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«C’era una volta… – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.» Così recitava l’incipit di quello che sarebbe diventato uno tra i più noti libri della letteratura italiana. È la storia di Pinocchio raccontata da Carlo Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini. Un esilarante susseguirsi di vicende nelle quali il protagonista si butta a capofitto. Ma anche un intreccio di personaggi i cui tratti salienti danno alla narrazione l’aspetto di un racconto non solo per bambini.

Pinocchio: la prima stesura

Passato dalle mani di mastro Ciliegia a quelle di Geppetto un semplice pezzo di legno, un giorno, prende la forma di un burattino animato. Monello e dispettoso, per buona parte della storia, Pinocchio non sembra manifestare gratitudine verso il falegname che lo considera come un figlio. Promette ma non mantiene. Come quando alla scuola preferisce il Teatro dei Burattini procurandosi il biglietto dalla vendita dell’abbecedario che con fatica Geppetto gli aveva acquistato. O ancora quando si lascia sedurre dal Gatto e la Volpe venendo meno all’impegno di portare al “padre falegname” i cinque zecchini donatigli da Mangiafuoco. Già sulle prime, inoltre, s’incontra uno dei personaggi chiave.

pinocchio dipinto su delle tavole di legno marroni
“Disneyland Parigi” by Allibito is licensed under CC BY-NC-SA 2.0 

Il Grillo parlante che, da vivo, ha giusto il tempo di rimproverare Pinocchio una sola volta. Istintivamente infatti il burattino, infastidito dalle parole di ammonizione del Grillo, gli scaraventa contro un martello. Gesto che non basta per azzittire la “coscienza che è dentro ciascuno di noi” e così lo spettro del Grillo continuerà ad apparirgli nel corso della storia. Truffato dal Gatto e la Volpe, in un secondo momento travestiti da briganti, Pinocchio tenta di darsi alla fuga nascondendo le monete d’oro in bocca. Ma fa appena in tempo a bussare alla casa della Fata Turchina che subito viene acciuffato e impiccato al ramo di una quercia. Qui terminava la prima stesura dell’opera che Collodi aveva pubblicato in episodi nel 1881 sul Giornale per i bambini. E poi? Cos’è successo?

Il proseguo di Pinocchio

Pare che Collodi non credesse troppo nel suo lavoro considerandolo una “bambinata”! Un inizio davvero sorprendete se pensiamo al riscontro che questa produzione suscitò. E fu proprio l’interesse popolare, unitamente alla richieste di Ferdinando Martini Direttore del giornale, a smuovere l’autore. Il racconto ebbe quindi un seguito e cambiò titolo. Da “La storia di un burattino” a “Le avventure di Pinocchio”. Serviva allora un modo per liberare il protagonista dal ramo sul quale era stato appeso alla fine della “prima serie”. E così si delinea il personaggio della Fata Turchina, precedentemente appena accennato. Tratto in salvo anche questa volta Pinocchio non pare cambiato. Nuovamente Collodi sceglie di rimarcare l’aspetto che più lo caratterizza. Un instancabile irriconoscente bugiardo.

pinocchio in una scena del film con gli altri personaggi
“Disneyland Parigi” by Allibito is licensed under CC BY-NC-SA 2.0 

Derubato e condannato ingiustamente, Geppetto si dispera non sapendo più dove cercarlo. Parte così per l’America ma finisce inghiottito da un e Pescecane. Tra un peripezia e l’altra Pinocchio, libero dal carcere, viene aiutato più volte dalla Fata Turchina. Più maturo, promette di comportarsi bene, di studiare e frequentare la scuola. In cambio la Fata lo trasformerà un giorno in un vero bambino. Eppure nuovamente il burattino “cade in errore”. Nel Paese dei Balocchi Pinocchio viene trasformato in un asino con l’amico Lucignolo. Ancora una volta è la Fata a liberarlo dai guai. E Geppetto? Pinocchio si avventura in mare per cercarlo. Entrato nel ventre del grande Pescecane, il burattino trae in salvo il padre. Segue ancora qualche altra vicenda ma alla fine Pinocchio riesce finalmente a diventare un ragazzo in carne e ossa.

I personaggi…

Pinocchio è protagonista dell’intera opera. Altri personaggi svolgono, insieme a lui, un ruolo fondamentale nella narrazione. Senza di essi non sarebbero scaturiti alcuni tratti salienti dello stesso burattino e la storia conterebbe un minor numero di significati. Primo fra tutti Geppetto. Semplice e irascibile ma al contempo buono d’animo. Perdona tutte le malefatte di Pinocchio al quale si lega indissolubilmente a seguito di una vita trascorsa da uomo solo. Nel racconto alcuni particolari descrittivi, quale il fuoco disegnato sul muro a simboleggiare il focolare, sottolineano la povertà di Geppetto. Un aspetto che ancor più dà valore alle azioni che il falegname compie per Pinocchio. Poi c’è il Grillo parlante. La coscienza che parla dentro ciascuno di noi e che sebbene alle volte vorremmo azzittire continua a manifestarsi.

…e le loro caratteristiche

Seguono il Gatto e la Volpe. Truffatori scaltri ma solo con gli ingenui propensi a farsi raggirare. Rappresentano la tentazione, la via più facile verso la ricchezza. Meschini perché mettono in atto i loro piani con i più deboli. A sbagliare sono tuttavia in tre. Anche Pinocchio non può infatti essere scusato. Il Gatto e la Volpe simboleggiano uno tra gli aspetti più beceri e vigliacchi della realtà che però esiste, pertanto è bene mettersi in guardia e saperli affrontare. Infine la dolce Fata Turchina. Agisce come una madre. Ad un certo punto acquisisce le sembianze di una donna comune. Non è solo un personaggio che usa la magia per tirar fuori Pinocchio dai pasticci ma ha un valore educativo. Le sue parole sono volte a far riflettere il burattino, come quando utilizza la metafora delle bugie dalle gambe corte e di quelle dal naso lungo.

Un successo eccezionale

“Le avventure di Pinocchio”, trasposta in ben 240 lingue, è infatti ad oggi la seconda opera più tradotta della letteratura mondiale nonché la prima tra le italiane. Stupisce forse pensare che all’undicesimo posto ci sia Harry Potter ma al tempo stesso questo dato, scaturito da un’indagine del 2015, rinforza ancor più il valore di una storia intramontabile.

Sabrina Cernuschi

Autore: Sabrina Cernuschi

Laureata in Scienze Storiche lavoro da anni nel campo della didattica culturale. Amo curiosare dietro i perché delle cose per scoprirne le origini, le storie e rimanerne entusiasta un po’ come capita ai bambini quando esplorano! Per questo prediligo scrivere articoli a tema cultura: sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui indagare!
Pinocchio: l’opera più tradotta della letteratura italiana ultima modifica: 2019-12-19T10:00:00+01:00 da Sabrina Cernuschi

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