Si chiama Nao e non è il protagonista di un fumetto giapponese, bensì uno dei robot più avanzati mai progettati dall’uomo. La caratteristica che lo rende unico risiede nel suo cervello, anzi nel suo… cervelletto. Si tratta infatti del primo robot capace di interagire in piena autonomia con l’ambiente circostante. Un gioiello della tecnologia contemporanea, realizzato in Italia. Ma cos’è in grado di fare?

Il robot capace di pensare prima di agire

Una delle sfide più grandi per scienziati ed ingegneri è quella di progettare dei sistemi capaci di pensare e agire in totale autonomia. La cosiddetta intelligenza artificiale insomma, che negli ultimi anni sta facendo passi da gigante. Un importante traguardo (e al tempo stesso punto di partenza) è stato raggiunto nelle scorse settimane dall’Università di Pavia e dal Politecnico di Milano nell’ambito dell’Human Brain Project, programma europeo sullo studio del cervello umano. I due centri italiani hanno infatti realizzato un robot in grado di reagire agli stimoli esterni. Il tutto avviene grazie al suo cervelletto artificiale capace di elaborare una grandissima quantità di dati, permettendo al robot di agire di conseguenza.

un robot capace di pensare prima di agire

Ecco quindi vederlo sollevare uno scudo in caso di minaccia, resistere e reagire a spinte e trattenute e manipolare gli oggetti, quasi come un essere umano. Tra le dimostrazioni pratiche, è stato possibile osservarlo mentre si proteggeva con uno scudo da un raggio laser. I movimenti avvenivano senza l’ausilio di un tecnico e senza alcuna guida: era il robot ad individuare il pericolo e a difendersi.

Dall’Italia il primo cervelletto artificiale

Chiave di tutto questo è il suo cervelletto artificiale che, a detta di Alessandra Pedrocchi del Politecnico di Milano, altro non è che «un codice di controllo che gira su un computer mimando la funzione dei diversi tipi di cellule che compongono il cervelletto del topo». Il robot ha così la «capacita di riconoscere ed associare due stimoli sensoriali temporalmente coordinati – spiega Egidio D’Angelo, direttore del Laboratorio di neurofisiologia dell’Università di Pavia – come un segnale acustico seguito da un fascio di luce laser». In pratica Nao può, seppur in maniera limitata, pensare prima di agire.

un progetto tutto italiano

Questa tecnologia realizzata in Italia è importantissima non solo per il settore della robotica, ma anche per quello medico. Come citato poc’anzi, infatti, Nao è il primo risultato del programma europeo sullo studio del cervello umano. Finalità di questo progetto è capire il funzionamento del sistema nervoso dell’uomo, individuarne i tanti segreti e sviluppare tecnologie utili per fronteggiare determinate patologie. Un programma dal valore di 1,2 miliardi di euro che si concluderà nel 2023. Questo di Nao è solo il risultato della prima fase, e noi non possiamo che inorgoglirci sapendo che è frutto del genio italiano.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Il primo robot dotato di cervelletto è made in Italy ultima modifica: 2018-03-28T09:30:55+00:00 da Gabriele Roberti

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