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Possiamo affermare che gli artisti con le loro opere sono stati degli psicoanalisti ante-litteram. Costoro hanno scandagliato per primi quelle regioni psichiche che poi la psicoanalisi ha permesso di esplorare. Vi è una stretta connessione tra il bello artistico e la psicoanalisi. Nel primo c’è sempre una quota di angoscia e di perturbante. Dialogheremo qui con lo psicoanalista Alessio Testani del rapporto tra psicoanalisi e arte.

Psicoanalisi e lo stimolo estetico: i meandri della mente

“Sappiamo che lo stimolo estetico ci permette di guardarci dentro. Ci guida, cioè, dalla realtà esterna a quella interna. Influenza così il nostro apparato emozionale. In passato, la psicoanalisi ha ridotto gli elaborati artistici a meri sintomi. Ciò allo scopo di comprenderne i significati latenti. E arrivando così a svilire la sua stessa anima poetica. Quest’ultima è stata intuita magistralmente da Bion. In che modo? Con l’affermazione che non è stata la psicoanalisi a scoprire Edipo. E’ Edipo, cioè un prodotto narrativo e creativo, a fondare la psicoanalisi”. Esordisce così lo psicologo Alessio Testani. Insieme a lui ci addentreremo nei significati che l’arte può infonderci a livello psicoanalitico.

Un dipinto astratto visto in psicoanalisi

“Pensiamo ad esempio, quando nello Zibaldone, Giacomo Leopardi parla di una malinconia “mortifera” che annienta il pensiero. E di una “più dolce dell’allegria” in grado di generare il bello. Qui, sta dando alcuni anni prima di Freud, una duplice definizione di malinconia, simile a quella freudiana”.

Psicoanalisi dell’arte o psicoanalisi dall’arte?

“Seguendo una recente e feconda intuizione di Di Benedetto, dovremmo passare da una psicoanalisi dell’arte a una psicoanalisi dall’arte. Ad esempio potenziando la nostra capacità di pensare e rappresentare il nostro mondo interno tramite la pittura e le arti visive” – continua Testani.

Psicoanalisi, arte e il ruolo della musica

“Prendiamo spunto dalla musica. Essa organizza la costellazione dei suoni. Sicché, possiamo donare una struttura discorsiva al mondo sonoro che ci circonda. E al nostro mondo interiore. Oppure rivolgendoci alla poesia e alla narrativa. Queste, infatti, sono in grado di esprimere e rappresentare emozioni vissute. Tuttavia inconsce. Possiamo dunque trovare nuovi sentieri per colmare la distanza tra pathos e logos”.

Il metodo superato della psicologia dell’artista

Il nostro interessante colloquio con Testani si approfondisce con la sua disamina. Il metodo di partire dall’opera d’arte per cercare di capire la psicologia dell’artista, oggi è stato quasi del tutto accantonato. Questa sorta di psicobiografia, trattava gli elaborati artistici come fossero dei sogni o delle fantasie inconsce. Trasformando praticamente l’artista in un analizzando. Il primo ad aver intrapreso tale strada fu Freud con il saggio su Leonardo del 1910”.

Una pittura astratta con i toni del blu visto in psicoanalisi

In un altro lavoro, Il Mosè di Michelangelo,  lo scopo di Freud non è scandagliare l’opera d’arte al fine di delineare il mondo interno dell’artista. Quanto invece svelare stati psicologici universali comuni a tutti. Come in questo caso, il controllo dell’ira”.

Un foglio dipinto ad acquerelli. Pittura in psicoanalisi

“Interessante è anche quando si analizza un’opera d’arte a prescindere dal mondo interno dell’artista. Ciò, come se il prodotto artistico avesse un inconscio a sé stante. Nonché una vita psichica indipendente. Come nel saggio di Freud Il delirio e i sogni nella “Gradiva”  di W. Jensen”.

L’arte come controllo dell’angoscia esistenziale

“’Secondo Ferrari, la letteratura nasce da un’ esigenza dell’artista di controllare l’angoscia dell’esistenza. Assume pertanto il ruolo di un’autoterapia. Per Lavagetto, la natura artificiosa dei prodotti espressivi può essere accostata a quella dei sogni”.

Il tema dell'albero in psicoanalisi

“L’opera d’arte non scaturisce soltanto dalla soddisfazione allucinatoria immediata del desiderio da parte dell’artista. Bensì da una sorta di accomodamento tra il principio di piacere e il principio di realtà”.

Il rapporto tra arte e psicoanalisi per Melanie Klein

“Per Melanie Klein e i suoi epigoni, l’artista crea sotto la spinta di due istanze psicologiche. L’angoscia persecutoria e l’angoscia depressiva. Nel primo caso si generano simboli innocui. Simboli che sono in grado di sostituire quegli oggetti sentiti come minacciosi. Nel secondo caso si assiste a un meccanismo di ricostruzione dell’oggetto perduto”.

Arte: creare fantasmaticamente per costruirsi

“Vediamo ora la prospettiva di Bion. Possiamo affermare che la mente si costruisce quando è in grado di creare fantasmaticamente degli elementi. Sia l’arte che il sogno sono il frutto di questa creazione. Quindi lo sviluppo psichico è necessariamente legato alle capacità creative”.

Teorie brillanti e innovative: Matte Blanco

Per lo psicoanalista cileno Matte Blanco, inizialmente l’artista con un atto di superbia cerca di distruggere Dio. E di sostituirsi a lui nell’atto creativo. Successivamente sperimenta un sentimento depressivo di debolezza e impotenza. Gli stessi vissuti di autoesaltazione e autodenigrazione sono provati dal fruitore davanti a un’opera d’arte”.

Psicoanalisi e arte: il nostro mondo interno tramite la pittura ultima modifica: 2021-01-04T09:00:00+01:00 da Antonella Marchisella

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