alla battuta, dotata di autoironia (l’altezza l’avevano terminata) e come Luciano Bianciardi spesso mi domando “chissà se riuscirò a trovare la strada di Itaca, un giorno?”

Porta Alchemica: curiosità e leggende di una Roma misteriosa ultima modifica: 2018-06-21T09:00:18+00:00 da Cristina Gatto

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