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La Calabria è una regione piena di luoghi incantevoli e ricchi di storia. Uno di questi è certamente Rossano (meglio conosciuto come Rossano Calabro), frazione di Corigliano-Rossano, città del cosentino nata nel 2018 dalla fusione di Rossano e Corigliano. Rossano Calabro è nota ai più per la produzione di liquirizia della storica fabbrica Amarelli, ma è anche una città di grande interesse storico. Questa è infatti anche la “città del Codex”. Nel Museo diocesano e del Codex di Rossano è infatti conservato il Codex Purpureus (Codice Purpureo o Codex Rossanensis). Si tratta di un antico manoscritto risalente al VI secolo d.C. di 188 fogli di pergamena contenente i vangeli di Marco e Matteo. Il Codex è interamente in lingua onciale greca ed è inoltre abbellito da 15 miniature che ripercorrono la vita di Gesù Cristo. Nel 2015 l’UNESCO ha inserito questo antichissimo evangeliario nel Registro della memoria mondiale.

Rossano Calabro, particolare Codex Purpureus con miniatura
Foto: © Michele Abastante – Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Storia di Rossano

La storia di Rossano inizia in epoca pre-romana, XI secolo a.C. La sua fondazione è attribuita al popolo degli Enotri. Come molti altre città del Sud Italia, anche Rossano Calabro vide la dominazione di diverse civiltà: prime fra tutte quella greca e romana. Con la dominazione bizantina (dal 540 al 1050) la città diviene un luogo strategico e vive un periodo d’oro, sia dal punto di vista militare, sia culturale e artistico. La sua posizione geografica la rese ideale come sede dello stratego (capo dell’esercito), un centro militare sicuro che resistette alle invasioni di Saraceni, Longobardi e Visigoti. Durante il periodo bizantino Rossano fu anche un grande centro religioso, grazie alla comunità dei monaci basiliani (il Codex Purpureus risale al VI secolo). I molti segni del passaggio bizantino, anche a livello architettonico, sono valsi a Rossano l’epiteto “La Bizantina”.

Rossano Calabro - particolare Codex Purpureus con miniatura

A partire dall’XI secolo d.C. (fino all’Unità d’Italia), la città calabrese ha visto prima la dominazione normanna, poi sveva, angioina, aragonese, spagnola e, infine, borbonica. Dalla seconda metà dell’Ottocento, Rossano Calabro visse un nuovo periodo di sviluppo, divenendo prima sede di tribunale (1865) e corte d’assise (1875), poi con l’inaugurazione della ferrovia Jonica (1876) e, infine, divenendo una delle prime città della Calabria a beneficiare dell’energia e dell’illuminazione elettrica. Nel Novecento, da borgo collinare, Rossano si è espanso verso valle, grazie alla costruzione di nuove abitazioni e infrastrutture. La fusione del con Corigliano nel 2018 l’ha resa infine la terza città più grande della Calabria per popolazione.

Cosa vedere a Rossano Calabro

Rossano Calabro è una città in cui è chiaro il segno dei bizantini che hanno vissuto le sue terre. Il luogo più interessante per scoprire l’arte bizantina a Rossano è il già citato Museo diocesano e del Codex. Anche se l’opera principale custodita è il Codex, sono presenti anche delle sale con opere barocche, rinascimentali, settecentesche e ottocentesche, ma anche una sala dedicata agli argenti. Accanto al museo diocesano si trova a pochi passi dalla Cattedrale della Santissima Achiropita. Questa è famosa soprattutto per l’immagine della Madonna Acheropita (cioè non dipinta da mano umana), datata probabilmente tra il VI e l’VIII secolo. Esempio di architettura bizantina è l’oratorio di san Marco (IX-X secolo), di forma quadrata e con cinque cupole cilindriche. Pensato come monastero femminile dedicato a sant’Anastasia, venne poi trasformato in luogo di culto da San Nilo (patrono della città). Nell’Ottocento divenne poi cimitero per i malati di colera.

Rossano Calabro - Oratorio di San Marco
Foto: © Natalia Perfetto – Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”

Uno dei luoghi imperdibili di Rossano, soprattutto per i più golosi, è il museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”. Nato nel 2001, si tratta dell’unico museo dedicato alla liquirizia in Italia e racconta la storia della famiglia Amarelli e della produzione e commercializzazione della liquirizia, che va avanti dal 1731, quando venne aperto l’impianto industriale per trasformare le radici della liquirizia in succo. All’interno del museo si trovano abiti, documenti e strumenti utilizzati durante i secoli dall’azienda. Nel 2004 inoltre Poste Italiane ha dedicato un francobollo al museo della Liquirizia, appartenente alla serie “Il patrimonio artistico e culturale italiano”. La fama del museo è cresciuta notevolmente negli anni. Il museo Amarelli è tra i musei d’impresa con più visitatori in Italia, secondo soltanto alla Galleria Ferrari di Maranello.

Oltre alla liquirizia, Rossano Calabro offre anche altri interessanti prodotti dal punto di vista gastronomico. Altri prodotti classici della cucina della zona sono anche il caciocavallo silano, la ‘nduja calabrese, ma soprattutto gli scoratedd rossanesi. Si tratta di dolci tipici del periodo invernale (ma non solo), fatti di pasta lievitata fritta e ricoperti da cannella e zucchero semolato.

Rossano Calabro è una città accogliente, adatta ad ogni tipo di visitatore, soprattutto per chi ama l’arte ed è appassionato di storia (soprattutto bizantina). Fare tappa a Rossano è un buon motivo per visitare il circondario e scoprire anche le meraviglie naturalistiche della Calabria, come l’Oasi dei Giganti del Cozzo del Pesco (con i suoi castagni secolari) o il Parco Nazionale della Sila. Una volta visitata, la Calabria rimane nel cuore.

Foto di copertina: © Mboesch – Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Rossano Calabro: città d’arte bizantina e della liquirizia ultima modifica: 2022-01-07T18:58:47+01:00 da Antonello Ciccarello

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