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Roma è città d’incanto. Difficile contenere a parole la sua bellezza. E difficile non innamorarsene. È un luogo capace di risvegliare nell’animo sentimenti complessi, delle volte estremi. Roma è città eterna, e perciò per sua stessa natura in qualche modo ineffabile. Forse per capirla un po’ meglio servirebbe provare a “[…] raccontarsela come una storia d’amore, perché all’inizio nessuno pensa che pure quella parola, amore, si esaurirà”. Sono le parole di Nadia Terranova, classe 1978, originaria di Messina e che a Roma vive da quasi vent’anni. Parole contenute nella raccolta di racconti “Come una storia d’amore” edita da Giulio Perrone.

storia d'amore - copertina libro di nadia terranova

Un testo in cui ritroviamo eco dei temi a lei cari (già respirati in Addio ai Fantasmi, finalista al premio Strega 2019): assenza, mancanza e naturalmente fantasmi. Protagoniste dei dieci racconti sono dieci voci femminili. Donne interrotte, congelate sul ciglio di una decisione, aliene delle volte alle loro stesse vite. Personaggi delicati che danzano con il fallimento e gettano uno sguardo vivo sul teatro di questa danza: Roma con i suoi odori, le sue ombre, le sue inebrianti contraddizioni.

Sono donne in sospensione quelle raccontate dalla Terranova. A muoverle, a farle fluttuare, è la ricerca di un senso indefinito di libertà. Arrivano a immaginare nuove vite attraverso gli occhi degli altri. E finiscono per intendere, più o meno consciamente, che per cullare, o farsi cullare da una parvenza di serenità a volte è necessario perdersi. E non è poi così complicato in una città infinita. La scrittura della Terranova coinvolge con naturalezza che sa di esperienza vissuta. La narrazione è limpida, godibilissima.

Nadia Terranova primo piano
Nadia Terranova, finalista del Premio Strega 2019

In questo breve scambio, la scrittrice ci dice del suo rapporto di stupore e amore con la città che l’ha adottata molti anni fa.

Come mai la scelta di ambientare i suoi racconti nella città di Roma?

Vivo qui da quasi venti anni, ho accumulato tante storie che non hanno mai smesso di emozionarmi e che sentivo l’esigenza di raccontare.

Lei descrive Roma “come una storia d’amore”, che tipo di storia d’amore precisamente?

Catastrofica, densa, sorprendente.

Lei è originaria di Messina e ora vive in questa città immensa. Che rapporto ha con lei?

La vivo ogni giorno con un sentimento denso di stupore e conflitto allo stesso tempo.

Da dove prende l’ispirazione per i suoi personaggi?

Principalmente dai quartieri di prima periferia, dai personaggi marginali, dalle persone comuni. Sono quest’ultime fonte di storie interessanti e non ordinarie.

C’è un racconto al quale è più affezionata?

“Via della Devozione” perché è dedicato ad Andrea Olivero, una trans ammazzata alla stazione Termini.

I suoi personaggi sono alla ricerca della felicità. Per lei cosa vuol dire essere felici?

In un altro libro ho scritto: “Non esiste la felicità, esistono momenti felici”.

In uno dei racconti fa riferimento ai social. Pensa anche lei che ci stanno trasformando in narcisisti che ostentano finte felicità a platee di sconosciuti?

No, non penso questo. Penso che tutti noi proiettiamo qualcosa sugli altri, e che a volte è difficile ascoltarsi e guardarsi davvero l’uno nello specchio dell’altro.

Le città trovano significato nelle persone che le abitano. Che ne pensa?

Sono curiosa delle persone, sempre.

In che modo una città diventa fonte d’ispirazione per chi scrive?

Si può scrivere di qualsiasi città, l’importante è il come.

Com’è stato fare parte della cinquina finalista del Premio Strega?

Bellissima esperienza che mi ha dato molto perché mi ha fatto tanto crescere artisticamente e come persona.

Foto in evidenza di Carlos Ibáñez su Unsplash

Roma “Come una storia d’amore.” Intervista a Nadia Terranova ultima modifica: 2020-06-07T13:00:00+02:00 da Mariangela Cutrone

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