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Riconoscere da alcuni dettagli due statue del Seicento che sembravano perdute. E restituirle, così, affinché possano tornare alla pubblica fruizione. Una storia bella quella che arriva da Genova. Il Comune, di recente, ha acquisito una coppia di busti in marmo che torneranno nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato. I due busti fanno parte di un complesso marmoreo della chiesa. A restituirli la famiglia Lavarello. I marmi raffigurano i coniugi Gentile. A realizzarli lo scultore barocco Daniele Solaro (1649-1709). Risalgono quindi al periodo del Barocco. Erano andati perduti durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Oggi il ritrovamento dei due busti del Seicento e la loro restituzione.

I due busti visti da vicino
I dettagli delle due opere. Foto tratta dalla pagina Facebook Genovamorethanthis

I busti del Seicento scoperti casualmente

E dietro il ritrovamento dei due busti del Seicento c’è una casualità. I perduti ritratti di Tommaso Gentile e Ginetta Pinelli scoperti da un giovane storico dell’arte, che chiamato a fare una verifica su di essi, ha scoperto una certa somiglianza con le opere di Solaro. In occasione di una divisione ereditaria ha coinvolto lo storico dell’arte Gabriele Langosco per una perizia su una raccolta di opere.Sono due sculture  che vennero commissionate dai nipoti diversi anni dopo la morte dei nonni per decorare la cappella – chiarisce Langosco – Si tratta di due busti molto pregiati, tasselli importanti per l’arte barocca genovese. Erano stati documentati attraverso alcune foto nel 1922 e pubblicati in un articolo sulla scultura genovese. Pensavamo fossero andati persi durante i bombardamenti ma grazie alle fotografie li ho potuti riconoscere”.

Interessate, poi, le autorità e in particolare il Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale dei Carabinieri e la Procura di Genova per avviare le procedure per restituire le opere.

La collocazione originaria dei due busti

I ritratti in marmo dei coniugi fanno parte della cappella Gentile dell’Annunziata del Vastato. Verranno inseriti dopo settant’anni accanto alla pala d’altare di Domenico Piola, che rientrerà a Genova dopo l’esposizione alle Scuderie del Quirinale, a Roma. “Siamo intervenuti dopo che erano stati rintracciati i beni – ha spiegato Carlo Ferro vice comandante dei carabinieri Nucleo culturale – abbiamo ricostruito i passaggi di questi beni per essere certi che fossero proprio quelli che adornavano la cappella. Abbiamo verificato che non ci fossero responsabilità penali recenti, che non sono risultate, e abbiamo controllato la valenza giuridica della donazione”.

La chiesa dove si trovavano i due busti
Carlo Barabino, la neoclassica facciata della basilica della Santissima Annunziata del Vastato (Genova) (ca. 1840) Twice25 CC BY 2.5

Un grande arricchimento per la città e per il suo patrimonio. Un grande lavoro avviato in sinergia e che permetterà dopo tanti anni di rivedere i due busti nella loro originaria collocazione.

L’articolo che ha permesso il riconoscimento

Per arrivare alla scoperta, come ha raccontato lo stesso storico dell’arte, utile il raffronto con un’immagine ripresa da un articolo su Daniele Solaro firmato da Mario Labò, e pubblicato nella rivista Rassegna d’Arte Antica e Moderna. Poi la guerra e il bombardamento, ma i due busti sopravvissero al crollo. Non è chiaro poi quale sia stato il loro destino: se siano stati venduti per finanziare la ricostruzione della cappella. Oppure trafugati e poi utilizzati in qualche mercato antiquario. E infine in una collezione privata. Ed è lì la riscoperta e adesso la riconsegna al Comune.

Fonte foto immagine in evidenza, pagina Facebook Genovamorethanthis

Ritrovati due busti del Seicento, sono di una basilica di Genova ultima modifica: 2021-09-03T12:30:00+02:00 da Federica Puglisi

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