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Imponente ed emotivamente d’impatto. Così si presenta la Rocca di Cefalù su quel lato nord della costa siciliana. Con lo sguardo costantemente rivolto al mare, sorveglia e protegge. Controlla che lì tutto sia tranquillo, che non ci siano pericoli. O almeno questo è ciò che ha fatto per numerosi anni della storia passata. Poi, sposta l’attenzione sulla sottostante cittadina, avvolgendola in un abbraccio tanto austero quanto apprensivo.

Una vecchia storia

Come tutti i massicci rocciosi anche la Rocca di Cefalù, forte delle sue caratteristiche, assolveva ad uno specifico ruolo. La si potrebbe paragonare ad una sorta di guardiano del mare e della terra. Come anche ad un sicuro rifugio. Quello verso il quale gli uomini della comunità sottostante accorrevano in caso di rischio. Potremmo figurare il brulicare confuso di quelle genti, i passi veloci, le voci incitanti alla fuga. E poi lei, inamovibile. Buona ma tenace, pronta ad allungare le accoglienti braccia offrendo l’aiuto cercato. Attualmente di quel suo passato glorioso ne resta solo il ricordo, o meglio, l’immaginazione di noi moderni. Liberi dalla tensione crescente che si doveva provare alla vista di una banda d’invasori.

Immagine della rocca di Cefalù e relativo abitato
Foto di Nicola Giordano da Pixabay

E allora cosa rappresenta oggi la Rocca di Cefalù? Lo scenario storico è completamente cambiato. In piena tranquillità possiamo godere del poderoso masso. Apprezzarne le qualità estetiche che fanno da contrasto con la gentilezza del paesaggio circostante. Da un lato l’azzurro del mare impreziosito dal luccicare del sole. Dall’altro il muscoloso e atletico massiccio. Come fosse un vecchio signore, uno di quelli severi la cui rigida corazza appare arida. A predominare nella sua foggia sono i toni del grigio, sono le pietre coriacee. Eppure, qua e là, fanno timidamente capolino alberi e arbusti. Donano un tocco di colore, lievi pennellate di verde che vivacizzano lo scenario. Qui inizia l’incanto della natura.

Rocca di Cefalù: percorsi

Meta turistica, di meditazione e relax mentale. Per raggiungere il gigante roccioso bisogna partire da un piccolo sentiero. Quello collocato ai piedi occidentali della Rocca. Il profilo in questione è facilmente individuabile. Qui infatti si susseguono una serie di mulini che a suo tempo raccoglievano le acque provenienti dal versante ovest. All’opposto, il fronte nord-est ospita la cittadina storica di Cefalù. Ma torniamo al sentiero. Percorrendolo raggiungiamo la Rocca in una fusione tra natura e passato storico. Lungo il percorso si incontra una preziosa testimonianza , il tempio di Diana. Una piccola costruzione di cui permangono alcuni resti.

Rocca di Cefalù. Veduta dalla base rocciosa verso la costa
“Cefalu (27)” by Il Turista Informato is licensed under CC BY-NC 2.0

L’ascesa prosegue guidata dalle mura perimetrali. Bastioni merlati che contribuiscono a trasmetterci quel senso di inespugnabilità di cui il luogo fu residenza. Così si arriva all’antico castello, del quale oggi restano chiare tracce strutturali. Datato tra il XIII e il XIV secolo esso costituisce il picco da cui ammirare il panorama circostante. Particolare anche la Croce in metallo eretta nel prospetto rivolto a nord delle mura. La notte, il simbolo crucifero si illumina, accrescendo la sua valenza emblematica. Così da una posizione privilegiata lo sguardo è libero di viaggiare verso più orizzonti. L’infinità del mare che sfuma nel cielo, l’antico abitato ai piedi della Rocca in cui risalta la cattedrale normanna, i profili della costa.

Rocca di Cefalù: il gigante dal cuore tenero ultima modifica: 2020-07-29T13:40:00+02:00 da Sabrina Cernuschi

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