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Salento, importante inaugurazione all’Università

Il Salento non è solo ricco di monumenti e paesaggi, ma anche di personalità importanti sia storiche che moderne. In questi giorni, l’Università salentina, farà un omaggio al filosofo taurisanese Giulio Cesare Vanini con l’inaugurazione di un busto in suo onore. L’evento avverrà il 9 febbraio nel complesso Studium 2000 dell’università del Salento alle ore 10.00. Il giorno scelto è simbolico, in quanto, ricorre l’anniversario della morte del filosofo che nel 1619 fu condannato al rogo per ateismo.

Salento: l’Università celebra Giulio Cesare Vanini con un busto in bronzo

Giulio Cesare Vanini è uno dei personaggi storici salentini più importante. Il filosofo nato a Taurisano nel 1585 è considerato il padre del pensiero moderno europeo. Per tale motivo, l’Università del Salento, ha deciso di rendergli onore con un busto in bronzo che verrà inaugurato domani 9 febbraio. L’opera realizzata dallo scultore taurinese Donato Minonni sarà svelato in maniera simbolica nel giorno dell’anniversario della morte del filosofo. La cerimonia avverrà al complesso Studium 2000 dell’università alle 10.00 del mattino. La commemorazione del filoso, sarà introdotta e moderata dal professor Domenico Fazio, docente di storia e filosofia dell’Unisalento.

Ad aprire l’evento, sarà il rettore Fabio Pollice che saluterà i presenti. Nel corso della cerimonia, interverranno l’autore del busto ed il direttore della Biblioteca “Nicola Bernardini” di Lecce Alessandro Laporta. Quest’ultimo, ha, di recente, scoperto un’edizione sconosciuta dell’opera De admirandis. Infine, prenderà la parola il vicepresidente del Centro Internazionale di Studi Vaniniani Mario Carparelli. Quest’ultimo presenterà il volume che raccoglie gli atti del convegno “Giulio Cesare Vanini: dal Salento all’Europa.

Giulio Cesare Vanini: vita e opere del filoso salentino

Giulio Cesare Vanini nacque a Taurisano, il 19 gennaio 1585. All’età di 18 anni, entrò nell’ordine carmelitano e poi, conseguì a Napoli, il titolo di dottore in diritto civile e canonico nel 1606. Sei anni dopo, ricevette un provvedimento disciplinare dal generale dell’ordine che lo costrinse a fuggire in Inghilterra con un confratello. I due, decisero di abbracciare la fede anglicana e ricevettero la protezione dell’Arcivescovo di Canterbury. Tuttavia, si resero conto di aver preso un grosso abbaglio e decisero di tornare in Italia. L’Arcivescovo, capì le loro reali intenzioni e li fece arrestare, ma riuscirono a fuggire. I due, rimasero per un periodo a Genova, ma l’arresto del confratello, spinse Vanini a fuggire in Francia dove pubblicherà le uniche due opere giunte fino a noi.

Due opere in latino intitolate rispettivamente Amphiteatrum, e De Admirandis. Le sue opere riscossero successo tra gli atei ed i libertini mentre lui, si spostò a Tolosa con il falso nome di Pomponio Usciglio sperando di cavarsela. Tuttavia, si tradì a causa della poca prudenza nel manifestare le sue idee. Nel 1618 lo arrestarono su ordine del Parlamento di Tolosa. Vanini subì un processo piuttosto lungo in cui i giudici cercarono di incastrarlo in tutti i modi. Non riuscendoci, ricorsero ad una falsa testimonianza accusandolo di ateismo. I giudici, lo condannarono a morte e lo giustiziarono il 9 febbraio 1619. Vanini, poco prima di morire strangolato e bruciato, pronunciò la frase “Andiamo a morire allegramente da filosofi” che ricorderà la sua morte eroica.

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